Parma, 22 febbraio 2013 – A seguito dello scandalo della carne equina, che ha comportato, nei giorni scorsi, il ritiro dalla distribuzione italiana di alcuni prodotti commercializzati con marchi della multinazionale Nestlé, Confconsumatori ha scritto chiedendo chiarimenti ai responsabili della Grande Distribuzione Organizzata (Conad, Coop, Sma/Simply, Auchan, Esselunga, Unes, Lidl, Carrefour, Pennymarket, Eurospin, Pam, Sigma, Selex, Despar Italia, Crai e Billa). Ecco il testo della lettera inviata alla GDO:

“Nei giorni scorsi abbiamo appreso dai mezzi di informazione dello scandalo che sta riguardando alcuni piatti pronti a base di carne. In particolare, dalle notizie apprese, esistono sul mercato confezioni di lasagne a Marchio FINDUS che non contengono solo carne di manzo, come erroneamente riportato in etichetta, ma anche carne equina. É notizia di oggi che anche in alcuni prodotti commercializzati con marchi della multinazionale Nestlé si è riscontrato il medesimo problema.

La società italiana, C.S.I., che detiene il marchio FINDUS in Italia, ha precisato che non sussiste alcun collegamento tra il marchio Findus commercializzato in Italia e il marchio Findus commercializzato in UK e nel resto d’Europa.

Alla luce di quanto sopra osservato, Vi chiediamo di fare chiarezza in merito alla commercializzazione, nelle filiali italiane appartenenti al Vostro gruppo,di prodotti alimentari a base di carne (o di altri ingredienti) venduti a marchio FINDUS, che provengano dalle società ad oggi coinvolte nello scandalo.

Analogo chiarimento chiediamo per gli alimenti prodotti dalla società H. J. Schypke.

Da ultimo, domandiamo se la Vostra catena ha posto in essere, o se intende farlo, una serie di controlli autonomi per verificare se, nei prodotti a base di carne da Voi commercializzati, ciò che è presentato ai consumatori è ciò che viene loro effettivamente venduto. In tal caso, Vi chiediamo la cortesia di conoscere i risultati di tali autonomi controlli.”

«Abbiamo già ricevuto i primi riscontri, non sempre esaustivi, da parte dei Grandi distributori – ha commentato Mara Colla, Presidente di Confconsumatori – ma non accetteremo reticenze: è inaccettabile che il consumatore non sappia che cosa sta mangiando. Scandali come questo devono stimolare le Istituzioni comunitarie: è urgente, infatti, l’implementazione di una legislazione che assicuri la piena conoscenza dell’origine dei prodotti, con particolare riferimento alla gastronomia trasformata. La GDO può aiutare i cittadini in questo, esercitando le giuste pressioni sui propri fornitori per migliorare in qualità e trasparenza».

 

Ascolta il servizio di "La Radio ne parla" andato in onda su Radiouno il 5 marzo 2013  con Massimiliano Valcada (Confconsumatori), Paola Testori Coggi (Direttore generale DG Sanco – Commissione europea), Maria Caramelli (Istituto zooprofolittico Piemonte), Giuseppe Politi (Prseindete della CIA), Ilaria Ferri (Enpa).