Foggia, 14 marzo 2014 – Confconsumatori e una quarantina di Comuni danneggiati restano nel processo a cinque ex amministratori della società di riscossione tributi «Gema» accusati a vario titolo di associazione per delinquere, falso, reati finanziari e soprattutto di un presunto peculato di 23 milioni di euro, soldi che la società poi fallita avrebbe indebitamente trattenuto tra il 2006 e il 2012, senza riversarli nelle casse di 45 enti locali per conto dei quali aveva incassato i tributi. L'ammissione di tutte le parti civili è stata decisa dopo una lunga camera di consiglio dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale che hanno rigettato le richieste dei difensori, che chiedevano l'estromissione di una decina di enti locali per motivi formali nella formulazione di domanda di costituzione di parte civile, e della Confconsumatori per motivi sostanziali.

Soddisfazione, dunque, per l'avvocato Pio Giorgio Di Leo , presidente provinciale di Confconsumatori: « La nostra associazione – ha commentato Di Leo – è portatrice di un interesse della collettività e come tale ha i l dovere prima ancora che il diritto di costituirsi parte civile, come peraltro già riconosciuto dalla Cassazione, in un processo in cui la vittima è la collettività perchè furono i cittadini a versare alla Gema i tributi poi non riversati nelle casse degli enti locali ».