Roma, 17 settembre 2015 – Hanno quasi tutti accettato la proposta di transazione da 5.000 euro ciascuno i 40 passeggeri del volo ET 702 Addis Abeba – Milano del giorno 17 febbraio 2015, che si erano rivolti a Confconsumatori per ottenere il risarcimento del danno subito a causa del dirottamento dell’aereo da parte del secondo pilota.

Innumerevoli, infatti, sono stati i travagli, le angosce e le paure affrontati dai passeggeri. Il velivolo per diverse ore è rimasto in mano ad un dirottatore, che lo ha lasciato precipitare per oltre un minuto, costringendo i passeggeri a indossare le maschere d’ossigeno. I carrelli del cibo ribaltati, le urla e gli strepiti hanno rapidamente generato panico sia nell’equipaggio sia tra i passeggeri. Alla fine del viaggio delle teste di cuoio elvetiche armate sono entrate nel velivolo acuendo lo stato ansioso dei presenti. Grave la conta dei danni: oltre a quelli morali, anche quelli alla salute, visto che la maggioranza dei passeggeri ha riscontrato difficoltà a trovare sonno e riposo nella notte con tutti gli effetti che ne conseguono anche da un punto di vista professionale.

Dopo avere cercato di trovare una soluzione transattiva per i propri associati, viste le risposte negative della compagnia aerea, Confconsumatori ha messo a disposizione i suoi legali per promuovere una causa davanti al Tribunale di Roma, il quale, dopo pochi mesi dalla notifica dell’atto di citazione, ha invitato Ethiopian ad offrire a ciascuno la somma di 5.000 €, oltre le spese legali.

Solo un’associata ha rifiutato la proposta, sostenendo di aver subito un pregiudizio maggiore e che intende continuare la causa. Gli altri 39 passeggeri hanno accettato e rinunciato alla domanda.

Confconsumatori è soddisfatta del risultato e della rapidità con cui è stato raggiunto (circa 5 mesi). Anche per questo, visto che i passeggeri erano in numero maggiore, l’associazione invita tutti i coloro che non sono stati ancora rimborsati a rivolgersi agli sportelli di Confconsumatori: Ethiopian non potrà rifiutare a nessuno il ristoro del pregiudizio patito nella misura imposta dal Tribunale.