Roma, 25 febbraio 2008 – Si è concluso con l’intervento del ministro dello sviluppo economico Pier Luigi Bersani il congresso organizzato a Roma dal Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli utenti (CNCU) su “L’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori: opportunità e prospettive”.

“ Per approvare questa normativa siamo partiti da un’esigenza fondamentale: non lasciare solo Davide (il consumatore) contro Golia (le imprese)- ha detto il ministro Bersani- perché se il consumatore non riesce a soddisfare i propri diritti, anche di scarsa entità economica, sarà alimentata la frustrazione del cittadino che prima o poi esploderà ”.

“ Vorrei inserire questo tema dell’azione collettiva all’interno di un quadro di complessiva riscossa civica di questo Paese —ha continuato – Tutti, aziende, istituzioni e associazioni sul territorio non possono disperdere energie e attenzioni sui temi che riguardano il cittadino. Non immaginiamoci, perciò, nessun tipo di rinvio all’immediata applicabilità di questa normativa nel mese di luglio ”.
Tre sono i punti fondamentali per la tutela dei consumatori per il ministro Bersani: “ Aprire mercati liberalizzati, tutelare i consumatori in questi mercati e aumentarne la loro soggettività giuridica. Credo che l’azione risarcitoria collettiva possa rispondere a queste esigenze ”.

Pier Virgilio Dastoli , direttore della Rappresentanza Europea in Italia , è intervenuto a nome del Commissario europeo per la tutela dei consumatori, Meglena Kuneva manifestando l’intenzione a seguire da vicino l’applicazione in Italia della nuova legge e che, come annunciato nella Strategia 2007-2013, prenderà in considerazione la necessità di un intervento europeo in materia di azioni collettive per i consumatori”.

Nel corso della tavola rotonda, è stato espresso un giudizio sostanzialmente positivo da parte delle associazioni dei consumatori.
 “ E’ certamente una legge perfettibile, ma è una buona legge. Sperimentiamola intanto e poi vedremo ” hanno commentato Rosario Trefiletti di Federconsumatori e Ivano Giacomelli di Codici .

Antonio Longo di Movimento Difesa del Cittadino ha lanciato anche l’idea di far partire il 1° luglio, giorno di entrata in vigore degli articoli 445 e 449 della Legge Finanziaria 2008 che hanno introdotto l’Azione collettiva risarcitoria, un’unica azione collettiva a nome di tutte le associazioni. Un appello a lavorare insieme, quindi, ha aggiunto Massimiliano Valcada di Confconsumatori : “ a superare la frammentazione delle sigle per essere più forti come associazioni ”.

“ Noi non faremo azioni temerarie – ha affermato Elio Lannutti , presidente dell’ Adusbef –  ma stiamo già lavorando con un pool di giuristi per avviare azioni collettive su anatocismo e asimmetria dei tassi di interesse ”.

Non sono mancate però forti perplessità sul merito e sull’effettiva applicabilità della legge tanto che le associazioni stanno già lavorando per presentare al nuovo legislatore proposte di modifica e di miglioramento della normativa.

Per Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori : “ tra i tanti punti che andrebbero corretti il campo di azione inspiegabilmente limitato ai contratti su moduli e formulari, l’impossibilità di agire contro la Pubblica amministrazione, le lungaggini in fase di esecuzione della sentenza di condanna e la mancata previsione di un danno punitivo che avrebbe consentito di rendere queste azioni praticabili dalle associazioni di consumatori che allo stato sono nell’impossibilità di attivarle, proseguirle e pubblicizzarle, vista la scarsità di mezzi a loro disposizione ”.

Sulla stessa scia l’intervento di Marco Ramadori del Codacons che, oltre al rammarico che la norma non abbia previsto il danno punitivo si chiede: “ Che succede se si vince l’azione collettiva e l’impresa si rifiuta di pagare e non accetta la conciliazione? ”.

Più scettico sull’effettiva potenzialità di questa norma è Paolo Landi dell’Adiconsum : “ un’azienda che vuole resistere ad un’azione collettiva con questo sistema sa di poterlo fare per anni e senza pagare un euro. L’unica cosa che può aprire spazi di negoziazione è il rischio di un danno per l’immagine dell’azienda ”.

Infine, la voce delle aziende con l’intervento Raffaele Morese di Confservizi : “ Non siamo ostili all’introduzione della class action. Noi abbiamo istituito in passato con le associazioni dei consumatori un protocollo di intesa per la soluzione extragiudiziale delle controversie. Ci auguriamo che la conciliazione possa rimanere una modalità da percorrere in via prioritaria rispetto alla class action ”.

Elio Schettino di Confindustria : “ Il provvedimento così com’è attualmente non funzionerà e a nostro avviso porterà un grande danno all’immagine delle aziende. Ci auguriamo che in questi mesi sia possibile apportare alcune modifiche che rispondano meglio alle esigenze del sistema giuridico e industriale del nostro Paese ”.

Ufficio stampa Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti CNCU
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