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6. Diritto di Recesso o di “Ripensamento”

Cosa fare se abbiamo cambiato idea e non vogliamo più il bene acquistato? Per acquisti effettuati successivamente al 13 giugno 2014[1]la legge concede al consumatore 14 giorni di tempo dal ricevimento della merce (in caso di beni) o dalla sottoscrizione del contratto (in caso di servizi) per inviare una raccomandata a/r al venditore nella quale comunicare la volontà di recedere (anche senza specificare i motivi), chiedendo il rimborso dell’importo pagato. Il bene, invece, dovrà essere restituito entro i 14 giorni successivi all’esercizio del diritto di recesso, attraverso la spedizione postale (a carico del consumatore) o, se ciò non fosse possibile, con la consegna in un luogo stabilito (generalmente con costi a carico del venditore).

Il venditore è chiamato a rimborsare sia il prezzo che le spese affrontate dall’acquirente per la consegna del bene entro 14 giorni dal ricevimento della lettera di recesso.[2]

Se il venditore non spiega nel contratto, in modo chiaro ed esaustivo, come esercitare il recesso e non indica i relativi termini (che possono anche essere ampliati ma mai diminuiti), il termine di legge per cambiare idea sale a 1 anno e 14 giorni, dal ricevimento della merce o dalla sottoscrizione del contratto come specificati sopra.[3] N.B.: non per tutti gli acquisti è esercitabile il diritto di recesso: infatti, salvo compaiano difetti di conformità, non è possibile cambiare idea se si acquistano prodotti deteriorabili (come quelli alimentari), giornali, servizi di scommesse o lotterie, servizi finanziari e i supporti elettronici sigillati la cui confezione sia stata aperta. Inoltre non è possibile recedere (salvo patto contrario) nel caso di prodotti fatti “su misura” o su ordinazione.

 

È importante sapere che il termine di 14 giorni per esercitare validamente il diritto di recesso si riferisce alla spedizione della raccomandata da parte del consumatore, non al ricevimento da parte del venditore/fornitore del servizio. Il venditore che opponga di avere ricevuto il recesso oltre i 14 giorni, oltre a non rispettare la legge, merita di essere segnalato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato!

 


[1]Si tratta di un principio che ha stabilito la Corte di Giustizia europea con la sentenza n. c-511/08 del 15/04/2010.
[2] Il D.lgs. n. 21/2014 modifica in questo senso l’art. 56 del Codice del Consumo.
[3]Art. 53 del nuovo Codice del Consumo.