Livorno, 17 ottobre 2016 – Un consumatore nel 2013 aveva acquistato un’auto usata riscontrando, dopo pochi giorni, due tipologie di difetti:sfogliatura della vernice e rottura dell’alternatore. Il concessionario si era limitato a liquidare il cliente dicendogli di prendere contatti direttamente con la garanzia (convenzionale) che gli aveva fatto stipulare al momento dell’acquisto. Garanzia che, però, non riconosceva i danni per asseriti problemi amministrativi legati al concessionario. Il cliente si era quindi rivolto al giudice di pace che aveva riconosciuto la validità della garanzia post-vendita anche per i difetti di conformità presenti su auto usate, condannando il concessionario a risarcire parzialmente il cliente.

E’ un caso seguito dalla Confconsumatori Pisa e trattato dal giudice di pace di Livorno: “Il venditore – fanno sapere da Confconsumatori è tenuto a consegnare i beni usati assolutamente privi di ogni anomalia e difetto. Come previsto dalla garanzia post-vendita in base a quanto stabilito dal Codice del consumo”.Il cliente si era rivolto al giudice di pace, per far valere la garanzia legale sul bene acquistato, anche se la concessionaria sosteneva che al momento dell’acquisto la vettura fosse in perfette condizioni, non incidentata e che in ogni caso si trattasse di un’auto usata con diversi anni e che quindi questi difetti fossero legati alla normale usura.

Attraverso l’azione dell’avvocato Giovanni Longo, legale della Confconsumatori Pisa, l’acquirente era riuscito a mettere in mora il venditore e poi a citarlo dinanzi al giudice competente che aveva dato in parte ragione al consumatore, riconoscendo quindi la garanzia post-vendita anche per i difetti di conformità presenti su auto usate. “Il giudice – spiegano da Confconsumatori ha ravvisato che andassero applicati gli articoli 128 e seguenti del Codice del consumo e quindi, anche trattandosi di vendita di auto usata, il concessionario dovesse consegnare al cliente una vettura senza difetti di conformità. Sarebbe spettato alla concessionaria l’onere di provare la mancanza dei difetti di conformità lamentati al momento della consegna”.

Il giudice ha condannato il venditore a risarcire il cliente la somma necessaria per fare riverniciare la vettura, oltre alle spese di lite e a quelle per la consulenza tecnica. “Questa pronuncia è importante – è il commento di Confconsumatori – poiché riguarda un argomento, quello della garanzia post-vendita, molto comune. I venditori sono responsabili per tutti gli eventuali vizi e difformità della cosa venduta per due anni dall’acquisto, salvo che non venga pattuita una garanzia inferiore e che in ogni caso non potrà essere inferiore ai 12 mesi. Inoltre spetta al consumatore la scelta se far riparare il bene oppure sostituirlo con un altro senza che su di lui gravi alcun onere”.

Scarica la Sentenza.