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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
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Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: class action

Polizze vita Fwu, attenzione agli intermediari che hanno venduto polizze vita della compagnia in liquidazione e ora propongono altre polizze per recuperare le perdite Confconsumatori: «Pronti a denunciare i fatti a Ivass e Agcm e a lanciare una class action contro i venditori di quelle polizze»

Parma, 18 aprile 2025 – Prima vendevano polizze vita Fwu i cui premi servivano per 5 anni a coprire costi e provvigioni degli stessi intermediari, mandando in fumo parte dei risparmi dei sottoscrittori, e ora gli intermediari assicurativi ricontattano le stesse persone riproponendo prodotti per recuperare la perdita subita.

È la condizione in cui si trovano tanti cittadini alle prese con le polizze vita Fwu, gruppo assicurativo dichiarato insolvente e messo in liquidazione dal Tribunale del Lussemburgo, che stanno contattando Confconsumatori per chiedere informazioni e assistenza.

«A prescindere dall’esito del fallimento lussemburghese – dichiarano da Confconsumatori – i primi 5 anni di versamenti andranno probabilmente persi in quanto il versamento nelle gestioni separate da parte della compagnia, per le polizze di ramo I, avveniva sostanzialmente dopo 5 anni. E adesso, gli stessi che hanno venduto le polizze Fwu inadeguate e non competitive con quelle italiane fanno “uscire dal cilindro” altre polizze che sostengono siano capaci di far recuperare il perduto. Ma quanto riferito da alcuni venditori non corrisponde a verità: polizze capaci di recuperare le perdite non esistono».

Confconsumatori, per evitare che molte famiglie dopo il danno subiscano anche le beffe, invita a «non fidarsi della vecchia rete distributiva Fwu per non avere ulteriori spiacevoli sorprese».

«Confconsumatori, d’accordo con i propri associati che hanno subito simili indecenti “avances” – confermano – denuncerà i fatti sia all’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, che all’Agcm, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. E l’attenzione di Confconsumatori sull’operato degli intermediari resta alta: lo staff nazionale dell’associazione sta prendendo in considerazione l’ipotesi di un’azione di classe nei confronti degli intermediari/venditori di polizze».

Per informazioni e assistenza è possibile contattare le sedi territoriali di Confconsumatori (tutti i contatti: www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori) oppure scrivere allo Sportello online (www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/).  

  • Aprile, 18
  • 5370
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«Pronti alla class action contro le compagnie di assicurazione per l’aumento dei premi» Il presidente nazionale di Confconsumatori, Marco Festelli: «Incrementi ingiustificati che colpiscono anche beni primari dei cittadini come la casa».

Parma, 9 aprile 2025 – Confconsumatori è pronta a promuovere una class action contro le compagnie di assicurazione che stanno incrementando l’importo dei premi a chi ha sottoscritto una polizza, anche su beni primari come la casa.
Un incremento che non pare giustificato da alcuna motivazione.

Il tema è stato affrontato nel corso della giornata “Nuove norme sulla sicurezza stradale. Effetti civili, penali e assicurativi per i consumatori automobilisti”
che Confconsumatori ha organizzato ad Alessandria con il sostegno di SNA (il sindacato nazionale degli agenti assicurativi), la partecipazione delle associazioni Assoutenti, Codici e Movimento Consumatori, l’accoglienza e il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e il patrocinio del Comune di Alessandria.

La dichiarazione del Presidente

«Dopo il confronto ad Alessandria sull’aumento dell’importo dei premi da parte delle assicurazioni – dichiara il presidente nazionale di Confconsumatori, Marco Festelli – e in particolare delle polizze della casa, quindi il bene primario di ogni italiano, abbiamo deciso di valutare le condotte delle compagnie assicurative, alcune delle quali sono già state denunciate all’Autorità garante della concorrenza e del mercato da parte di Confconsumatori e di altre associazioni a tutela dei consumatori.

Oltre a questa prima segnalazione, infatti, stiamo considerando l’opportunità di un’azione di classe per fermare questi incrementi dei premi delle polizze assicurativi, per di più imposti alla luce di condizioni che li rendono del tutto ingiustificati e ingiustificabili.
Attualmente infatti sia Confconsumatori che il Sindacato nazionale degli agenti assicurativi, così come le altre associazioni dei consumatori che hanno partecipato al nostro evento di Alessandria, concordano sul fatto che i bilanci delle compagnie assicurative non sono mai stati così floridi, in termini di fatturato e di utili. Questo non giustifica in alcun modo, né dal punto di vista giuridico e né dal punto di vista economico, questi incrementi di premio proposti talvolta in modo selvaggio sulle polizze casa.

Per fermare questa prospettiva nefasta per le famiglie italiane stiamo valutando non solo di proseguire nella strada già tracciata, cioè la segnalazione all’Antitrust, ma anche di mettere in campo una vera e propria azione di classe».

Le modalità di partecipazione all’eventuale class action saranno diffuse appena definite. Per informazioni e assistenza in materia di assicurazioni è possibile scrivere allo Sportello online di Confconsumatori (www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/) oppure rivolgersi agli sportelli locali dell’associazione (contatti: www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori).

 

  • Aprile, 9
  • 3999
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Class Action: le associazioni dei consumatori chiedono modifiche al decreto Azioni rappresentative collettive: servono modifiche per garantire la corretta attuazione Direttiva UE e un'adeguata tutela dei consumatori, con l'introduzione dell'opt-out per la class action

Parma, 11 gennaio 2023 – Lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva (UE) 2020/1828 sulle azioni rappresentative collettive a tutela dei consumatori è ora all’esame del Parlamento con un timing serrato. Le azioni rappresentative, collocate nel Codice del consumo, partiranno dal 25 giugno 2023 e viaggeranno in parallelo con le azioni di classe, disciplinate dal Codice di procedura civile. Oggi le AACC*, in audizione con le Commissioni riunite Giustizia e Attività produttive, commercio e turismo della Camera, hanno presentato alcune richieste di modifica, necessarie per assicurare un adeguato livello di tutela dei consumatori e per recepire correttamente la direttiva.

“Le class action – ha commentato Marco Festelli, presidente di Confconsumatori – sono un tipo di azione difficilmente amalgamabile col sistema giuridico italiano, il tutto è aggravato da una normativa complicata – per le azioni di classe domestiche – che espone l’associazione proponente a costi e rischi di soccombenza inimmaginabili. Tant’è vero che dopo anni lo strumento è difficilmente praticabile e le azioni a buon fine si contano veramente sulle dita di una mano. Adesso il legislatore sta commettendo gli stessi errori, così da rendere difficilmente proponibili, anche le azioni di classe transfrontaliere. Tuttavia, l’azione granitica ed unita di tutte le associazioni dei consumatori italiane, che con un documento unitario hanno chiesto a Camera e Senato delle profonde modifiche normative, auspica un intervento legislativo del Parlamento saggio ed equo”.

Le richieste di modifica delle associazioni dei consumatori

Provvedimenti compensativi: l’azione di classe semplificata e il risarcimento diretto (opt-out)

La conferma del meccanismo dell’opt-in (che rimanda alle disposizioni che regolano l’azione di classe) rappresenta per le AACC una grande occasione persa, considerato che la direttiva consente che l’azione di classe prescinda dalle adesioni dei singoli. Nelle controversie di limitato valore individuale, il meccanismo dell’adesione comporta che i risarcimenti aggregati siano sempre inferiori al danno collettivo. Qualora il danno individuale sia contenuto, ma estremamente diffuso, è improbabile che un elevato numero di consumatori aderisca all’azione. Ne è la riprova la vicenda della fatturazione a 28 giorni nelle offerte di telefonia fissa, dove, la mancata automatica attuazione della restituzione dei giorni erosi e il riconoscimento del diritto ai soli consumatori che ne facciano richiesta (con un meccanismo simile all’opt-in) hanno determinato un numero di richieste inferiore al 10% degli aventi diritto. Le associazioni ritengono necessario prevedere un sistema che assicuri, dove possibile, l’integrale risarcimento diretto di tutti i danneggiati anche se non aderenti all’azione rappresentativa.

Informazioni sulle azioni rappresentative a carico del professionista

La direttiva europea prevede l’obbligo per il professionista che commette la violazione di informare i consumatori sulle azioni pendenti che lo riguardano anche per consentirne l’adesione (per le azioni regolate dal sistema dell’opt-in) o il recesso (nei sistemi con il meccanismo dell’opt-out). Le disposizioni nello schema di decreto non prevedono questo obbligo e non impongono al professionista di fornire informazioni anche nel corso delle azioni. Le AACC ritengono che, con la decisione che accoglie l’azione rappresentativa proposta, il tribunale debba in ogni caso condannare il professionista ad informare della decisione definitiva, a proprie spese, tutti i consumatori interessati con mezzi appropriati alle circostanze ed entro limiti di tempo prestabiliti e, dove possibile, mediante comunicazione individuale.

Provvedimenti inibitori: valutazione di ammissibilità e sospensione del giudizio

Lo schema di decreto anche per i provvedimenti inibitori prevede un filtro di ammissibilità e la facoltà di sospendere l’azione in presenza di un giudizio pendente davanti ad un’autorità nazionale di regolamentazione o al giudice amministrativo. Queste novità, non imposte dalla direttiva, sono prive di giustificazione per le azioni inibitorie che non richiedono l’adesione del consumatore al giudizio e non necessitano quindi del filtro di ammissibilità che avrebbe il solo effetto di rallentare l’azione che ha la finalità di prevenire o far cessare con sollecitudine la violazione o la sua prosecuzione. Analoghe considerazioni valgono per la sospensione del giudizio. La richiesta delle associazioni dei consumatori è di eliminare la valutazione di ammissibilità e la facoltà di sospendere il giudizio per tutti i provvedimenti inibitori. Analoga modifica sarebbe anche opportuna per i provvedimenti risarcitori in considerazione del numero ristretto dei soggetti legittimati ad agire e dei gravi ritardi creati dal filtro di ammissibilità negli anni passati.

Il giudizio inibitorio provvisorio

La norma richiama il requisito dei giusti motivi d’urgenza, già previsto dal Codice del consumo. Per le AACC non è corretto il recepimento della direttiva che impone agli Stati membri di disciplinare provvedimenti inibitori provvisori svincolati dal requisito dell’urgenza che può portare ad evitabili dubbi e problemi interpretativi. Si chiede quindi che venga eliminato il riferimento ai giusti motivi d’urgenza, in modo da rendere il diritto nazionale coerente con la direttiva ed evitare ostacoli all’adozione di misure immediate e provvisorie.

“Le azioni rappresentative collettive rappresentano un nuovo e importante strumento di difesa giudiziaria risarcitoria che il parlamento Europeo ha deciso di dedicare alle associazioni dei consumatori riconosciute nazionalmente per permettere loro di agire anche senza un mandato specifico da parte dei consumatori interessati, al fine di richiedere al giudice l’adozione dei provvedimenti inibitori e risarcitori nei confronti di tutti coloro che hanno subito quello specifico danno. Nessuna delle nostre associazioni ha avuto modo di confrontarsi con il Governo, ma oggi in audizione nelle commissioni parlamentari competenti abbiamo unitariamente presentato le nostre richieste a favore di un’azione vera, forte che garantisca a tutti gli appartenenti ad una classe a prescindere dalla loro adesione all’azione il diritto al risarcimento”.

 

*Le associazioni Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Centro Tutela Consumatori e Utenti, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, U.Di.Con, Unione Nazionale Consumatori, Utenti Dei Servizi Radiotelevisivi.

Scarica il documento integrale delle modifiche richieste.

  • Gennaio, 11
  • 3413
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Progetti e Attività
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Class action: associazioni dei consumatori denunciano la mancata attuazione della legge Con una lettera, le associazioni dei consumatori chiedono anche alla ministra Cartabia di sbloccare la situazione, evitando ulteriori procedure di infrazione europee

Parma, 10 marzo 2022 – Oggi le associazioni dei consumatori Acu, Adoc, Adiconsum, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Centro Tutela Consumatori e Utenti, Federconsumatori, La Casa del Consumatore, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Udicon, Unione Nazionale Consumatori, Utenti Servizi Radiotelevisivi si sono rivolte alla ministra della Giustizia Cartabia e al viceministro dello Sviluppo Economico e presidente del CNCU Pichetto Fratin per denunciare la mancata attuazione della l. 31/2019 (nota come legge Bonafede), nonostante siano oramai decorsi quasi tre anni dalla sua pubblicazione.

Tale situazione impedisce a tutti gli enti del Terzo settore, ed in particolare alle associazioni dei consumatori riconosciute come maggiormente rappresentative a livello nazionale (art. 137 Codice del consumo), di poter agire a tutela degli interessi collettivi rappresentati con le azioni di classe ed inibitorie.

Le conseguenze di tale inerzia da parte del Ministero della Giustizia sono gravi visto che determinano un’oggettiva e ingiustificata limitazione dei diritti dei cittadini e di fatto, la disapplicazione dell’intero ‘strumento’ risarcitorio, come emerge dal numero del tutto insignificante (cinque) delle azioni ad oggi promosse dall’entrata in vigore della legge da parte di singoli cittadini danneggiati.

Le associazioni dei consumatori hanno stigmatizzato, peraltro, che la corretta attuazione della l. 31/2019 possa avere un impatto positivo per il raggiungimento degli obiettivi di implementazione del nostro sistema giudiziario ai quali la Commissione dell’Unione ha subordinato il finanziamento del “Piano nazionale di ripresa e resilienza”. L’effettiva e concreta disponibilità di strumenti risarcitori ed inibitori collettivi hanno infatti indubbi effetti deflattivi del contenzioso che possono consentire un più razionale utilizzo delle risorse giudiziarie ed una riduzione dei tempi della giustizia.

Da ultimo, le associazioni hanno posto all’attenzione della ministra come l’attuale situazione comporti il serio e concreto pericolo di sottoporre il nostro Paese a ulteriori procedure di infrazione per le evidenti violazioni del diritto dell’Unione (in particolare delle Direttive 2009/22/CE e della Direttiva 1828/20 che dovremo recepire entro il prossimo 25 dicembre 2022).

Per un approfondimento, si invita a leggere il testo integrale della lettera.

  • Marzo, 10
  • 4068
  • Accesso alla giustizia e conciliazioni, Rapporti con Pubblica Amministrazione
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Cartello finanziamenti auto: come aderire all’azione cumulativa Ecco come aderire all'azione cumulativa sul caso del cartello tra case automobilistiche e finanziarie

Parma, 18 gennaio 2019 – Confconsumatori ha stabilito di avviare una AZIONE CUMULATIVA sul caso del “cartello” tra case automobilistiche e finanziarie ad esse collegate, come annunciato sul sito nazionale: https://www.confconsumatori.it/cartello-finanziamenti-auto-scatta-la-class-action/.

  • Gennaio, 18
  • 9865
  • Acquisti e Garanzie, Pratiche commerciali scorrette
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Cartello finanziamenti auto: scatta la class action Dopo il provvedimento dell’Antitrust Confconsumatori è pronta a tutelare i consumatori danneggiati con una azione collettiva unica

Parma, 14 gennaio 2019 – Confconsumatori è pronta a tutelare i consumatori danneggiati dal “cartello” segreto tra società automobilistiche e società finanziarie ad esse collegate sanzionate dall’Antitrust con un’azione collettiva unica a livello nazionale.

  • Gennaio, 14
  • 9340
  • Acquisti e Garanzie, Pratiche commerciali scorrette
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
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Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

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