Il pane ai pesticidi nelle mense di Genova: occorre cambiare rotta dopo le mozzarelle blu e il pane al funghicida, Confconsumatori chiede un cambio di rotta: non basta qualche controllo successivo, occorre prevenire

Genova, 13 settembre 2011 – Il caso del pane ai pesticidi nelle mense scolastiche di Genova , emerso grazie a un’indagine di Altroconsumo, ricorda nella problematicità, oltre che nelle preoccupazioni che solleva, il caso seguito l’anno scorso da Confconsumatori, le cosiddette mozzarelle blu comparse in alcune mense scolastiche genovesi (e non solo). Fin dalla sua fondazione nel 1976, Confconsumatori si occupa di sicurezza alimentare e l’associazione si è già costituita parte civile in numerosi processi in varie parti d’Italia.
Perché un fungicida vietato finisce nel pane? Dove sono le falle nelle maglie dei controlli?
" Un indice – commenta Giovanni Adezati, presidente di Confconsumatori Liguria- andrebbe puntato sulla prassi dell’autocontrollo da parte delle società appaltate per il servizio mense ed sui controlli aggiuntivi (ma sporadici) da parte dei soggetti pubblici. I controlli a campione o solo su segnalazione sono la pacchia degli scorretti . Con questa logica, avallata persino da alcune disposizioni di legge, si otterrebbero risultati positivi solo in un mondo da sogno in cui operano solo fornitori integerrimi, con controlli sistematici in grado di prevenire i casi gravi" .
" Vogliono abituarci all’idea che il rischio zero non esiste . Se riescono ad assuefarci a questo sistema, in futuro ci sarà spazio per maggiori inefficienze, inettitudini, frodi alimentari e truffe. E chi non si arrenderà sarà un rompiscatole, uno che pretende troppo ".
LE MOZZARELLE BLU – Lo scorso anno scolastico aveva offerto diversi casi di mozzarelle blu, ma nelle more delle analisi delle ASL nessuno dava alcun tipo di segnalazione. E dilagavano, legittimamente i timori di tutti. Il sistema non risulta efficiente, né sotto al profilo della sicurezza alimentare, né su quella della serenità delle famiglie . Nel caso delle mozzarelle blu in Albaro Confconsumatori aveva chiesto , nelle svariate riunioni, che si potesse almeno addivenire ad una procedura di informazione tempestiva e completa alle famiglie, attraverso la ASL, veicolate dalle direzioni didattiche . Alla luce di questo nuovo caso quelle riunioni appaiono poco produttive sul piano dei risultati.
" Alla fonte della filiera – spiega Giovanni Adezati – qualche sconsiderato speculatore sulla salute altrui immette nel circuito alimentare cibi che non presentano qualità sufficienti o, come in questo caso, prodotti addirittura contenenti principi dannosi per la salute ed espressamente vietati! E se vengono casualmente pizzicati? Che succede? Poco o niente, purtroppo è anche facile aggirare l’ostacolo, truffare ancora (ed agilmente) Comune e consumatori, magari semplicemente cambiando ragione sociale, nome allo stabilimento di produzione, ma continuando ad agire male. Ben vengano i controlli successivi, i sequestri di derrate, ma non basta, occorre prevenire ! ".
IL GRANO AVVELENATO PUGLIESE – Qualche anno fa Confconsumatori aveva cercato di seguire le vicende di una nave attraccata in Puglia, carica di grano estero contenente principi tossici, fino nei meandri dei tribunali, per cercare di prevenire l’immissione sui mercati di prodotti inquinati. Ma nelle more delle indagini si sarebbero perse le tracce del carico e quel grano avvelenato sarebbe finito nella grande distribuzione, nei mulini, nelle farine, nei panettoni. Sulle nostre tavole . Nel nostro organismo.
" Cambiamo rotta! – conclude Adezati – Diamo dei segnali, o in tempo di crisi lo scadimento andrà a detrimento del nostro benessere, permanendo il lucro di chi commercia in modo disinvolto o disonesto. Confconsumatori, seguendo la tradizione dal 1976, anche in questo caso è pronta a sostenere dialetticamente queste tesi, ma anche a difendere i cittadini in ogni sede, giudiziarie comprese ".



