Grosseto, 30 giugno 2009 – Un’associata di Confconsumatori-Federazione provinciale di Roma, utente del servizio gas gpl, ha avviato, tramite la sede grossetana della Confconsumatori, una contestazione sui consumi di gpl, addebitatigli dalla società venditrice per la sua seconda abitazione, al mare.

La controversia è stata recentemente definita con la sentenza 1361/2009 del Giudice di Pace di Grosseto (clicca QUI per leggere il testo della sentenza), che ha pienamente accolto l’opposizione a decreto ingiuntivo dell’utente, stabilendo che la società di vendita deve fornire la prova della funzionalità e della verifica del contatore, nel caso in cui i consumi siano “anomali” rispetto alla grandezza dell’appartamento ed all’uso – saltuario – del medesimo.

In aggiunta, il Giudice ha rilevato che la società venditrice del gpl deve provare la corretta applicazione della tariffa e la metodologia di calcolo del consumo, dovendo in ogni caso fornire prova della corretta taratura del misuratore .

Per questi motivi, che è bene evidenziare, in quanto dimostrano che il cittadino non è privo di difese di fronte a fatture che egli reputa non giustificate, il Giudice, non solo ha statuito che l’utente nulla deve alla società, ma ha condannato quest’ultima al pagamento delle spese di lite per ben oltre 1.700,00 euro.