Roma, 25 febbraio 2008 – L’Italia fa un altro passo avanti in Europa introducendo l’Azione collettiva risarcitoria. Ma per le associazioni del Consiglio Nazionale dei consumatori e degli Utenti (CNCU) “è una base di partenza sulla quale occorre ancora lavorare molto”. Mancano pochi mesi all’entrata in vigore della normativa (1° luglio, secondo quanto previsto dall’art.2 commi 445-449 della Finanziaria 2008, inserita nel Codice del consumo all’art. 140 bis) e il CNCU ha riunito oggi, lunedì 25 febbraio, a Roma rappresentanti di istituzioni, italiane ed europee e aziende per fare un bilancio su prospettive, sfide ed opportunità della nuova normativa .

“ E’ una legge di straordinaria portata innovativa –ha affermato Antonio Lirosi, capo Dipartimento del ministero dello Sviluppo Economico- E’ un primo risultato concreto anche se perfettibile. Tra un anno il CNCU dovrà fare un bilancio della fase di attuazione, coinvolgendo magistrati, operatori del diritto e professori universitari ”.

Numerose le voci positive da parte delle 16 associazioni del CNCU, soprattutto a favore dell’impatto preventivo che questo strumento potrà avere per indurre le imprese ad evitare comportamenti scorretti che penalizzano il cittadino . Allo stesso modo il giudizio è complessivamente favorevole sull’introduzione nel procedimento di una fase conciliativa, che miri ad una soluzione concordata sulla determinazione delle somme da corrispondere o da restituire. Secondo alcune associazioni, però, non sono definite le conseguenze reali di un eventuale esito negativo della conciliazione, con il rischio che il tutto si traduca in un ulteriore allungamento dei tempi (perché, si è detto, non prevedere una decisione a maggioranza visto che il collegio è composto da tre conciliatori?).

Sono ugualmente forti, però, i timori espressi da molti presidenti delle associazioni in merito al fatto che alcuni difetti della legge possano limitarne l’efficacia. Le 16 associazioni del CNCU citano diversi aspetti ancora da migliorare: si parla di una procedura lenta e farraginosa che rischia di allungare di molto i tempi della decisione; della mancanza di esecutività già della prima sentenza del giudice, che indebolisce nei fatti il concreto diritto del consumatore al risarcimento; dei costi eccessivi che possono scoraggiare i soggetti legittimati dal proporre azioni e per questo è stata avanzata l’ipotesi di costituire un fondo spese con le multe antitrust; di un numero ristretto di ambiti nei quali l’azione può essere esperita, sottolineando, ad esempio, come non sia opportuno che rimanga esclusa dall’azione la Pubblica amministrazione. Per questo le associazioni, pur avendo già individuato le aree tematiche sulle quali lavorare per intraprendere eventuali azioni risarcitorie, invocano prudenza e chiarezza nell’informare i cittadini sulle possibilità offerte da questo strumento.

Ufficio stampa Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti CNCU
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