Giugno 2003 – Siamo ormai a giugno ed è tempo di organizzare le proprie vacanze: chi al mare, chi ai monti, chi all’estero. Se le medesime costituiscono un divertimento ed un momento di riposo, esse possono altresì essere causa di gravi, gravissimi stress, come ben sa chi presta la propria opera per un’associazione a tutela dei consumatori. E non è un caso che il sottoscritto, avvocato della Confconsumatori, sia stato invitato il 29 e 30 maggio a Ceprano (Frosinone) a tenere una lezione ai quadri delle associazioni dei consumatori della Regione Lazio sul turismo, i viaggi e le vacanze. Quali, allora, i rischi a carico del turista?

Capita non di rado che, nonostante la prenotazione, la vacanza sia ricca di disagi, causati dal tour operator o dall’albergatore: si va dall’hotel di categoria inferiore a quello prenotato al caso, accaduto a due turiste rivoltesi alla Confconsumatori, di essere spedite dalla Last Minute Tour, anziché come esse pensavano in una località di mare dell’isola di Cipro, a Larnaca, cioè nella capitale, lontano dalle spiagge e all’epoca piena di forze armate ONU inviate per garantire la pace. Che fare in tali casi, quando in altre parole il viaggio non corrisponde alla caratteristiche pubblicizzate, i servizi offerti si sono rivelati carenti o addirittura mancanti ? Come già hanno scritto, oltre al collega di Firenze avv. Piero Catelani (Vacanze e viaggi organizzati: diritti dei consumatori in caso di inadempienze e danni), anche diversi esperti, è possibile chiedere il risarcimento sia dei danni patrimoniali da intendersi come pregiudizio economico, sia dei danni alla persona (malattia e infortunio), nonché del c.d. danno da vacanza rovinata .

Il ristoro di tale pregiudizio al benessere psicologico – pregiudizio derivato dal mancato godimento, totale o parziale, della vacanza -, un tempo considerato quale forma di danno morale, come tale irrisarcibile se non al cospetto di un reato, oggi anche grazie ad una sentenza della Corte di Giustizia Europea, è generalmente ammesso dalla nostra giurisprudenza, con scarse e rare eccezioni. Per aver patito il cosiddetto danno da vacanza rovinata sono state ad esempio risarcite dal Tribunale di Parma le due ragazze che avevano prenotato un viaggio di mare nell’isola di Cipro per essere state lasciate diversi giorni a Larnaca. La somma riconosciuta loro a tale titolo è stata pari, per ciascuna di loro, a £. 500.000. Attenzione, però, ai termini di prescrizione . Invero, nell’ipotesi di viaggio cosiddetto "tutto compreso", soggetto di conseguenza al d.lgs. 11 marzo 1995 n. 111 – è tale ai sensi dell’art. 2 quello non inferiore alle 24 ore in cui siano compresi il trasporto e l’alloggio o altri servizi turistici non accessori -, l’azione va esperita entro tre anni . Peraltro, nell’ipotesi in cui risulti applicabile il menzionato decreto legislativo, attuativo di una direttiva comunitaria, potrà agirsi anche nei confronti dell’organizzatore del viaggio.

Per chi viaggia in aereo non è poi infrequente il cosiddetto overbooking , cioè il negato imbarco a causa della vendita di biglietti in misura superiore ai posti disponibili. La materia, al pari di tutte quelle in cui appariva necessario l’intervento del legislatore a tutela del contraente cosiddetto debole, ossia del consumatore, è disciplinata dalla normativa comunitaria, più in particolare dal Regolamento CEE n. 295/91, ancora oggi invocabile in attesa dell’approvazione della proposta di Regolamento UE del 7 gennaio 2002. Con lo stesso, direttamente applicabile negli Stati membri dell’Unione Europea e vincolante anche per le compagnie aeree non comunitarie che espletano servizio negli stati membri UE, è stato istituito uno speciale sistema di tutela dei passeggeri cui venga negato l’imbarco su un volo di linea in precedenza prenotato. A chi, pur in possesso di regolare biglietto e prenotazione confermata, sia stato rifiutato il relativo servizio viene, infatti, in primo luogo riconosciuto il diritto di scegliere tra "il rimborso senza penali del prezzo del biglietto per la parte del viaggio non effettuata, un volo alternativo quanto prima possibile fino alla destinazione finale, o un volo alternativo ad una data successiva che gli convenga ". Non basta. Invero, viene altresì attribuito il diritto al rimborso delle spese per una comunicazione ed, eventualmente, al vitto e all’alloggio fino all’effettiva partenza. Il Regolamento, in sostanza, vieta al vettore di "abbandonare" il passeggero a terra senza alcuna assistenza. La compagnia è, inoltre, tenuta a corrispondere, immediatamente ed indipendentemente dalla scelta del passeggero e dalla prova di qualsiasi danno, una somma pari a 150,00 euro per i voli fino a 3.500 chilometri, e di 300,00 euro per gli altri . E’ infine prevista dal successivo art. 9 la possibilità di ricorrere al giudice per i risarcimenti supplementari, ossia per il ristoro di ulteriori danni.

Un caso simile, seppur non qualificabile come vero e proprio overbooking, è capitato ad una persona che aveva acquistato un biglietto Alitalia per partire dall’aeroporto milanese della Malpensa alla volta di Londra il 25.12.00. E’ poi accaduto ciò di cui molto si è letto sulla stampa e molto si è detto in televisione: il consumatore è stato lasciato in attesa dalle 10,15 di quel giorno fino alle 14,30 del giorno successivo a causa di un’abbondante nevicata. Questo, peraltro, senza che nessuno fino a quel momento, né il personale dell’Alitalia, né quello della S.E.A., la società che gestisce lo scalo della Malpensa, avesse dato spiegazioni al riguardo ed offerto ai malcapitati passeggeri informazioni. Evidente essendo al riguardo la responsabilità risarcitoria di tali società – qualcosa infatti poteva e doveva esser detto allo scopo di evitare pregiudizi-, il consumatore le ha citate davanti al Giudice di pace, ottenendo dall’Alitalia, prima di arrivare a sentenza, la somma di 750,00 euro.

Attenzione, inoltre, ad un’altra "fregata"! Si viene spesso invitati telefonicamente presso un buon albergo (è capitato anche a me) in qualità di vincitori di una vacanza gratuita, talvolta alle Canarie . Arrivati all’hotel, talvolta (ma solo talvolta) dopo la consegna del buono, alla presenza di diversa gente, arrivano di solito due persone, che illustrano i vantaggi dell’acquisto del c.d. time-sharing , ossia di una sorta di multiproprietà. Con circa 1250,00 euro all’anno, si diventerà proprietari dopo 10 anni di un bellissimo appartamento alle Canarie, con la possibilità di scambiarlo e di recarsi in altri meravigliosi immobili del circuito. Si viene convinti a firmare un foglietto. Si tratta, viene detto, solo di un appuntamento a casa per parlare meglio della cosa. Il giorno fissato si presenta, peraltro, un incaricato che dice che col foglietto si è assunto l’impegno di corrispondere la complessiva somma di circa 10.500,00 euro, non, come si credeva, in 10 ma in 4 anni . Che peraltro, dopo il pagamento di un acconto, si potrebbe saldare il resto con un finanziamento, con qualche società della quale viene immediatamente presentata (guarda caso!) la documentazione…

Che fare in questi casi? Inviare immediatamente (entro dieci giorni) il proprio recesso, bloccare il pagamento dell’assegno anche mediante la presentazione di una querela. Se invece è passato troppo tempo, non resta che la causa. Diversi sono infatti i motivi per ottenere la nullità o l’annullamento del contratto. Il sottoscritto, che ha già iniziato giudizi a Parma, e consigliato gli stessi in altre parti d’Italia, non può che invitare i malcapitati a rivolgersi alle diverse sedi della Confconsumatori. E cosa ha mai fatto il sottoscritto, vi chiederete, quando fu invitato con la moglie presso un albergo cittadino, e costretto dalla consorte a recarvisi? Quando disse chi era – erano ormai anni che querelava quelle società e notificava atti di citazione -, gli fu detto: "No grazie, meglio di no. Si accomodi pure."

Per concludere sull’argomento vacanze, merita ricordare che con Decisione del 14 aprile 2003 la Commissione europea ha statuito che un marchio comunitario di qualità ecologica sarà assegnato ai servizi turistici che rispetteranno alcuni aspetti ambientali. Vi saranno, in altre parole, servizi di ricettività turistica contraddistinti dal marchio ecologico europeo: servizi turistici, insomma, dei quali, finalmente, ci si potrà fidare!

Avv. Giovanni Franchi – Confconsumatori Nazionale