Il 6 dicembre 2005 abbiamo appreso dalla stampa un fatto di notevole rilievo e preoccupazione per il settore alimentare e per la sicurezza delle salute pubblica. I carabinieri dei Nas di Bologna hanno sgominato un’organizzazione criminale che metteva in commercio sostanze per l’alimentazione, prodotte da uova marce, contenenti anche muffe, vermi e cadaveri di pulcini, operante in 13 province di 7 regioni italiane (Emilia – Romagna, Lazio, Umbria, Marche, Lombardia, Piemonte e Veneto).

Questa associazione a delinquere, che si era sviluppata nel centro-nord del nostro Paese, ma che aveva ramificazioni e complicità all’estero, si avvaleva anche dell’operato di aziende specializzate nello smaltimento di rifiuti pericolosi, che attestavano  falsamente l’avvenuta distruzione delle uova putrefatte giacenti negli incubatoi delle aziende degli indagati. L’operazione dei carabinieri, denominata “Fedro”, è il risultato di un’indagine  in corso già dal 2003; ha coinvolto 60 persone (27 sottoposte a custodia cautelare) ed ha effettuato il sequestro di 32 milioni di uova , 60 tonnellate circa di ovoprodotto , 2.500 tonnellate di sottoprodotti di origine animale e alcuni macchinari.

Non appena saputa la notizia, l’avvocato della Confconsumatori, Luca Panzeri di Milano, con la collaborazione dell’avvocato Manes Bernardini di Bologna, ha presentato un’istanza alla Procura del Tribunale di Bologna per conoscere anche i nomi delle imprese che avevano acquistato ed utilizzato gli ovoprodotti adulterati nella produzione di pasta all’uovo, dolci e prodotti da forno in generale, e per sapere se anche tali prodotti alimentari erano stati sottoposti a sequestro .

La Confconsumatori – si sosteneva nell’istanza – rappresentando  i cittadini/consumatori, ha infatti diritto di avere tali informazioni, poiché l’art. 32 della Costituzione pone la salute come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività .

Nel giugno scorso, la Procura del Tribunale di Bologna ha risposto accogliendo l’istanza dell’associazione, promossa dall’ avvocato Panzeri, ed inviando la documentazione relativa ai provvedimenti di custodia cautelare. In essa si legge il nome delle diverse aziende (alcune molto note) che avevano utilizzato l’ovoprodotto venduto dagli indagati per produrre dolci, merendine, gelati, pandori, panettoni e pasta all’uovo.

I capi di imputazione delle persone sottoposte a custodia cautelare sono particolarmente preoccupanti, poiché si dice chiaramente che gli ovoprodotti  immessi sul mercato sono pericolosi per la salute pubblica, perché preparati con sottoprodotti di origine animale: uova marce, muffe, con percolamenti ed , in taluni casi,  persino con la presenza di cadaveri di ratti provenienti dalle fogne e di grossa taglia”.

Confconsumatori sta ora prendendo in esame approfonditamente la vicenda per intraprendere iniziative a tutela dei cittadini/consumatori.