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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
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PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
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TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: spoofing

Protezione dati: i consigli di ABI e Polizia di Stato In collaborazione con le associazioni dei consumatori, ABI e Polizia di Stato hanno stilato un vademecum per aiutare i cittadini a difendersi dai cyberattacchi

Parma, 29 aprile 2022 – Arriva uno strumento in più per aiutare i cittadini a difendersi dai cyberattacchi, sempre più frequenti e sofisticati. ABI e Polizia di Stato hanno infatti realizzato, in collaborazione con le associazioni dei consumatori, un vademecum con numerosi consigli per proteggere i propri dati personali ed evitare di essere esposti a furti e truffe digitali.

IL VADEMECUM – Si tratta di 12 semplici accorgimenti e buone pratiche che i consumatori possono mettere in atto per tutelare i propri dati. La guida, inoltre, indica alcuni comportamenti da tenere quando si è vittima di truffe.

1. In caso di smarrimento o furto di documenti personali, recarsi immediatamente dalle Autorità di polizia preposte per sporgere denuncia. In caso di furto o smarrimento di carte di credito e/o di debito, dopo averne ordinato il blocco chiamando il numero messo a disposizione, la denuncia va comunicata anche alla propria banca.

2. Fare molta attenzione nello smaltimento della documentazione cartacea che contiene informazioni personali (es. estratti conto, utenze domestiche): è opportuno rendere illeggibili i dati sensibili riportati nei documenti prima di cestinarli.

3. Proteggere con cura le credenziali di accesso ai conti online e i codici delle carte di credito e/o di debito e tutti gli altri codici di accesso (es. lo SPID); se si sceglie di salvare questi dati sui propri dispositivi (es. computer e/o cellulare) assicurarsi che siano adeguatamente protetti (es. cifrati). Allo stesso modo occorre tenere sempre attentamente custodite le credenziali e i codici utili a disporre della propria firma digitale.

4. Salvaguardare le proprie carte di pagamento dotate di tecnologia cd. “contactless” (ovvero quelle per cui non è richiesto l’inserimento nel POS per effettuare la transazione), con custodie schermate (rivestite in alluminio) per ridurre al minimo la possibilità di essere vittime di truffe che prevedano la lettura del chip [es. con comunicazione RFID (identificazione con la radiofrequenza) e NFC (identificazione attraverso comunicazione di prossimità)]. Occorre comunque ricordare che ci sono delle regole che limitano i rischi: il PIN è sempre richiesto per le operazioni al POS sopra i 50 euro; dopo 5 pagamenti consecutivi al POS senza digitare il PIN, il successivo, anche se di piccolo importo, necessita dell’autenticazione forte del cliente (c.d. SCA) e cioè dell’inserimento del codice segreto/PIN; analogamente se l’ammontare dei pagamenti disposti al POS “senza contatto” a partire dalla data dell’ultima applicazione della SCA supera complessivamente i 150 euro occorre inserire il codice segreto/PIN.

5. Cambiare frequentemente le credenziali di accesso (le password) per entrare nei conti online ed evitare di utilizzare password che potrebbero essere facilmente individuate dai frodatori (es. la data di nascita). In generale, una password, per avere un livello di sicurezza considerato adeguatamente tutelante, deve essere caratterizzata da lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali.

6. È importante imparare a riconoscere i messaggi autentici dai messaggi fraudolenti. Le banche: non chiedono mai, né tramite posta elettronica, né telefonicamente, né con messaggi sms, le credenziali di accesso al conto e i codici delle carte del cliente. Qualora si ricevano richieste di questo tipo, avvisare la propria banca per avere conferma della sua estraneità all’invio ed evitare di dare alcun riscontro alla richiesta ricevuta; non inviano mai e-mail contenenti link se non nell’ambito di un processo avviato dall’utente (es. modifica e-mail personale, aggiornamento documento di riconoscimento). Qualora il cliente ricevesse un messaggio con link dalla banca senza preventiva richiesta da parte sua, occorre avvisare la propria banca per avere conferma della sua estraneità all’invio ed evitare di dare alcun riscontro alla comunicazione ricevuta.

7. Ogni volta che si usa un computer pubblico per accedere al proprio conto online, occorre poi ricordarsi di chiudere la sessione (logout). Inoltre, è sempre preferibile digitare personalmente l’indirizzo online della propria banca e non cliccare su indirizzi già memorizzati. Se la connessione è pubblica, è maggiore il rischio che possibili malintenzionati sfruttino la connessione precedentemente aperta per carpire informazioni.

8. I messaggi fraudolenti contengono spesso link malevoli (attraverso cui il computer e/o cellulare vengono violati) o collegamenti per reindirizzare l’utente su siti clone (utilizzati per carpire informazioni personali). Per questo motivo, è fondamentale non cliccare mai su questi link.

9. Diffidare da presunti operatori che contattano le potenziali vittime affermando di aver bisogno di informazioni personali, bancarie o di credito, per verificare l’identità o per sapere dove inviare pacchi, denaro, vincite fasulle o documenti legati alla giustizia.

10. Nel caso il proprio cellulare non sia più in grado di effettuare/ricevere chiamate, verificarne i motivi contattando il proprio operatore telefonico: si potrebbe essere vittima di una frode effettuata tramite scambio della tua scheda telefonica (ovvero una truffa denominata Sim Swap).

11. Utilizzare con attenzione e prudenza i canali social e soprattutto non comunicare e non condividere mai attraverso questi canali dati personali o finanziari.

12. Scegliere un programma antivirus e mantenerlo sempre aggiornato, installare regolarmente gli aggiornamenti del sistema operativo utilizzato in modo da proteggere tutte le apparecchiature e i dispositivi in uso da infezioni da malware.

Il progetto è stato realizzato dall’Associazione Bancaria in collaborazione con prestigiosi e qualificati interlocutori quali Ossif (il centro di ricerca dell’Abi sulla sicurezza anticrimine), CERTFin (l’iniziativa cooperativa pubblico-privata diretta dall’Abi e dalla Banca d’Italia finalizzata a innalzare la capacità di gestione dei rischi cibernetici degli operatori bancari e finanziari), la Polizia Postale e le Associazioni dei Consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti (Ctcu), Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Unione per la Difesa dei Consumatori (Udicon), Unione Nazionale Consumatori).

Il vademecum è consultabile direttamente sul sito dell’Associazione Bancaria nella sezione dedicata https://www.abi.it/Pagine/Mercati/Crediti/Crediti-alle-persone/Le-guideabi.aspx e sul portale della Polizia Postale www.commissariatodips.it.

 

  • Aprile, 29
  • 3266
  • Privacy e Protezione dei dati personali
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Truffa con “sms spoofing”: rimborsati 9.950 euro a Roma L’Abf ha riconosciuto il diritto a un rimborso, da parte di Poste Italiane, a una consumatrice vittima di “sms spoofing”

Roma, 14 gennaio 2022 – Vittoria di Confconsumatori presso l’Arbitro Bancario e Finanziario (Abf) che ha riconosciuto il diritto al rimborso di 9.950 euro nei confronti di una consumatrice romana truffata tramite sms (tecnica dell’”sms spoofing”) da un numero riconducibile a Poste Italiane, società presso la quale la donna è titolare di un conto corrente. L’sms spoofing è una truffa informatica che consiste nell’invio di messaggi da un mittente apparentemente affidabile e reale – come, in questo caso, l’intermediario Poste Italiane.

I FATTI – Nel dicembre del 2020, una nostra associata di Roma, titolare di un conto presso Poste Italiane, ha ricevuto un sms da un numero riconducibile all’intermediario (ovvero lo stesso mittente delle comunicazioni ufficiali della banca) ed è caduta nella trappola, inserendo i dati richiesti. Ha poi ritrovato suo malgrado addebitata un’operazione – mai richiesta – di bonifico pari a 10.000 euro.

Non essendo riuscita a definire la controversia attraverso il reclamo, la nostra associata ha promosso una procedura davanti all’Arbitro Bancario Finanziario.

LA DECISIONE DELL’ABF – L’Arbitro ha riconosciuto che il messaggio ricevuto dalla consumatrice si era effettivamente insinuato all’interno di messaggi genuini ricevuti dall’intermediario tramite la tecnica dello spoofing, e per questo ha riconosciuto alla consumatrice romana il diritto al rimborso di 9.950 euro da parte di Poste Italiane. Il Collegio ha anche rilevato che il bonifico non autorizzato era stato disposto durante la telefonata con la quale la donna richiedeva il blocco della propria carta. Una maggiore tempestività dell’intermediario nell’eseguire la richiesta della cliente avrebbe potuto impedire la truffa. Il sistema di autenticazione e di protezione adottato da Poste Italiane, inoltre, non risulta conforme allo Strong Customer Authentication, altrimenti il danno in questione si sarebbe potuto evitare.

«L’Arbitro Bancario e Finanziario – ha dichiarato l’avvocato Barbara d’Agostino Presidente Confconsumatori Lazio – ha riconosciuto che il ricorrente è stato tratto in inganno dal cosiddetto “sms spoofing”, trattandosi di una modalità particolarmente insidiosa consistente nella manipolazione di un messaggio che rende l’sms apparentemente genuino poiché visualizzato negli smartphone insieme ai messaggi legittimi, condannando quindi Poste Italiane al rimborso delle somme illegittimamente sottratte dal conto corrente».

UN FENOMENO IN AUMENTO – Già nei mesi scorsi, Confconsumatori, insieme ad ABI e ad altre Associazioni dei consumatori, aveva inviato una lettera all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per sollecitare un maggiore coordinamento nel contrasto alle frodi informatiche, a fronte dell’aumento rilevante di fenomeni di frode sui canali mobili.

I consumatori che necessitano di assistenza possono rivolgersi a Confconsumatori tramite le sedi territoriali elencate qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

Scarica la decisione dell’Abf

  • Gennaio, 14
  • 7671
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Lazio, Privacy e Protezione dei dati personali, Risparmio e Investimenti, Telefonia
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