Vacanze rovinate e danno esistenziale: importante sentenza del Giudice di Pace di Casoria .

Il provvedimento racchiude alcuni interessanti elementi di novità in quanto ritiene applicabile oltre che il decreto legislativo n. 111/95 (oggi articoli 82 e seguenti del codice del consumo) anche, ed è qui l’elemento interessante, la Convenzione sul Contratto di viaggio firmata a Bruxelles nel 1970 e recepita nell’ordinamento italiano con legge  del 1977 .

Il Giudice afferma, infatti, che tale convenzione non solo non è stata abrogata dalla disciplina introdotta dal decreto legislativo n. 111/95, ma, anzi, è dallo stesso richiamata, per quanto compatibile. Partiamo, come sempre, dai fatti.

Due consumatori hanno acquistato un pacchetto turistico “tutto compreso” per otto giorni di vacanza in Egitto, a Sharm El Sheik, che prevedeva, tra le altre condizioni, la partenza per la destinazione finale ed il rientro dalla stessa, con volo diretto da e per l’aeroporto di Napoli-Capodichino.  Cinque giorni prima della partenza l’agenzia di viaggi comunicava, a mezzo fax, che a seguito dell’annullamento del volo diretto da Napoli, la partenza con aeromobile prevista per le ore 16,00 circa da Napoli veniva sostituita, “riprotetta”, con un volo in partenza da Roma Fiumicino alle ore 10,00 dello stesso giorno, con trasbordo bus da Napoli e partenza alle ore 5.30 del mattino. A questo punto i turisti, dati i pregressi impegni di lavoro e familiari, non potendo utilizzare il volo riprotetto, erano costretti a rinunciare alla vacanza, dato anche il brevissimo lasso di tempo di preavviso. Comunicavano, quindi, di non accettare la modifica del pacchetto turistico e chiedevano il rimborso immediato delle somme pagate. Tale richiesta non solo veniva disattesa dal tour operator, ma quest’ultimo chiedeva anche il pagamento di una penale pari al 100%, emettendo relativa fattura di addebito. Successivamente il tour operator recedeva da tale proposito e rimborsava anche la somma corrisposta per il viaggio non effettuato.

A questo punto i “mancati turisti” richiedevano espressamente con raccomandata il risarcimento dei danni per la perita dell’occasione della vacanza e, rimanendo tale richiesta inevasa, si arrivava al giudizio.
Richiamando la Convenzione, il Giudice ha osservato che in essa sta la previsione che l’organizzatore di viaggi risponde di qualunque pregiudizio causato al viaggiatore, danni patrimoniali e non, e quindi anche quelli esistenziali . Ma, ad ulteriore conferma, la convenzione prevede anche l’ipotesi del risarcimento oltre che nei casi di decesso e ferite, anche per qualunque altro danno all’integrità fisica o psichica del viaggiatore .

E, tornando al decreto legislativo, lo stesso prevede, nel caso di modifiche delle condizioni effettuate prima della partenza, che il consumatore ha la facoltà di recere senza pagamento di penale nel caso non ritenga di accettare la proposta modificativa, oltre al diritto al rimborso. E, ancora, in caso in caso di mancato od inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico l’organizzatore ed il venditore sono tenuti al risarcimento del danno.

E’ stato dichiarato quindi l’inadempimento contrattuale del tour operator e la condanna dello stesso ad €. 800,00 ciascuno a favore dei consumatori, oltre alle spese del giudizio.

Avv.Carmelo Calì – Presidente Confconsumatori Sicilia