Voucher turismo: «si deve mantenere il diritto al rimborso» Netto e chiaro intervento dell’Antitrust con una segnalazione a Parlamento e Governo. Confermate la legittimità della battaglia di Confconsumatori: continua la petizione online

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Parma, 28 Maggio 2020 – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito delle numerose lamentele ricevute negli ultimi mesi da parte dei consumatori, è intervenuta in merito alla recente normativa che consente agli operatori del settore turistico di emettere un voucher – in luogo del rimborso – per “ristorare” viaggi, voli e hotel cancellati per circostanze eccezionali e situazioni soggettive connesse con l’emergenza da Covid-19.

Nella segnalazione al Parlamento e al Governo, l’Autorità ha evidenziato che l’art. 88-bis si pone in contrasto con la vigente normativa europea, che nel caso di cancellazione per circostanze inevitabili e straordinarie, prevede il diritto del consumatore ad ottenere un rimborso. La posizione assunta dalla Commissione europea nella Raccomandazione del 13 maggio 2020 evidenzia sì che l’operatore può legittimamente offrire un buono, ma a condizione che i viaggiatori non siano privati del diritto al rimborso in denaro. La Commissione ha anche rilevato che, in ragione delle gravi perdite del settore turistico derivanti dal fatto che le richieste di rimborso presentate dai viaggiatori superano di gran lunga il livello delle nuove prenotazioni, occorrerebbe incentivare i consumatori ad accettare i voucher.

Affinché i voucher possano essere considerati una valida e affidabile alternativa al rimborso in denaro, essi dovrebbero presentare alcune caratteristiche, tra le quali una copertura assicurativa per il possibile fallimento del tour operator o del vettore e il diritto al rimborso in denaro se alla scadenza del voucher il consumatore non avrà usufruito dello stesso.

Questo quanto segnalato dall’Autorità che ha infine rappresentato che, a fronte del permanere del descritto conflitto tra normativa nazionale ed europea, interverrà per assicurare la corretta applicazione delle disposizioni di fonte comunitaria disapplicando la normativa nazionale con esse contrastanti.

Confconsumatori accoglie con soddisfazione l’intervento dell’Antitrust, a conferma che la battaglia intrapresa con il lancio due giorni fa di una petizione on line su change.org a favore del rimborso in denaro (che ha già superato le 1.500 firme in 48 ore), non era pretestuosa, di parte o irrealizzabile (LINK alla petizione online).

L’associazione continuerà a sostenere le ragioni dei consumatori italiani e si augura che adesso prevalga il buon senso, nell’interesse di tutti, perché in questo periodo di crisi sanitaria ed economica gli italiani hanno bisogno di soluzioni idonee e condivise e non di contrapposizioni.

Per tali motivi Confconsumatori chiede che Governo e Parlamento istituiscano sul tale questione e, più in generale su quelle del turismo e dei trasporti, un tavolo di lavoro con le associazioni dei consumatori del Consiglio Nazionale Consumatori Utenti (C.N.C.U.), come peraltro prevede la normativa, al fine di pervenire ad un testo di modifica della legge condiviso da tutte le parti e non solo da una parte come purtroppo è avvenuto fino ad ora.

I consumatori, in caso di necessità, possono rivolgersi agli sportelli territoriali di Confconsumatori.

Link al precedente articolo sul diritto ai rimborsi

Link alla petizione online su change.org