Ragusa, 27 maggio 2021 – Confconsumatori è stata ammessa oggi parte civile nel procedimento penale pendente innanzi al Tribunale di Ragusa e relativo alla gestione di servizi postali da parte di un’agenzia privata di Chiaramonte Gulfi. Ammessi come partici civili anche 5 utenti che si erano rivolti all’associazione. I fatti risalgono al 2018 quando è stato accertato che la titolare dell’agenzia postale privata, avendo la disponibilità delle somme versate dai cittadini per il pagamento di tributi e bollette varie, se ne appropriava omettendo di riversarle ai vari Enti ai quali erano destinati.

Oggi il Giudice Francesca Aprile ha ammesso la costituzione di parte civile di Confconsumatori e degli associati dalla stessa assistiti. Le condotte oggetto di esame da parte del Tribunale sono state certamente realizzate in spregio del diritto degli utenti ad ottenere il servizio richiesto e profittando della fiducia che i cittadini utenti riponevano nella titolare dell’agenzia privata.

Confconsumatori svolge da anni attività di tutela dei cittadini anche nel settore dei servizi postali e, quindi, ha ritenuto doveroso costituirsi in tale procedimento, anche perché, nel caso specifico oggetto del procedimento, aveva fornito assistenza ai cittadini, tra i quali, infatti, figurano alcune persone offese che con autonomo atto si sono costituiti parte civile nel giudizio sempre grazie all’assistenza dell’associazione. Il dibattimento apertosi oggi è stato rinviato al 30 settembre al fine di consentire l’esame dei testimoni.

“Ancora una battaglia nella quale abbiamo deciso di essere a fianco dei cittadini – hanno dichiarato gli avvocati Samantha Nicosia, Responsabile Provinciale di Confconsumatori e Carmelo Calì, Presidente regionale di Confconsumatori che assiste in giudizio le parti – perché in qualsiasi ambito siano lesi i loro diritti è necessario mettere in atto tutte le opportune iniziative. E ciò sotto un duplice aspetto: da un lato, per consentire ai danneggiati di ottenere ampia tutela e, dall’altro lato, per far sì che si possano consolidare azioni legali che costituiscano un deterrente e scoraggino il ripetersi di casi analoghi.