Brindisi, 20 settembre 2021 – Lo scorso 16 settembre il Tribunale di Brindisi, Giudice Giliberti, ha accolto la domanda che tre risparmiatori, difesi dagli avvocati Antonio Pinto e Antonio Amendola di Confconsumatori, avevano proposto contro la Banca Popolare di Bari, dopo aver vinto dinanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie.

Tale decisione è importante per quattro ragioni:

  1. conferma integralmente la motivazione dell’ACF, pertanto si sta delineando che, dopo Bari e Trani, (che avevano già confermato le decisioni ACF) anche Brindisi segue la stessa scia giurisprudenziale;
  2. è molto ben motivata con riguardo al profilo dell’inadempimento che la BPB ha tenuto rispetto ai suoi obblighi di informazione verso i clienti;
  3. è la prima volta che viene accolto un ricorso per un giudizio a cognizione sommaria (quindi più rapido, atteso che si è chiuso in meno di un anno).
  4. è esecutiva e la banca deve pagare immediatamente per evitare un pignoramento.

La banca è stata condannata a pagare il 100% delle somme investite, ad eccezione di quelle versate oltre dieci anni prima dell’atto interruttivo della prescrizione. Il Tribunale ha infatti accolto giustamente l’eccezione di prescrizione sollevata dalla banca riguardante un ordine di acquisto stipulato oltre i dieci anni prima della diffida giudiziale.

Secondo l’avv. Pinto, le Associazioni dei consumatori useranno questa decisione per tornare a chiedere che la banca istituisca un tavolo di conciliazione (almeno per coloro che hanno vinto in ACF) cosi da evitare di lasciare ai risparmiatori solo la strada del contenzioso. Ma anche per evitare un ulteriore aggravamento della vicenda e della possibilità di rilancio della banca stessa che, per legge, dovrà anche porre a riserva decine di milioni di euro per il contenzioso presente e futuro.