Parma, 3 luglio 2023 – L’Ivass ha comunicato ufficialmente che è stato raggiunto un accordo per il salvataggio dei risparmi dei clienti Eurovita: 5 “big” assicurative italiane – Allianz Italia, Intesa Sanpaolo Vita, Generali Italia, Poste Vita e Unipol SAI – si faranno carico delle polizze, che potranno essere riscattate una volta cessato il blocco, prorogato fino all’autunno.

Le ragioni della crisi

La vicenda della compagnia assicurativa Eurovita insegna ai risparmiatori che non esistono prodotti finanziari “sicuri” o “a capitale garantito”. La compagnia è giunta a questa situazione patrimoniale complicata per tre cause autonome e concorrenti fra loro, non prevedibili da parte dei clienti che hanno sottoscritto le polizze:

  • la mancata ricostituzione del capitale sociale da parte dell’azionista, totalmente inattesa, specie dopo che l’Ivass l’aveva formalmente richiesta;
  • il rialzo dei tassi interesse che ha squilibrato i portafogli delle Gestioni Separate. Si sono create in bilancio minusvalenze dovute a titoli di Stato esteri e italiani e obbligazioni, ma poiché i titoli sono solidi basta evitare riscatti anticipati e si evitano le minusvalenze;
  • il fatto che Eurovita in portafoglio avesse Gestioni Separate, con rendimenti minimi alti (ad esempio al 4%) e abbia subito minusvalenze per tutti gli anni in cui abbiamo avuti tassi bassi.

A seguito dei problemi di capitalizzazione, l’Ivass ha dovuto imporre il blocco dei riscatti per evitare la liquidazione coatta amministrativa che ci sarebbe stata con la “corsa allo sportello” da parte dei clienti. Il fine del blocco è proprio quello di tutelare i risparmiatori, evitando loro le procedure di liquidazione coatta amministrativa. Il MEF, la Banca d’Italia e l’Ivass hanno seguito molto da vicino la vicenda, supportando per arrivare a una soluzione di sistema.

Il piano di salvataggio

Oggi il progetto di salvataggio dei risparmiatori, finalmente approvato lo scorso 30 giugno 2023, prevede che cinque primarie Compagnie Assicurative si accollino i contratti di tutti i clienti. Allo stesso tempo, le banche distributrici forniranno linee di credito alle stesse Compagnie, per finanziare i riscatti anticipati che dovessero arrivare, una volta tolto il blocco. Le Banche faranno credito e acquisiranno titolarità della polizza per portarla a scadenza, evitando così di generare minusvalenze nei bilanci delle Compagnie.

Nuovo blocco dei riscatti

Per riuscire a concretizzare il piano, è stato disposto un nuovo blocco dei riscatti fino al 31 ottobre, che consentirà di compiere gli atti formali e contrattuali necessari. Dividere in cinque parti le polizze è molto complicato e richiederebbe tempi lunghi. Pertanto, per ora le cinque Compagnie subentrano nell’acquisizione della nuova società a cui saranno trasferite tutte le polizze e poi, con i tempi tecnici adeguati, provvederanno alla divisione.

Il progetto di soluzione prevede che ogni cliente sarà preso in carico da una delle 5 big assicurative. In questo modo, un cliente oggi di Eurovita diventerà da subito cliente della nuova Compagnia (da cui riceverà una comunicazione), conservando per intero la posizione contrattuale odierna nei confronti di un soggetto molto solido patrimonialmente.

Il rinvio del blocco a fine ottobre è necessario – secondo l’Ivass – per dare tempo alle compagnie assicurative di costituire la nuova società nella quale trasferire le polizze e per compiere tutti i passaggi operativi. Le banche coinvolte dovranno fornire liquidità, sotto forma di linee di credito, per coprire le eventuali richieste di riscatto che sono attese in misura numerosa.

L’impegno delle associazioni

Le Associazioni dei consumatori hanno svolto con responsabilità il loro ruolo, sostenendo il Commissario e l’Ivass e rappresentando con chiarezza alle banche collocatrici e alle Compagnie che, in caso di liquidazione coatta amministrativa, vi sarebbe stato un rischio sistemico per i prodotti polizze, perché anche i titolari di contratti stipulati con altre Compagnie, ben avrebbero potuto temere un “effetto Eurovita” anche sul proprio contratto, e chiedere dunque i riscatti. Per le banche che hanno collocato le polizze Eurovita, inoltre, vi sarebbe stato inoltre un rischio contenzioso rilevante. Ora le Associazioni si faranno carico di spiegare ai clienti che la corsa agli sportelli per i riscatti non avrebbe più nessun senso, logico ma anche economico. Infatti, tutti i risparmiatori saranno ovviamente liberi di chiedere il riscatto, una volta che saranno passati con altra Compagnia. Tuttavia, per coloro che non hanno una qualche effettiva esigenza economica a breve (come l’acquisto della casa o il sostegno dei figli), un principio base di educazione finanziaria, sarebbe quello di proseguire nel contratto originario, per evitare possibili minusvalenze fisiologiche di mercato, collegate a un recesso fatto prima del tempo.

La Procura di Milano ha aperto un’indagine per verificare eventuali responsabilità di chi ha gestito prima del commissariamento la società, con particolare attenzione per il socio Fondo Cinven. Confconsumatori seguirà le evoluzioni di tale procedimento, anche al fine di costituirsi parte civile per perseguire soggetti che si fossero resi responsabili di condotte illegittime, laddove i Giudici dovessero eventualmente decidere di avviare l’azione penale.

Per informazioni e assistenza in materia di risparmio è possibile rivolgersi alle sedi territoriali di Confconsumatori, oppure contattare lo sportello online.