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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
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presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
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TURSI (MT)
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Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: ambiente

Smaltimento fanghi a Minturno: le perplessità dei cittadini e di Confconsumatori Confconsumatori Latina e l’Associazione Pendolari Stazione Minturno-Scauri ritengono problematico realizzare impianti di trattamento dei fanghi vicino al fiume Garigliano

Minturno – Latina, 7 febbraio 2022 – Continua l’impegno di Confconsumatori per la tutela dell’ambiente nel Sud Pontino. Mentre la conferenza dei sindaci dell’ATO4 si appresta ad approvare due impianti di trattamento dei fanghi di depurazione vicini al fiume Garigliano, le comunità locali non sono state sufficientemente informate dall’Amministrazione e rese partecipi dell’intervento.

Confconsumatori Latina, insieme all’Associazione Pendolari Stazione Minturno Scauri, ha diffuso a livello locale il comunicato riportato di seguito.

—

Esprimiamo forti perplessità riguardo alla questione posta all’ordine del giorno ed in approvazione nell’assemblea dell’ATO4 della provincia di Latina (punto 1 – Fondi PNRR Avviso M2C.1.1 – Investimento 1.1 – Linea intervento C – “Approvazione della proposta progettuale per il trattamento fanghi di depurazione” seduta del 08/02/2022), con la quale ci si appresta a richiedere un finanziamento con fondi del PNRR di un progetto di impianto di essiccamento dei fanghi di depurazione nella zona “pantano” nel Comune di Minturno ai limiti dei 500m dal fiume Garigliano e adiacente all’impianto di trattamento acque reflue esistente.

L’impianto tratterà 6500 tonnellate/anno di fanghi, come quello proposto ad Aprilia, e come sempre manca un confronto sulle decisioni e sulle proposte aperto a tutti i cittadini coinvolti e nell’Assise comunale dove, come nella precedente legislatura, non si sente commento o intervento da parte dei consiglieri di maggioranza e, ancor di più, dell’opposizione riguardo ad interventi di tale impatto sul territorio.

Siamo pur convinti che i fanghi in qualche modo debbano essere smaltiti e magari prima essiccati, così come l’utilizzo dell’energia solare è sicuramente nello spirito della transizione ecologica, ma la collocazione dell’impianto di essiccamento in zona “pantano” scelta per la vicinanza dell’impianto di trattamento esistente lascia delle serie perplessità.

La prima è quella che, ancora una volta, si ignora che tutta la zona tra Monte D’Argento e il Garigliano è per destinazione urbanistica riservata ad interventi dedicati soprattutto a destinazione turistica e di rivalutazione dei beni ambientali e culturali. E mentre continua l’assenza di ogni iniziativa in questa direzione (la foce, la portualità, assenza di un parco archeologico, soluzione del problema dell’abusivismo e delle decine di ettari di usi civici, azioni per una migliore fruibilità della costa) viene invece programmato l’ennesimo intervento residuale in tutt’altra direzione, come il progetto in questione.

La seconda: certo non è frequente che il Garigliano esondi ma se accadesse, e non è un evento raro, che fine farebbero i fanghi?

La terza: nella documentazione non è dato esaminare (a differenza del sito di Aprilia) la relazione geologica che pure è importante poiché non a caso la zona è nota come “pantano arenile”.

La quarta: la struttura da realizzare è comunque una trasformazione urbanistica in zona archeologica ma non sono allegati il necessario parere paesaggistico.

Infine e non ultimo i finanziamenti del PNRR sono vincolati a precisi requisiti di legge richiamati nella stessa relazione tecnica e, in particolare, ritenendo i fanghi non un rifiuto ma un sottoprodotto del processo industriale della depurazione devono soddisfare determinati requisiti di legge.

Su questo punto riteniamo che non sussistano idonee garanzie soprattutto da parte del Gestore del SII e della STO di Ato 4. Basta osservare che non sono mai pubblicate le analisi chimico fisiche degli attuali fanghi destinati all’agricoltura al fine di garantire la loro qualità “concimante” e non “inquinante”, come ha evidenziato in generale anche un’inchiesta realizzata da una nota trasmissione televisiva. Prima di autorizzare l’uso dei fanghi in agricoltura e loro trattamenti come sottoprodotti del processo industriale l’ATO4 deve attivare procedure assolutamente trasparenti che assicurino in tal senso i cittadini e lo stesso deve essere fatto per i prodotti dei processi di depurazione che vengono immessi direttamente nell’ambiente nonché la depurazione e la distribuzione delle acque.

Il progetto vuole “cogliere” un’occasione di finanziamento ma ATO4 e Acqualatina non sono state in grado di affrontare seri problemi ambientali nella gestione del SII (perdite, torbidità, livelli di depurazione e riciclo dei reflui depurati, tutela delle sorgenti ecc.), come fanno ad essere credibili nei processi di “transizione ecologica”.

Le esperienze vissute dal territorio in questo senso parlano da sole.

Cogliamo l’occasione per rivolgere ai partiti e alle associazioni l’invito ad aprire un confronto per porre in discussione tutte le problematiche relative alla transizione ecologica e agli altri obiettivi del PNRR a partire da quelli del territorio, considerato che gli organismi di governo sono assolutamente incapaci di interloquire con il “paese reale” e le aspettative dei cittadini.

 

Confconsumatori Latina

Franco Conte

Associazione Pendolari Stazione Minturno-Scauri

 Francesco Valerio

  • Febbraio, 8
  • 2605
  • Lazio
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Caso Veolia: Confconsumatori confermata parte civile L'associazione è confermata parte civile nel processo contro la multinazionale Veolia accusata di disastro ambientale e inquinamento doloso

Salerno, 14 dicembre 2021 – Nei giorni scorsi è stata confermata l’ammissione di Confconsumatori APS come parte civile nel processo avviato nei confronti di alcuni dirigenti della multinazionale francese Veolia, accusati di disastro ambientale e inquinamento doloso in concorso, a seguito del rilascio in mare di dischetti di materiale plastico provenienti dal depuratore di Capaccio Paestum, in provincia di Salerno. Di recente il collegio ha confermato il precedente provvedimento del Gup di ammissione dell’associazione. Il processo ora è stato rinviato al 31 gennaio 2022.

I fatti risalgono all’inizio di febbraio 2018, quando dall’impianto di depurazione delle acque di Varolato, nella città di Capaccio Paestum, fuoriuscirono oltre 130 milioni di filtri bianchi carrier, moltissimi dei quali rinvenuti poi nelle acque marine, sulle coste salernitane e del Mediterraneo. Più in dettaglio, dai rifiuti furono interessate le coste del litorale campano, una parte del litorale laziale e del litorale sud della Toscana. I dischetti si dispersero nel Mediterraneo e andarono a riempire le spiagge tirreniche; a centinaia furono rinvenuti anche a Scauri, lido di Ostia, Torvaianica e molti altri furono trovati tra le sabbie della spiaggia di Vindicio (Formia). Una buona quantità, trascinata dalle correnti, finì inevitabilmente in alto mare, compromettendo l’habitat e la vita di diversi animali, come le tartarughe marine.

Sono otto gli indagati per l’ingente danno ambientale. Tra gli imputati ci sono i dirigenti della multinazionale francese Veolia, la società che indirettamente – partecipando come azionista di diverse società – gestisce in varie regioni il servizio idrico e il ciclo dell’acqua. Le persone sottoposte alle indagini saranno chiamate a rispondere dei reati di disastro ambientale e inquinamento doloso in concorso, attraverso violazioni plurime del Testo Unico dell’Edilizia e lavori abusivi. Nel corso del procedimento, data la gravità dei danni provocati ad habitat e fauna marina, l’elemento soggettivo del reato è stato cambiato da colposo a doloso.

«Una conferma importante – ha commentato il legale di Confconsumatori Lorenzo Montecuollo – Confconsumatori ha dimostrato documentalmente e tecnicamente di possedere i requisiti e le prerogative per essere ammessi in ragione delle finalità statutarie, nonostante le eccezioni delle difese degli imputati».

«Esprimo soddisfazione – ha dichiarato Mara Colla, presidente nazionale di Confconsumatori – per la conferma della costituzione di parte civile di Confconsumatori, che si batte con altre associazioni per la tutela dei cittadini e dell’ambiente. Nel momento in cui la scienza ci documenta come sia essenziale e inderogabile la cura del pianeta, anche le imprese devono fare la loro parte prevenendo eventuali danni derivanti dai processi lavorativi».

  • Dicembre, 14
  • 3097
  • Campania, Salute, Servizi e Società
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Inquinamento acque: due casi a Latina A due anni dalle prime denunce di Confconsumatori, Rio Recillo è ancora "fortemente inquinato"; presunti sversamenti anche nel Rio Fresco.

Latina – Parma, 31 agosto 2021 – Confconsumatori Latina conferma ancora una volta l’attenzione al tema della tutela dell’ambiente intervenendo in due casi di inquinamento delle acque.

La situazione più grave è registrata nel Rio Recillo, a Minturno, riguardo il quale l’associazione aveva già chiesto ben due anni fa un intervento per prevenire il “forte inquinamento di origine antropica” che, purtroppo, è stato registrato in questi giorni dalle analisi di Legambiente. “Cosa è stato fatto in questi due anni?” si chiedono, legittimamente Confconsumatori e l’Associazione Pendolari Stazione di Minturno-Scauri che avevano denunciato il problema all’epoca e che, ora, valutano la possibilità di un esposto in Procura.

  • Agosto, 31
  • 3195
  • Lazio, Salute, Servizi e Società
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Danno ambientale: Confconsumatori parte civile a Salerno Dirigenti della società Veolia chiamati a rispondere dello sversamento di 130 milioni di filtri di plastica nel Mediterraneo. Confconsumatori: «danni ad habitat e fauna marina»

Salerno, 16 dicembre 2020 – Confconsumatori è stata ammessa come parte civile nel processo avviato nei confronti di alcuni dirigenti della multinazionale francese Veolia, le accuse sono di disastro ambientale e inquinamento doloso in concorso, legate al rilascio in mare di dischetti di materiale plastico provenienti dal depuratore di Capaccio Paestum, in provincia di Salerno.

I fatti risalgono all’inizio di febbraio 2018, quando dall’impianto di depurazione delle acque di Varolato, nella città di Capaccio Paestum, fuoriuscirono oltre 130 milioni di filtri bianchi carrier, moltissimi dei quali rinvenuti poi nelle acque marine, sulle coste salernitane e del Mediterraneo. Più in dettaglio, dai rifiuti furono interessate le coste del litorale campano, una parte del litorale laziale e del litorale sud della Toscana. I dischetti si dispersero nel Mediterraneo e andarono a riempire le spiagge tirreniche; a centinaia furono rinvenuti anche a Scauri, lido di Ostia, Torvaianica e molti altri furono trovati tra le sabbie della spiaggia di Vindicio (Formia). Una buona quantità, trascinata dalle correnti, finì inevitabilmente in alto mare, compromettendo l’habitat e la vita di diversi animali, come le tartarughe marine.

Martedì 15 dicembre si è svolta l’udienza preliminare nella quale Confconsumatori e altre associazioni hanno chiesto di partecipare al procedimento come parte civile in difesa dei cittadini danneggiati e a tutela degli interessi statutari dell’associazione.

Il Gup del Tribunale di Salerno, il dottor Vincenzo Pellegrino, ha rinviato a giudizio tutti gli otto indagati per l’ingente danno ambientale. Tra gli imputati ci sono i dirigenti della multinazionale francese Veolia, la società che indirettamente – partecipando come azionista di diverse società – gestisce in varie regioni il servizio idrico e il ciclo dell’acqua. Le persone sottoposte alle indagini saranno chiamate a rispondere dei reati di disastro ambientale e inquinamento doloso in concorso, attraverso violazioni plurime del Testo Unico dell’Edilizia e lavori abusivi. Nel corso del procedimento, data la gravità dei danni provocati ad habitat e fauna marina, l’elemento soggettivo del reato è stato cambiato da colposo a doloso.

«L’udienza è stata fondamentale – ha spiegato il legale di Confconsumatori Lorenzo Montecuollo – per chiedere l’ammissione al procedimento come parte civile. La richiesta è stata accolta dal Giudice anche sulla scorta della documentazione allegata alla costituzione di parte civile avendo dimostrato documentalmente e tecnicamente di possedere i requisiti e le prerogative per essere ammessi in ragione delle finalità statutarie, nonostante le eccezioni delle difese degli imputati».

In seguito a una lunga discussione con i diversi difensori degli imputati, il Gup del Tribunale di Salerno ha rifiutato tutte le argomentazioni che premevano per il rigetto della domanda di parte civile, accogliendo così, con ordinanza, la richiesta di Confconsumatori. L’udienza è stata rinviata al 15 febbraio 2021.

«Esprimo soddisfazione – dichiara Mara Colla, presidente nazionale di Confconsumatori – per l’accoglimento della costituzione di parte civile di Confconsumatori, che si batte con altre associazioni per la tutela dei cittadini e dell’ambiente. Nel momento in cui la scienza ci documenta come sia essenziale e inderogabile la cura del pianeta, anche le imprese devono fare la loro parte prevenendo eventuali danni derivanti dai processi lavorativi».

  • Dicembre, 17
  • 2993
  • Campania, Dalle Sedi, Servizi e Società
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Acquacoltura: salvaguardiamo il Golfo di Gaeta L’acquacoltura deve essere un’attività sostenibile: Confconsumatori tra i promotori della richiesta di progetto di salvaguardia del golfo di Gaeta

Latina, 27 novembre 2020 – Confconsumatori Latina è tra i sottoscrittori della lettera inviata alle Autorità per richiedere un progetto di salvaguardia ambientale del Golfo di Gaeta. La lettera fa riferimento alle attività di maricoltura e afferma: “L’acquacoltura deve essere un’attività sostenibile, che non significa solo salvaguardia delle risorse ambientali. Essa deve essere al tempo stesso economicamente valida, tecnologicamente avanzata, e socialmente accettabile“. Confconsumatori Latina è particolarmente attenta al tema della tutela dei mari: in passato aveva contribuito anche a promuovere la richiesta di creazione di un’area marina protetta a Monte Scauri e aveva chiesto verifiche relative all’inquinamento del mare a Minturno. Seguono, nella lettera inviata in questi giorni, richieste concrete di applicazione delle norme esistenti: “Non siamo all’anno zero. Le normative di tutela (tra tutte, la classificazione di area sensibile del golfo da parte della Regione Lazio), le regole suggerite dall’ARPA, la maturità professionale e l’esperienza degli operatori (tutti), costituiscono i presupposti per un effettivo progetto di sviluppo delle attività che utilizzano le acque del golfo di Gaeta. Sta alle città del golfo, di concerto con la Regione, promuovere un Tavolo Permanente per i problemi comuni. Lo spostamento delle gabbie, per ottemperare alle prescrizioni dell’Area Sensibile della Regione Lazio e per perseguire gli indirizzi di salvaguardia ambientale (recepiti a livello europeo) e le indicazioni dell’ARPA, può costituire l’occasione per un ammodernamento degli impianti e perciò andrebbe assistito con idonei finanziamenti“.

  • Novembre, 27
  • 2558
  • Lazio, Progetti e Attività, Servizi e Società
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CHIETI
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Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

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