Parma, 16 marzo 2021 – Continuano i riscontri positivi della campagna di recupero dei risparmi “Buono tradito” portata avanti da Confconsumatori per assistere quei risparmiatori in possesso di buoni fruttiferi postali che, subito dopo la loro sottoscrizione, hanno visto (anche dopo il 1986) ridursi i rendimenti. Altri due risparmiatori, detentori di buoni della serie “P” e assistiti dall’associazione, hanno ottenuti un parere positivo davanti all’Arbitro Bancario Finanziario che ha riconosciuto il loro diritto ad essere risarciti da Poste Italiane.

I BUONI – Non si ferma il contenzioso riguardante la determinazione dei vecchi buoni fruttiferi postali appartenenti alla serie P/Q emessa dalla metà degli anni Ottanta ai primi anni ‘90. Su questi titoli, di durata trentennale, erano applicati due timbri, uno davanti con l’indicazione della nuova serie “Q” e uno sul retro con i nuovi tassi di interesse della serie “Q”. Infatti, data questa doppia timbratura, Poste ha continuato, in grande confusione, ad utilizzare i Buoni della precedente seri P/Q.

I DUE CASI – Nel caso dei due risparmiatori, detentori di buoni della serie “P” a cui era stata applicata la nuova stampigliatura “Q/P”, i nuovi tassi di interesse erano stati riportati sui titoli soltanto fino ai primi 20 anni, senza comunicare nulla degli ultimi 10 anni per i quali i tassi della serie “P” erano più elevati (15% annuo). Nel periodo di scadenza dei buoni i risparmiatori, nonostante le rassicurazioni di Poste, si sono visti negare la fruttificazione dal 21mo al 30mo anno. I risparmiatori si sono quindi rivolti all’Abf, tramite Confconsumatori, che ha dato loro ragione applicando il principio di legittimo affidamento del risparmiatore nelle condizioni di rendimento riportate dietro al titolo.

Nell’ultima settimana l’Arbitro Bancario di Banca d’Italia ha condannato, con due distinte pronunce, Poste al pagamento in favore dei due risparmiatori dei frutti che vanno dal 21mo al 30mo anno (per un buono da 1 milione di vecchie di lire si stimano circa 8.000 euro di fruttificazione). (Si leggano i lodi 5403 e 5820 emessi dal collegio ABF di Bologna).

LA CAMPAGNA – «La campagna “Buono tradito” avviata da Confconsumatori – spiega soddisfatto Marco Festelli, vicepresidente nazionale dell’associazione – sta dando i suoi massicci frutti. Infatti, sono sempre più numerose le pronunce favorevoli emesse dall’Abf, sia in sede giudiziale che arbitrale, in punto di prescrizione e di fruttificazione dei titoli. Auspichiamo – prosegue Festelli – che Poste adempia spontaneamente alle decisioni dell’arbitrato volendo scongiurare ulteriore contenzioso e che soprattutto i beneficiari reali dei buoni, ovvero MEF e CDP, vogliano mettere la parola fine a tutto il contenzioso aprendosi finalmente al confronto costruttivo con le associazioni dei consumatori».

«L’arbitro Bancario Finanziario – aggiunge l’avvocato Filomena Lisi del consiglio direttivo nazionale di Confconsumatori che coordina la campagna “Buono tradito” – è uno strumento alternativo di risoluzione delle controversie bancarie e finanziarie, snello ed economico soprattutto per i piccoli risparmiatori che spesso vedono traditi i risparmi di una vita, frutto di grossi sacrifici anche da parte di genitori o nonni per il loro futuro».

A CHI RIVOLGERSI – Per queste tematiche relative ai buoni postali i risparmiatori/consumatori potranno rivolgersi direttamente a Confconsumatori sia attraverso la casella postale risparmio@confconsumatori.it si attraverso le sedi territoriali dell’associazione disponibili a QUESTO LINK