Sinagra (ME), 18 ottobre 2016 – Ancora un’altra multa ingiusta da Trenitalia: questa volta è toccata a una ricercatrice siciliana che si è rivolta a Confconsumatori per fare ricorso.

La signora, nel 2014, aveva tentato di acquistare un biglietto ferroviario per percorrere la tratta Capo D’Orlando / Messina, solo che la biglietteria era chiusa e la macchina automatica era guasta, inoltre non erano presenti punti vendita alternativi aperti (trattandosi di giorno festivo). Salita sul treno senza titolo di viaggio, si era rivolta al controllore per fargli presente la situazione e nonostante la spiegazione di quanto accaduto l’aveva comunque multata.
Non ritenendo giusta questa sanzione, la ricercatrice si era rivolta a Confconsumatori che, tramite l’avvocato Carmen Agnello, aveva fatto ricorso.

Durante l’udienza, era stato chiesto al capotreno, che aveva multato la signora, se ricordasse le motivazioni per cui la passeggera si trovasse senza biglietto. Il teste, però, non ricordava perché la ricercatrice quel giorno fosse sprovvista del titolo di viaggio.
La signora, nella medesima udienza, aveva raccontato di non aver potuto acquistare un biglietto in quanto tutte le biglietterie erano al momento fuori servizio, circostanza confermata anche dalla stessa Trenitalia via mail e letta durante l’udienza.
Era quindi emersa, in maniera chiara e incontrovertibile, l’impossibilità della signora di poter ottenere un biglietto presso la stazione, annullando così l’ingiunzione e condannando Trenitalia al pagamento delle spese di giudizio di 193 € oltre accessori, più 43 € per le spese vive.

Nella sentenza è stata inoltre ricordata la normativa contenuta nelle condizioni e tariffe per i trasporti delle persone sulle ferrovie dello stato, art. 5 lett. b) «è ammesso l’acquisto a bordo del treno del biglietto di viaggio, durante il periodo in cui la biglietteria non sia funzionante, a condizione che, nel caso di utilizzo dei treni regionali, gli impianti non siano dotati di punti vendita alternativi».

Scarica la Sentenza


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