Salerno, 14 dicembre 2021 – Nei giorni scorsi è stata confermata l’ammissione di Confconsumatori APS come parte civile nel processo avviato nei confronti di alcuni dirigenti della multinazionale francese Veolia, accusati di disastro ambientale e inquinamento doloso in concorso, a seguito del rilascio in mare di dischetti di materiale plastico provenienti dal depuratore di Capaccio Paestum, in provincia di Salerno. Di recente il collegio ha confermato il precedente provvedimento del Gup di ammissione dell’associazione. Il processo ora è stato rinviato al 31 gennaio 2022.

I fatti risalgono all’inizio di febbraio 2018, quando dall’impianto di depurazione delle acque di Varolato, nella città di Capaccio Paestum, fuoriuscirono oltre 130 milioni di filtri bianchi carrier, moltissimi dei quali rinvenuti poi nelle acque marine, sulle coste salernitane e del Mediterraneo. Più in dettaglio, dai rifiuti furono interessate le coste del litorale campano, una parte del litorale laziale e del litorale sud della Toscana. I dischetti si dispersero nel Mediterraneo e andarono a riempire le spiagge tirreniche; a centinaia furono rinvenuti anche a Scauri, lido di Ostia, Torvaianica e molti altri furono trovati tra le sabbie della spiaggia di Vindicio (Formia). Una buona quantità, trascinata dalle correnti, finì inevitabilmente in alto marecompromettendo l’habitat e la vita di diversi animali, come le tartarughe marine.

Sono otto gli indagati per l’ingente danno ambientale. Tra gli imputati ci sono i dirigenti della multinazionale francese Veolia, la società che indirettamente – partecipando come azionista di diverse società – gestisce in varie regioni il servizio idrico e il ciclo dell’acqua. Le persone sottoposte alle indagini saranno chiamate a rispondere dei reati di disastro ambientale e inquinamento doloso in concorso, attraverso violazioni plurime del Testo Unico dell’Edilizia e lavori abusivi. Nel corso del procedimento, data la gravità dei danni provocati ad habitat e fauna marina, l’elemento soggettivo del reato è stato cambiato da colposo a doloso.

«Una conferma importante – ha commentato il legale di Confconsumatori Lorenzo MontecuolloConfconsumatori ha dimostrato documentalmente e tecnicamente di possedere i requisiti e le prerogative per essere ammessi in ragione delle finalità statutarie, nonostante le eccezioni delle difese degli imputati».

«Esprimo soddisfazione – ha dichiarato Mara Colla, presidente nazionale di Confconsumatori – per la conferma della costituzione di parte civile di Confconsumatori, che si batte con altre associazioni per la tutela dei cittadini e dell’ambiente. Nel momento in cui la scienza ci documenta come sia essenziale e inderogabile la cura del pianeta, anche le imprese devono fare la loro parte prevenendo eventuali danni derivanti dai processi lavorativi».