Parma, 10 luglio 2008 – Il regolamento approvato ieri dal Parlamento Europeo, che impone alle compagnie aeree di specificare tariffe, tasse, diritti aeroportuali e ogni altro supplemento connesso, ad esempio, alla sicurezza o ai carburanti, è un ulteriore passo avanti nella tutela dei passeggeri.

E ciò se si considera che il regolamento potrà entrare presto in vigore.

Già in passato la stessa Europa aveva dato uno stop ai vettori, sanzionando i siti che vendevano biglietti aerei senza nessuna specificazione dei costi, anzi indicando costi iniziali irrisori che andavano crescendo mano a mano che l’acquirente proseguiva nell’acquisto on line.

Anche in Italia nell’aprile 2007 era stato posto un freno con il secondo “Pacchetto Bersani” delle liberalizzazioni, con cui si vietano le offerte e i messaggi pubblicitari recanti l’indicazione del prezzo al netto di spese, tasse e oneri aggiuntivi.

“ La sordità dei vettori aerei europei adesso non ha più nessuna scusante. Con l’approvazione del regolamento è stata fatta definitivamente certezza sulla materia anche oltre i confini nazionali. Le compagnie dovranno adeguarsi tempestivamente alle nuove disposizioni. Chiederemo la vigilanza sull’osservanza delle norme e l’erogazione delle sanzioni che, come prevede il regolamento, devono essere effettive, proporzionate e dissuasive " – dichiara l’avv. Carmelo Calì, responsabile trasporti di Confconsumatori e rappresentante CNCU nel Comitato Tutela Diritti del Passeggero presso Enac.

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