Grosseto, 23 ottobre 2017 – Alla fine del 2016, approssimandosi il termine per la richiesta di rottamazione delle cartelle, Equitalia aveva notificato ad una cittadina di Grosseto, evidentemente ripescando tra i suoi vetusti archivi, un sollecito di pagamento per il mancato versamento di Irpef ed Ilor del 1995, cioè di 21 anni prima. Equitalia chiedeva il versamento di quasi 20 mila euro. La cittadina, evidentemente turbata, aveva chiesto aiuto alla Confconsumatori di Grosseto e, su suggerimento dell’associazione, aveva deciso di impugnare la richiesta di pagamento da parte di Equitalia.

In giudizio, l’esattore fiscale ha prodotto due contestate notifiche di cartelle di pagamento avvenute nel 2003 e 2007. La commissione tributaria di Grosseto, con la sentenza 230-1-2017, ha dichiarato inesorabilmente prescritto il credito dando piena applicazione alla recentissima pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione del 17.11.2016.

Secondo i giudici tributari grossetani e la Suprema Corte i titoli esecutivi di formazione non giudiziaria, come gli avvisi di accertamento e le cartelle esattoriali (Inps e tasse) non possono godere della prescrizione lunga decennale prevista dall’articolo 2953 c.c. per i crediti risultanti da Sentenze o provvedimento dell’autorità giudiziaria, ma sono soggetti – al massimo – alla prescrizione di 5 anni. Con dette decisioni si pone quindi fine alle infinite pretese esattoriali che devono svolgersi in un arco temporale non eccessivo e ragionevole.

La contribuente grossetana si è vista quindi cancellare 20 mila euro pretesi all’infinito dal servizio riscossione statale.

In conclusione, tutti i crediti esattoriali, tasse, contributi inps e sanzioni amministrative sono soggetti alla prescrizione quinquennale e non a quella decennale.

Scarica la sentenza della Commissione tributaria di Grosseto