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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: bitcoin

Gli rubano le credenziali e acquistano bitcoin: recuperati 4.500 euro a Roma L’uomo, contattato da un falso operatore di Poste Italiane, è riuscito a ottenere il rimborso dinanzi all’Arbitro bancario finanziario

Roma, 16 dicembre 2024 – Una nuova importante vittoria di Confconsumatori Roma dinanzi all’Arbitro bancario finanziario (Abf), che ha riconosciuto il diritto al rimborso di 4.500 euro a favore di un consumatore romano truffato telefonicamente da un falso operatore di Poste Italiane. Dopo averlo raggirato, i malviventi erano riusciti a compiere 27 operazioni fraudolente volte all’acquisto di bitcoin, ma con l’assistenza dell’associazione l’uomo è riuscito a far valere i propri diritti.

I FATTI – Lo scorso ottobre aveva ricevuto un sms – apparentemente proveniente da Poste Italiane – che lo informava che il suo conto era stato sospeso per mancata procedura di sicurezza. Allo stesso tempo, aveva ricevuto anche un’email che lo avvisava che gli assegni postali ordinari in dotazione al conto corrente erano stati annullati. Questi messaggi si inserivano in conversazioni autentiche avvenute con l’intermediario, facendo credere al consumatore che si trattasse di comunicazioni reali. Inoltre, lo stesso giorno, aveva ricevuto anche una chiamata da un numero identico a quello dell’intermediario: al telefono, un sedicente operatore – attraverso più chiamate – gli aveva fornito alcune istruzioni per evitare il blocco del conto.

Dopo aver ricevuto un messaggio che gli riconfermava la riattivazione della carta e la modifica dei massimali, il consumatore insospettitosi ha verificato il proprio conto corrente e si è reso conto che mancavano 4.500 euro. A quel punto, ha chiesto all’intermediario di essere rimborsato; non essendo riuscito a definire la controversia attraverso il reclamo, con l’assistenza di Confconsumatori ha deciso di promuovere una procedura davanti all’Arbitro bancario finanziario.

LA DECISIONE DELL’ABF – Dalla valutazione dell’Arbitro è emerso che l’intermediario non è riuscito a dimostrare di avere attivato i sistemi di sicurezza necessari a prevenire l’attivazione e l’utilizzo dell’app di home banking su un dispositivo mobile diverso da quello del cliente. La normativa prevede infatti che sia l’intermediario a dover provare di avere attivato “autenticazione forte del cliente” quando viene compiuta qualsiasi azione, tramite un canale a distanza, che può comportare un rischio di frode nei pagamenti o altri abusi.

“L’Arbitro bancario finanziario – dichiara l’avvocato Barbara d’Agostino, presidente di Confconsumatori Lazio – ha nuovamente riconosciuto un principio fondamentale e precisamente la totale assenza di colpa quando si è vittima di una condotta fraudolenta, e ha oltretutto riconosciuto in modo chiaro l’obbligo degli enti, che forniscono servizi di pagamento, di garantire l’autenticazione forte del cliente (Strong Customer Authentication – SCA)  richiedendo l’uso di almeno due dei tre fattori seguenti:

  1. Conoscenza (qualcosa che solo l’utente conosce, come una password).
  2. Possesso (qualcosa che solo l’utente possiede, come uno smartphone).
  3. Inerenza (qualcosa che caratterizza l’utente, come l’impronta digitale).

 Il Collegio ha riconosciuto che la responsabilità dell’operazione fraudolenta grava sull’intermediario e che la vittima di furto ha diritto a ottenere il rimborso dell’importo condannando quindi Poste Italiane al rimborso delle somme illegittimamente sottratte dal conto corrente”.

I consumatori che necessitano di assistenza con truffe telematiche possono rivolgersi a Confconsumatori tramite le sedi territoriali elencate qui: www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Dicembre, 16
  • 2029
  • Dalle Sedi, Lazio, Risparmio e Investimenti
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Fallimento FTX: cosa insegna ai risparmiatori Attualmente le piattaforme di criptovalute sono giungle senza regole dove occorre anche proteggersi dal rischio di furti: ecco i consigli di Confconsumatori

Parma, 22 novembre 2022 – Dopo il crack della piattaforma di criptovalute, l’exchange crypto FTX, occorre che i consumatori interessati a questo tipo di investimenti siano consapevoli dei rischi e adottino alcuni accorgimenti per proteggere il più possibile il proprio portafoglio virtuale. Ecco il commento e i consigli dell’avvocato Antonio Pinto, esperto di Confconsumatori.

BOMBE A OROLOGERIA – I numeri fotografano uno dei più grandi disastri finanziari della finanza mondiale. Circa un milione di investitori che hanno perso oltre 30 miliardi di euro e, solo in Italia, vi sarebbero oltre centomila creditori. La piattaforma di criptovalute l’exchange crypto FTX ha chiesto negli Stati Uniti di essere ammessa al Chapter 11, ossia alla bancarotta assistita. Arriva dopo tanti altri crack, come ad esempio MTGox, l’exchange giapponese di criptovalute, la stablecoin Terra-Luna e vari altri. FTX era la seconda piattaforma di scambio di valute digitali al mondo (per volumi), e questo è la prova che i criptoasset poggiano su basi davvero molto fragili. L’economista Nouriel Roubini non a caso ha definito società come FTX “una bomba a orologeria” che potrebbe esplodere in qualsiasi momento. Banca d’Italia e Consob ripetutamente hanno segnalato ai risparmiatori i gravissimi rischi di questo segmento di mercato virtuale.

MERCATI NON REGOLAMENTATI – Il “fallimento” della piattaforma di criptovalute, l’exchange FTX, ci insegna che i risparmiatori dovrebbero usare enorme cautela se proprio decidono di investire denaro in queste piattaforme, poiché si tratta di mercati non regolamentati, senza nessuna tutela per i risparmiatori. In attesa della nuova normativa Ue che arriverà con il regolamento Mica, la compravendita di criptovalute è una giungla senza regole e senza difese effettive. In Italia è obbligatorio da luglio un registro per le società attive nell’intermediazione di valute digitali, gestito dall’Oam, l’organismo di agenti e mediatori. Tuttavia, non si tratta di un sistema autorizzativo, ma di una semplice registrazione ai fini dell’antiriciclaggio. L’attività di trading di questo tipo di criptoasset al momento, infatti, non è soggetta ad autorizzazione. Si deve tenere conto che nella finanza tradizionale i soggetti almeno sono vigilati e sottoposti a stringenti regole, mentre nel settore dei bitcoin ed analoghi asset non trovano applicazione le regole di condotta e i presidi a tutela di investitori o depositanti.

CHIAVETTE PER I SOLDI VIRTUALI – Per chi vuole proprio “investire” in questi prodotti è meglio non lasciare i soldi virtuali in un “portafoglio” messo a disposizione dalla piattaforma (exchange). Sono infatti piattaforme virtuali private, non regolamentate, dove spesso si sono verificati, oltre ai fallimenti, anche problemi legati a furti ed hackeraggi. In linea di principio sono società che non offrono garanzie e non sono assicurate, con il rischio potenziale di poter perdere tutti i soldi depositati. Meglio usare la chiavetta Usb: vale a dire su un supporto non connesso a Internet, e quindi non soggetto a furti da parte di hacker o ad altre variabili. Unica avvertenza: occorre non perdere la chiavetta, altrimenti i soldi virtuali non sono più recuperabili. In gergo si chiama cold wallet, al contrario degli hot wallet che si trovano sul pc o sullo smartphone.

I RISPARMIATORI TRADITI – Per quanto riguarda cosa fare in concreto per i risparmiatori traditi per adesso occorre studiare e approfondire se davvero esiste un percorso che possa dare qualche realistica possibilità di recupero, tenendo conto che FTX aveva sede nel Delaware ed è lì che si è aperta la procedura. Ad esempio, anche per l’insinuazione al passivo vi è il problema dei costi, da rapportare a quanto potrà esser effettivamente recuperato da eventuali attivi che si dovranno recuperare. Per il momento, comunque, non esistono prospettive realistiche per ottenere ristoro. I risparmiatori interessati a ricevere aggiornamenti sul tema possono contattare le sedi di Confconsumatori: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Novembre, 22
  • 4036
  • Internet, Risparmio e Investimenti
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Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
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Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

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