Brindisi, 20 marzo 2015 – Aveva ricevuto dal Comune un'ordinanza per demolire le "opere abusive" realizzate nel proprio immobile; peccato che le opere in discussione non fossero affatto abusive, come dimostrato nel corso del processo davanti al Tar di Lecce. L'avventura paradossale di un brindisino si è conclusa con un'importantissima sentenza del Tribunale di Brindisi che ha condannato un Comune della Provincia di Brindisi al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale patito dall'associato della Confconsumatori, illegittimamente sottoposto ad un procedimento penale conclusosi con assoluzione con formula piena.

Appena ricevuto il provvedimento di demolizione il cittadino aveva deciso di fare ricorso dinnanzi al TAR Puglia – Lecce, che aveva emesso un'ordinanza di accoglimento dell’istanza cautelare di sospensiva relativa al provvedimento impugnato. L'ordinanza era stata regolarmente notificata al Comune. Successivamente, il TAR aveva emesso una sentenza con la quale, accogliendo integralmente le richieste avanzate dal cittadino, annullava l’ordinanza di demolizione, già oggetto di provvedimento di sospensiva. Anche la sentenza era stata regolarmente notificata al Comune.

Nel frattempo, però, il Comando di Polizia Municipale del Comune, noncurante dell'ordinanza di sospensiva concessa dal Tar, aveva redatto un verbale di accertamento di inottemperanza alla ordinanza di demolizione e trasmetteva lo stesso per ogni per ogni conseguente effetto al Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune, al Sindaco ed al sig Procuratore della Repubblica. A seguito della trasmissione di detto verbale, il Tribunale di Brindisi – Ufficio del Giudice per le indagini preliminari aveva emesso decreto penale di condanna nei confronti del cittadino, in quanto l’Ente, tra l’altro, non aveva comunicato all’Autorità Giudiziaria l’ordinanza di sospensiva, prima, e la sentenza di annullamento dell’ordinanza, dopo.

Il cittadino, quindi, si è trovato ad opporsi al decreto penale di condanna chiedendo il giudizio abbreviato e, a seguito di ciò, il Tribunale di Brindisi – Ufficio del Giudice per le indagini preliminari – aveva finalmente emesso la sentenza con la quale il cittadino aveva ottenuto l’assoluzione con formula piena “perché il fatto non sussiste”. L’associato di Confconsumatori, quindi, persona stimata ed incensurata, aveva deciso di promuovere un'azione legale dinnanzi al Tribunale Civile nei confronti del Comune per il risarcimento dei danni patiti, ivi compresi quelli non patrimoniali conseguenti alle ripercussioni sulla personalità derivanti dall’essere stato ingiustamente sottoposto ad un processo penale. La richiesta risarcitoria è stata accolta dal Tribunale di Brindisi, il quale ha efficacemente stabilito che “dall’atto illecito colposo realizzato dal Comune (…) è scaturito per l’attore un danno patrimoniale e non patrimoniale, conseguenza diretta della condotta antigiuridica della Pubblica Amministrazione”. 

 “La sentenza emessa dal Tribunale di Brindisi costituisce un precedente giurisprudenziale innovativo ed importantissimo per quanto concerne i rapporti tra cittadino e Pubblica Amministrazione – afferma l’avv. Emilio Graziuso, componente del Consiglio Direttivo Nazionale della Confconsumatori – Il Tribunale ha, infatti, riscontrato la responsabilità dell’ente per il comportamento assunto nella fattispecie in esame, ed ha, di conseguenza, condannato il Comune al risarcimento del danno patito dal cittadino sia per quanto concerne gli aspetti patrimoniali, quali le spese legali sopportate per la difesa nel processo penale, sia non patrimoniale, concretizzatosi nelle ripercussioni sulla personalità del cittadino, persona stimata ed incensurata, che ha dovuto ricorrere alle cure di uno specialista a causa di turbamenti e stati patologici, conseguenti all’essere stato ingiustamente sottoposto ad un processo penale”.

Per maggiori informazioni www.confconsumatoribrindisi.it; tel 347 – 0628721