Minturno – Latina 13 novembre 2014 – Un vero e proprio accanimento: un consumatore pontino, ha ricevuto l'ennesima raccomandata con diffida legale per pagamento delle spese di riallaccio addebitate illegittimamente. E questo nonostante abbia già vinto sia, in primo grado, il ricorso d'urgenza dinanzi al Tribunale di Cassino, sia la successiva fase di reclamo azionata dalla Eni con relativa condanna alle spese di giudizio. «La storia del 65enne minturnese A.B., invalido e titolare della sola pensione d'invalidità, ha dell’assurdo – racconta l'avvocato Franco Conte di Confconsumatori Latina – è una vera e propria odissea cominciata nel dicembre 2013 e la cui tappa conclusiva potrebbe essere rappresentata dall'udienza dinanzi del prossimo 23 gennaio».

Tutto era iniziato nel dicembre 2013 l’utente pontino aveva subito il distacco dell'utenza del gas, senza che si fosse proceduto con la regolare costituzione in mora dell’utente. La presunta morosità era relativa ad una fattura addirittura risalente all’aprile 2011 (e di importo pari a 813,56€), già contestata e per la quale erano già stati effettuati diversi pagamenti parziali. Nonostante ciò e nonostante non fosse stata inviata una regolare costituzione in mora l’Eni aveva ugualmente provveduto al distacco della utenza.

Confconsumatori aveva inviato un reclamo in cui, illustrando le particolari condizioni economiche dell’utente, richiedeva, al solo fine di riottenere il riallaccio dell’utenza. Non avendo ricevuto riscontri, l’utente, rappresentato dal legale dell’associazione, si era rivolto al Tribunale di Cassino, il quale nel febbraio 2014 aveva emesso l’ordine di riattivazione immediata della utenza poiché il distacco non risultava essere stato preceduto dalla costituzione in mora prevista per legge. L’utenza, però, era stata riattivata solo in marzo, ben 3 mesi dopo il distacco; successivamente Eni aveva anche contestato l’ordinanza, senza ottenere ragione.

«Nonostante i giudizi abbiano sempre visto Eni come parte soccombente, – commenta Conte – Eni ha deciso di emettere una nuova nel maggio 2014 con la quale si fatturavano circa  800€ giustificati come spese tecniche per il riallaccio dell’utenza”. L’assurdo è che nonostante l’Eni avesse posto in essere un’azione di distacco illegittima ha avuto anche il coraggio di addebitarne i costi all’utente. La situazione ha dell’incredibile e per questo la Confconsumatori sta assistendo il consumatore minturnese sia nel pendente giudizio dinanzi al Giudice di Pace per il risarcimento dei danni per l’illegittimo distacco sia nella conciliazione dinanzi alla Autorità per Energia Elettrica e il Gas per la seconda fattura che riporta gli oneri di riallaccio».