Bari, 20 luglio 2020 – Un risparmiatore aveva acquistato alcuni titoli della Popolare di Bari per un valore di 80 mila euro, la Banca, però, prima della vendita non aveva eseguito le valutazioni necessarie e non aveva informato il cliente del particolare carattere rischioso dell’investimento nonché della sua illiquidità. Il consumatore, venuto a conoscenza della vera natura delle azioni, si è rivolto a Confconsumatori per portare la questione davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), ottenendo così il risarcimento di quanto inizialmente investito.

Tra il 2008 e il 2014 un risparmiatore pugliese si era rivolto alla Banca Popolare di Bari per acquistare azioni e obbligazioni convertibili della stessa banca per un valore complessivo di più di 80 mila euro. Al momento della vendita, la Banca si era limitata a informare in modo generico il risparmiatore del fatto che i titoli erano “classificati” come liquidi, senza però fornire alcuna prova dell’effettivo grado di liquidità, definendoli quindi “sicuri” e liquidabili entro massimo 90 giorni. In realtà le azioni che il cliente stava comprando erano a sua insaputa prodotti illiquidi e altamente rischiosi e in più la banca non aveva svolto le valutazioni di rischio necessarie alla vendita.

Solo diverso tempo dopo, al momento della decisione di vendere i titoli, il risparmiatore era venuto a conoscenza della natura altamente rischiosa delle azioni e delle obbligazioni in suo possesso e aveva sporto reclamo alla Banca Popolare per riavere in dietro la cifra investita. La banca, però, aveva negato il risarcimento e così nel 2018 l’azionista si era rivolto all’Arbitro per le Controversie Finanziarie tramite l’Avvocato Alessandra Taccogna, Responsabile Comunale di Confconsumatori BACT – Bari, Capurso, Triggiano, per riavere in dietro il suo investimento iniziale.

Nonostante le resistenze della Popolare, l’Arbitro ha constatato che se il ricorrente fosse stato messo a conoscenza dell’illiquidità e dell’elevato rischio delle azioni certamente non avrebbe eseguito nel corso degli anni gli ingenti investimenti in questione. L’Arbitro, nella decisione di inizio luglio, ha evidenziato come la Banca non abbia adempiuto agli obblighi di informazione sulle caratteristiche degli strumenti finanziari oggetto di acquisto e non abbia realizzato alcuna rilevazione dell’inadeguatezza delle operazioni rispetto al profilo dell’acquirente. La Popolare di Bari, così, dovrà annullare gli investimenti e risarcire il risparmiatore del capitale investo, più gli interessi, per oltre 83.500 euro.

Scarica la decisione dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) a QUESTO LINK

Avvocato Alessandra Taccogna (Responsabile Confconsumatori BACT): Cell. 334/3556495 080/5217088 – www.confconsumatoribact.it

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