Siena, 21 febbraio 2013 – I recenti casi di Monte dei Paschi di Siena, Saipem, Fondiaria/Sai si aggiungono al lungo elenco di risparmio tradito (Parmalat, bond argentini, Cirio e molti altri) i cui costi gravano in massima parte sugli ignari risparmiatori e i piccoli azionisti. Confconsumatori, che sta raccogliendo richieste di assistenza in tutta Italia, ha voluto incontrare i piccoli risparmiatori per mettere a loro disposizione la propria esperienza, maturata in anni di battaglie in materia di “Risparmio Tradito”.

 

da sinistra: Luca Baj, Marco Festelli, Mara Colla e Duccio Panti 

«Dal confronto con gli azionisti – ha spiegato Duccio Panti, Presidente di Confconsumatori Siena – sono emersi anche particolari preoccupanti. Tra i nostri iscritti, infatti, c’è anche un ex dipendente di Monte dei Paschi di Siena, che ci ha spiegato come, tempo fa, lui e diversi altri colleghi sono stati “caldamente invitati” dai propri superiori a liquidare un anticipo del TFR con il quale acquistare azioni della Banca».

Confconsumatori ha pubblicato sul proprio sito nazionale (www.confconsumatori.it) istruzioni chiare per tutti gli azionisti, spesso disorientati: «L’impegno della nostra associazione – spiega Marco Festelli, Presidente di Confconsumatori Toscanaè quello di aiutare i piccoli risparmiatori ad analizzare la propria posizione specifica e a valutare, con i nostri esperti, le possibilità di risarcimento. Il tutto a un costo molto contenuto. Aiuteremo chi lo desidera a rivolgersi al Giudice penale, presentando un esposto penale/querela con cui chiedere il risarcimento dei danni, previa verifica di reati eventualmente commessi da management della Banca o da altri soggetti. In alcune ipotesi, sarà possibile instaurare anche un giudizio civile contro la Banca venditrice dei titoli MPS».

Confconsumatori si costituirà a sua volta parte civile nel processo penale in rappresentanza della collettività, un ruolo la cui legittimità è stata in più occasioni riconosciuta negli anni: «Confconsumatori – spiega Luca Baj, legale dell’associazione – ha maturato una lunga esperienza, a partire dai processi Parmalat, che nell’ambito del “Risparmio tradito” ha permesso ai risparmiatori di recuperare complessivamente oltre 30 milioni di euro tra cause penali e civili. Sono numerosi, poi, i processi in cui il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile. Ricordiamo i casi della Clinica Santa Rita, delle mozzarelle blu, degli ovoprodotti adulterati, il processo a Messina contro il Consorzio Autostrade Siciliane per la sicurezza delle autostrade o quello, recentissimo, contro la Sma a Grosseto per lo scandalo dei “reincarti” di prodotti scaduti».

Per la Presidente nazionale Mara Colla la battaglia di Confconsumatori non si esaurisce in ambito giudiziario: «Abbiamo chiesto da subito le dimissioni dei membri tutt’ora componenti del CdA MPS già presenti all’epoca dei fatti. Recentemente abbiamo inviato ai candidati premier la proposta di istituire una Procura nazionale contro i reati finanziari, sul modello di quella antimafia. Intendiamo approfondire anche l’operato delle autorità di vigilanza europee ed italiane (BCE, FME, Consob e Bankitalia). La volontà è quella di tutelare i piccoli risparmiatori, suggerendo anche soluzioni impediscano il perfezionarsi dei comportamenti illeciti, purtroppo all’ordine del giorno negli ultimi anni».

Guarda il servizio del TG5 del 22 febbraio 2013 (minuto 16:40”):