Parma, 29 settembre 2009 – Tariffe aeree: adeguamento fa rima con aumento. Confconsumatori è fortemente preoccupata di un ulteriore, possibile rinvio dell’attuazione dei contratti di programma.
Infatti, se dovesse trovare esecuzione il protocollo di intesa tra Enac e Assaeroporti, e i Ministri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico dovessero firmare il relativo decreto, si aprirebbe la strada a un aumento delle tariffe aeroportuali da 1 a 3 euro a passeggero.
Precisamente, si attuerebbe una proroga di fatto dell’applicazione dei contratti di programma, e ciò andrebbe a discapito dei passeggeri. Solo attraverso i contratti di programma potrà attuarsi, realmente, una vera trasparenza delle tariffe che finora è rimasta solo conclamata.

E’ vero che le tariffe sono invariate da nove anni, ma ci chiediamo: perché proprio adesso che una regolamentazione delle tariffe potrebbe essere collocata all’interno dei contratti di programma, si pongono in atto accordi e decisioni che vanificano ogni innovazione? Si invoca il nuovo, cioè l’aumento, ma lo si attua con il vecchio regime e non con il nuovo, che, ci si passi l’espressione, sta già rullando in pista in attesa dell’ok al decollo.

Ci chiediamo ancora: chi ha paura degli accordi di programma? Chiediamo che Enac e Assaeroporti rivedano il protocollo sottoscritto e che i Ministri non firmino il decreto, affinché si acceleri l’attuazione dei contratti di programma e la chiarezza e la trasparenza delle tariffe possa trovare immediata attuazione.

“ Questa soluzione di un adeguamento temporaneo, motivata su presunte difficoltà burocratiche, ad attuare nell’immediatezza la direttiva europea in materia non ci convince e sappiamo che in Italia non c’è niente di più definitivo del provvisorio. E’ forse questa la strada che si intende invocare per le tariffe?” dichiara l’avv. Carmelo Calì, rappresentante del CNCU nel Comitato per la tutela dei diritti del passeggero presso Enac e responsabile trasporti di Confconsumatori nazionale.