Brindisi, 22 luglio 2016 – Si è aperto in questi giorni un nuovo capitolo della vicenda relativa alle azioni “Veneto Banca”. Il coordinamento istituito dalla Confconsumatori e dalla Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore, infatti, dopo avere inviato per i propri associati coinvolti nella vicenda diffide evidenziando le violazioni di legge ravvisate nelle singole fattispecie e chiedendo, di conseguenza, alle Banche coinvolte la restituzione del maltolto, ha avviato le prime procedure di conciliazione.

Purtroppo, il Gruppo Veneto Banca alle diffide dei risparmiatori ha risposto limitandosi a difendere integralmente l’operato della banca venditrice dei titoli, non lasciando, quindi, nessuno spiraglio per addivenire ad una composizione bonaria della controversia, così come auspicato dal nostro Coordinamento” afferma l’avv. Emilio Graziuso, responsabile del coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore “A questo punto, i nostri associati hanno cominciato ad avviare le procedure di conciliazione, per cercare di risolvere la questione senza dovere intraprendere una causa per far valere i propri diritti”.

Le fattispecie sottoposte all’attenzione del coordinamento sono le più varie.

Vi è, infatti, il pensionato che su suggerimento del personale della banca ha investito in titoli, prospettati come senza rischio alcuno, al neolaureato al quale è stato proposto lo stesso investimento che ha, quindi, visto andare in fumo i risparmi derivanti da regali ricevuti da parenti nel corso degli anni e depositati, sino a prima dell’acquisto di azioni Veneto Banca, su libretto o su conto corrente.

Ancora, sono frequenti i casi di persone che, entrate in Banca per chiedere informazioni sulle condizioni di un mutuo o di finanziamento applicate, sono uscite dall’Istituto di credito avendo investito i propri risparmi in azioni Veneto Banca, unico modo per ottenere, essendo soci, dei tassi agevolati.

Ed è proprio un caso del genere tra quelli per i quali sono state avviate le prime procedure di conciliazione.

Un associato Confconsumatori, infatti, si era recato in Banca al fine di conoscere le condizioni applicate dalla stessa ai contratti di finanziamento per credito al consumo.

In tale occasione, un dipendente dell’Istituto comunicava che la Banca applicava (all’epoca dei fatti) ai contratti di finanziamento un tasso di interesse (TAEG) pari a 7,5300%, salvo che il richiedente non fosse stato possessore di almeno 100 titoli della Veneto Banca, nel qual caso il tasso di interesse (TAEG) applicato era pari (all’epoca dei fatti) a 6,070 %.

I titoli in questione venivano, quindi, prospettati al risparmiatore, persona avente una propensione al rischio estremamente bassa e senza esperienza finanziaria alcuna, come sicuri e privi di rischio per il capitale investito.

Sulla base di tali rassicurazioni, il consumatore sottoscriveva una richiesta di acquisto di n. 100 azioni della Veneto Banca al solo fine di potere stipulare un contratto di credito al consumo a tasso agevolato rispetto a quello normalmente applicato al cliente non possessore di titoli.

La nostra speranza è che i tentativi di conciliazione che stiamo avviando per i nostri associati vadano a buon fine. In caso contrario, sferreremo un attacco frontale a livello giudiziario, promuovendo processi per cercare di far valere dinnanzi ai Tribunali i diritti dei risparmiatori” conclude l’avv. Graziuso

Per maggiori informazioni tel. 347 – 0628721, www.confconsumatoribrindisi.it, www.facebook.com/Confconsumatori-Brindisi

Per informazioni sulle iniziative intraprese da Confconsumatori a tutela degli azionisti Veneto Banca è possibile visitare l’area dedicata del sito e compilare il modulo online qui sotto per ricevere informazioni; oppure rivolgersi alle sedi territoriali o all’indirizzo email risparmio@confconsumatori.it.