Roma, 30 marzo  2016 – Lo scorso 25 marzo, il Presidente della II° Sezione del Tribunale Penale di Roma, ha emesso un’ordinanza con la quale ha ammesso la costituzione  di parte civile della Confconsumatori Federazione Regionale Lazio nel procedimento penale pendente principalmente a carico di Giovanni Alemanno, ex Sindaco di Roma.

Le indagini svolte e la conseguente vicenda processuale è relativa al compimento di atti contrari ai doveri di del suo ufficio anche sotto il profilo della violazione dei doveri di imparzialità, più precisamente condotte illecite configuranti le fattispecie incriminatrici di cui agli artt. 318,319,321 e 360 del codice penale, qualificate come reati-fine della più ampia condotta associativa di stampo mafioso ex art. 416 bis del codice penale operante su Roma, oltrechè quelle di finanziamento illecito a partiti o soggetti politici, altrimenti nota come “Mafia Capitale” ascritta agli altri correi per i quali si procede separatamente.

 “Con le dovute cautele per un procedimento ancora in corso – afferma l’avvocato Barbara d’Agostino – Presidente della Confconsumatori Lazio – la vicenda, nella quale, a quanto consta, sono coinvolti alti Funzionari della Pubblica Amministrazione, rappresenta, in modo  drammatico un sistema corrotto  in ambienti insospettati, che dovrebbe svolgere la  funzione con il fine specifico della tutela del servizio pubblico, nonché gestione corretta e pulita dei soldi pubblici e, nel caso odierno, la  Confconsumatori Lazio, è nuovamente confermata la legittimazione alla costituzione quale parte civile nel processo.

Particolarmente importante, quindi, è la conferma da parte del Tribunale Penale di Roma della legittimazione di Confconsumatori Federazione Regionale Lazio a rappresentare interessi diffusi in un processo penale. Gli avvocati Chiara de Bellis ed Eleonora Centonze, incaricate per la costituzione di parte civile dichiarano: “Si tratta di una  importante e fondamentale conferma del riconoscimento del ruolo di ConfConsumatori Federazione Regionale Lazio, quale associazione che agisce a tutela dell’interesse generale e comune di un’intera categoria di utenti,  posto che tra i fini istituzionali della associazione vi è precipuamente la difesa e della tutela dei cittadini, intesi come utenti e consumatori, che fruiscono quotidianamente dei servizi e dei beni pubblici erogati dall’apparato della Pubblica Amministrazione, in modo che sia assicurato e garantito il corretto esercizio della funzione amministrativa in ottemperanza ai principi inderogabili di legalità, di buon andamento, di trasparenza e di imparzialità, principi costituzionalmente sanciti che devono ispirare l’attività degli apparati burocratici statali oltreché quella degli enti pubblici territoriali ed istituzionali

Inoltre – continuano i legali di Confconsumatori – è una decisione che si pone in piena continuità con quanto già affermato dalla Suprema Corte di Cassazione in numerose pronunce e da ultimo con la sentenza numero 35104 emessa il 22 giugno 2013 nel cotesto della quale si è affermata solennemente  la legittimazione dell’associazione Confconsumatori a costituirsi parte civile in un procedimento penale allorquando le condotte criminose oggetto del giudizio abbiano leso gli scopi primari e le specifiche finalità dell’ente senza scopo di lucro in quanto il reato determina conseguenze dannose anche all’associazione che ha istituzionalmente assunto la tutela e la salvaguardia di un determinato diritto quale proprio obiettivo principale“.

Il Presidente della Confconsumatori Lazio

Avv. Barbara d’Agostino