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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

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Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
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TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: Agcm

Sigarette elettroniche, istruttoria Antitrust su Philip Morris: adesso tocca al ministero della Salute Confconsumatori interverrà ad adiuvandum innanzi all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e chiederà che il ministero della Salute intervenga sulle compagnie del tabacco

Parma, 20 ottobre 2025 – L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha reso noto di avere avviato un’istruttoria nei confronti di Philip Morris Italia Spa per possibile pratica commerciale scorretta nel promuovere sigarette elettroniche e altri prodotti similari, utilizzando espressioni come “senza fumo”, “un futuro senza fumo” e “prodotti senza fumo”.

Queste locuzioni, infatti, risultano poco chiare e trasparenti per i consumatori che non riescono a percepire il rischio di serie malattie (in particolare, respiratorie) determinate dall’uso di questi prodotti. Infatti si tratta di articoli che purtroppo, in assenza di combustione come le “classiche” sigarette, non sono affatto privi di possibili effetti nocivi per la salute, né sono meno nocivi di altri e comunque potrebbero causare dipendenze. La nota società del tabacco, in sostanza, ha immesso sul mercato nuovi prodotti, quali sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, con una strategia di vendita basata sul concetto di riduzione del rischio, ma che al contrario possono determinare comunque dipendenza da nicotina, indurre gli ex fumatori a ricadere nella dipendenza e, fatto ancor più grave, gli adolescenti ad acquisirla.

L’Istituto superiore della sanità, in passato, ha valutato questi prodotti e non ha potuto riconoscere il potenziale di riduzione del rischio. Evidenze di letteratura indicano che i dispositivi che rilasciano nicotina, come le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato, possono determinare dipendenza da nicotina come i prodotti tradizionali. L’approccio della riduzione del rischio o del danno non è una strategia di salute pubblica ma una strategia di vendita. La strategia di salute mira invece alla disassuefazione dal fumo e dall’utilizzo di prodotti del tabacco o a base di nicotina.

L’Autorità garante, con l’ausilio del Nucleo speciale antitrust della Guardia di finanza, ha svolto in questi giorni ispezioni nelle sedi italiane della Philip Morris anche al fine di acquisire documenti e maggiori informazioni. Adesso spetterà all’Agcm esaminare e valutare la condotta della compagnia, sostanzialmente tesa a pubblicità ingannevole, e intervenire comminando l’eventuale sanzione. La normativa italiana vieta la pubblicità ingannevole, poiché, in particolare nel settore sanitario, viola il diritto alla salute e la libertà di autodeterminazione del consumatore. La pubblicità deve essere palese, veritiera e corretta; in mancanza, sono previste sanzioni per chi diffonde messaggi che possano ingannare, ad esempio tramite esagerazioni o omissioni, influenzando scelte economiche e di salute.

Confconsumatori esprime «soddisfazione per l’avvio del procedimento nei confronti del colosso Philip Morris da parte di Agcm per pubblicità ingannevole ed interverrà ad adiuvandum offrendo il proprio contributo per tutte le azioni necessarie a tutela del diritto alla salute dei consumatori italiani». Contemporaneamente «chiederà al ministero della Salute e all’Istituto superiore della sanità di intervenire fortemente sul tema a tutela del bene salute in particolare per le generazioni future».  

  • Ottobre, 20
  • 3312
  • Pratiche commerciali scorrette
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Disservizi Rabona Mobile: Confconsumatori si rivolge alle Autorità L’associazione chiede l’intervento di Agcm e Agcom per ripristinare l’equilibrio nel rapporto commerciale tra Rabona, Vodafone e gli utenti

Parma, 4 maggio 2023 – Da tempo, ormai, molti utenti clienti della compagnia telefonica Rabona Mobile, continuano a riscontrare importanti disservizi: dall’impossibilità di inviare e ricevere telefonate ed SMS, al mancato funzionamento della connessione internet. Rabona è un operatore virtuale che si appoggia a Vodafone Italia Spa, e parrebbe che i disservizi degli ultimi mesi siano dovuti non tanto a questioni tecniche, quanto a problematiche amministrative e contrattuali tra i due operatori. Per questo Confconsumatori si è rivolta alle autorità Agcm e Agcom chiedendo di intervenire a tutela degli utenti ingiustamente coinvolti.

I DISSERVIZI

Inizialmente, gli utenti si sono accorti di avere difficoltà con le chiamate o di non riuscire a ricevere correttamente gli SMS. Intorno a metà aprile, i disservizi si sono estesi anche alla navigazione in internet e, nonostante le diverse comunicazioni di scuse diffuse da Rabona, non sono state chiarite le ragioni del malfunzionamento. Sembra chiaro però che dipenda da questioni amministrative – non tecniche – legate al rapporto commerciale tra l’operatore virtuale Rabona Mobile e Vodafone Italia Spa, che gestisce l’emissione e la numerazione delle SIM Rabona; la stessa Agcom – interpellata immediatamente da Confconsumatori – ha comunicato “divergenze contrattuali” tra i due operatori.

L’INTERVENTO DELLE AUTORITÀ

Per Confconsumatori, come spiega l’avvocato Carmen Agnello, responsabile settore Telecomunicazioni di Confconsumatori: “È necessario che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e, soprattutto, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato intervengano attuando un provvedimento anche cautelare a tutela degli utenti”. “Ad Agcm in particolare – continua Agnello – chiediamo di assicurare che vengano garantiti i servizi previsti dai contratti sottoscritti dai consumatori, e di ripristinare l’equilibrio del rapporto commerciale tra Rabona Mobile e Vodafone Italia Spa, e, dunque, risolvere i disservizi provocati da Rabona ai consumatori italiani”.

Confconsumatori, come sempre a fianco dei cittadini, è pronta per rispondere a tutti coloro che chiederanno assistenza tramite gli sportelli territoriali (www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/) e, a distanza, attraverso lo sportello online (www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/).

 

 

  • Maggio, 4
  • 6075
  • Telefonia
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Libero e Virgilio: e-mail di milioni di utenti ancora in tilt Confconsumatori ha inviato una diffida a Italiaonline ed è pronta a segnalare all’Antitrust: “Da accertare eventuali condotte scorrette sanzionabili”

Parma, 25 gennaio 2023 – Prosegue anche oggi il disservizio che ha colpito, su scala nazionale, moltissimi utenti dei servizi di posta elettronica Libero e Virgilio, di proprietà di Italiaonline. In attesa del ripristino del servizio, Confconsumatori si è già attivata diffidando la società, ed è pronta a segnalare all’Antitrust.

E-MAIL IN TILT – Da domenica sera oltre 9 milioni di utenti che hanno un indirizzo mail Libero e Virgilio non riescono ad accedere alla propria posta elettronica e sono dunque impossibilitati a leggere documenti, e-mail di lavoro e comunicazioni personali. Chi prova a collegarsi si trova di fronte a un avviso che tenta di giustificare il disservizio.

“Si tratta di un problema di natura tecnica esclusivamente interno, il che significa che escludiamo categoricamente potenziali attacchi hacker e che i dati dei nostri utenti, che sono il bene più prezioso, non sono in pericolo. Il servizio una volta ripristinato non genererà nessuna perdita per i milioni di account Libero e Virgilio mail” si legge in una nota dell’azienda.

Ad essere coinvolte dal disservizio non sono solamente le caselle gratuite, ma anche quelle Premium (caselle Libero Mail Plus), cioè le caselle per le quali, a fronte di un servizio migliore e un maggior spazio di archiviazione, il titolare paga a Italiaonline un canone annuale che va da 19,99 €/anno a 49,99 €/anno.

RIPRISTINARE IL SERVIZIO, E TUTELARE LA PRIVACY – Cosa possono fare i cittadini? Intanto, inviare un reclamo: “Invitiamo tutti gli interessati ad inviare un reclamo formale a Italiaonline Spa, – afferma Marco Festelli, presidente nazionale di Confconsumatori – per contestare la mancata fruizione del servizio”. “A tal riguardo – continua Festelli – consigliamo di inserire nel reclamo, oltre alle circostanze del disservizio subito, anche la richiesta di un ristoro per il disservizio”.

Nel frattempo, Confconsumatori ha inviato una diffida a Italiaonline (e per conoscenza anche all’Agcom) per chiedere, oltre alla riattivazione immediata del servizio, anche la garanzia che siano state attivate le misure necessarie per tutelate i dati personali degli utenti coinvolti. “Confconsumatori – conclude Nuccia Lisi, responsabile nazionale settore telecomunicazioni – segnalerà inoltre nei prossimi giorni l’accaduto all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) affinché accerti eventuali condotte scorrette sanzionabili”.

Per assistenza e informazioni invitiamo gli utenti a rivolgersi alle sedi di Confconsumatori elencate all’indirizzo https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/, oppure a contattare lo Sportello online (sportello@confconsumatori.it).

  • Gennaio, 25
  • 3419
  • Internet, Privacy e Protezione dei dati personali, Servizi e Società
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Modifica unilaterale del contratto: l’Agcm interviene anche nei confronti di Acea Dopo la segnalazione di Confconsumatori Lazio, l’Autorità ha emanato un provvedimento cautelare confermando la linea a tutela dei cittadini

Parma, 23 dicembre 2022 – Lo scorso agosto il Decreto Aiuti bis ha sospeso, per le società fornitrici di energia elettrica e gas, la possibilità di disporre modifiche unilaterali dei contratti. Nonostante questo, alcuni operatori del settore hanno continuato a inviare ai propri clienti comunicazioni che, di fatto, ignoravano quanto stabilito dal Decreto. Per questo lo scorso 12 dicembre l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), su segnalazione di Confconsumatori Lazio, ha emanato nei confronti dell’azienda Acea un provvedimento cautelare, ribadendo l’illegittimità delle comunicazioni di variazione unilaterale dei contratti di luce e gas.

LE COMUNICAZIONI CONTESTATE – Una associata di Confconsumatori aveva ricevuto da Acea Energia S.p.A, tra i mesi di settembre e ottobre, l’avviso di modifica delle proprie condizioni contrattuali relativamente alla fornitura sia del gas sia dell’energia elettrica. Ma, come ricordato, il Decreto Aiuti bis ha disposto che “fino al 30 aprile 2023 è sospesa l’efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consente all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo ancorché sia contrattualmente riconosciuto il diritto di recesso alla controparte”. E, inoltre, sono diventati inefficaci anche i preavvisi comunicati di modifica unilaterale inviati prima della data di entrata in vigore del presente decreto. Ignorando la norma, Acea ha inviato le comunicazioni di proposta di modifica unilaterale, presentando nuove condizioni economiche applicabili con decorrenza compresa tra settembre e dicembre 2022 e dichiarando che l’offerta sottoscritta era “in scadenza”. Come ha rilevato l’Agcm, però, la società non ha indicato, nelle lettere, quale fosse la data di scadenza. L’Autorità, a cui si era rivolta Confconsumatori Lazio, ha poi accertato che la presunta scadenza delle offerte era artificiosamente prospettata da Acea ai propri clienti con l’obiettivo di aggirare la sospensione delle modifiche unilaterali. Non solo: la condotta dell’azienda è particolarmente grave in quanto, oltre a vanificare un intervento normativo concepito per tutelare i consumatori dai rincari, appare aggressiva nei confronti dei cittadini e del loro esercizio dei diritti contrattuali.

IL COMMENTO DI CONFCONSUMATORI – “Il recente provvedimento cautelare dell’Autorità – afferma l’avvocato Barbara D’Agostino, presidente di Confconsumatori Lazio – conferma (come accaduto nelle ultime settimane in relazione ad altre società venditrici di energia) una linea di azione importante a tutela del cittadino mai come in questo momento particolarmente colpito da incertezza e poca trasparenza quando si tratti consumi e spese per energia, gas e luce”.

“Confconsumatori, – aggiunge l’avvocato Carmen Agnello, responsabile Energia di Confconsumatori – con animo cauto e propositivo, invita dunque tutte le società operanti nel settore energia ma anche l’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambienti) ad avviare un tavolo di concertazione e confronto con le associazioni che possa ridurre il contenzioso, valorizzando i protocolli di conciliazione esistenti, con buona soddisfazione di tutte le parti in causa, evitando al contempo inutili esborsi economici”.

  • Dicembre, 23
  • 3827
  • Casa e Utenze, Lazio, Pratiche commerciali scorrette
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Bollette, modifiche unilaterali: perché segnalarle Illegittime le modifiche comunicate dal gestore tra agosto 2022 e aprile 2023: chi segnala ad Agcm potrà anche rivalersi in caso di danno economico

Parma, 9 novembre 2022 – I consumatori che hanno ricevuto dal proprio gestore dell’energia comunicazioni unilaterali di variazione delle condizioni contrattuali prima della scadenza del contratto devono contestarle e segnalarle all’Agcm. Questo non solo perché si tratta di comportamento illegittimo da scoraggiare con sanzioni comminate dalle Autorità, ma anche perché coloro che, nel frattempo, avessero sottoscritto altro contratto più oneroso o subito danni conseguenti le comunicazioni illegittime, potranno richiedere un risarcimento se verrà accertata (grazie anche alle segnalazioni dei consumatori) la pratica commerciale scorretta da parte del gestore. Confconsumatori si è attivata tramite i propri sportelli per assistere i cittadini con modelli di segnalazione da inviare.

LE VARIAZIONI ILLEGITTIME – Confconsumatori era già intervenuta sul tema dell’illegittimità delle modifiche unilaterali. Ma si ricorda qui, in particolare, l’articolo 3 del DL 115/2022 (aiuti ter) che ha introdotto il divieto di modifiche unilaterali a carico delle società energetiche a partire dal 10.8.2022 al 30.4.2023. In tale periodo non possono neanche essere notificati (come da comunicazione congiunta di Antitrust ed Arera) i preavvisi di modifica e le società potranno, salvo proroghe, inviare ex novo i suddetti a partire dal 30.4.2023 con efficacia 30.5.2023. Da ultimo si ricordano i provvedimenti già adottati dall’Antitrust a fine ottobre scorso, nei confronti di diversi gestori di luce e gas (si veda qui: https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2022/10/PS12441-PS12450-PS12451-PS12453).

ATTENZIONE ALLE TELEFONATE – Fermo restando il diritto del consumatore di cambiare gestore o contratto in qualunque momento, in questo periodo così delicato occorre prestare ancora maggiore attenzione alle proposte telefoniche: alcuni associati, ad esempio, hanno lamentato di essere stati convinti dal call center a sottoscrivere un contratto più oneroso prima della naturale scadenza del precedente, più conveniente. Confconsumatori invita i cittadini – spesso impreparati e disorientati di fronte a telefonate di questa natura – a confrontarsi con gli sportelli dell’associazione, anche via e-mail, per valutare la legittimità di queste ed altre pratiche telefoniche allo scopo di segnalarne l’eventuale scorrettezza all’Autorità Agcm.

COSA POSSONO FARE I CONSUMATORI – Confconsumatori sta affiancando i cittadini nella contestazione delle comunicazioni illegittime e nella segnalazione delle stesse all’autorità Agcm. L’associazione ha messo a disposizione anche dei modelli di lettera. Gli utenti interessati possono contattare gli sportelli presenti sul territorio, il cui elenco completo è qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Novembre, 9
  • 4082
  • ENERGIA: Diritti a viva voce, Pratiche commerciali scorrette
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Modifiche contrattuali energia: Confconsumatori commenta il comunicato di Arera Le modifiche contrattuali, diversamente da quanto sostenuto da Arera e Agcm, non sono mai possibili per eccessiva onerosità, se non disposte dal giudice

Parma, 17 ottobre 2022 – A seguito del recente comunicato diffuso da Arera e Agcm – comunque positivo perché rassicura i consumatori e invita le aziende energetiche a comportamenti rispettosi nei confronti dei clienti – Confconsumatori desidera avanzare alcune riflessioni. Dal comunicato, infatti, parrebbe giustificata la possibilità, per i venditori, di ricorrere alla modifica unilaterale per eccessiva onerosità. L’art. 3 del d.l. 115/2022, però, non prevede in alcun modo la possibilità per i fornitori di energia di modificare le condizioni contrattuali dei contratti del mercato libero sino alla naturale scadenza dell’offerta commerciale sottoscritta con l’utente. Infatti, l’art. 3 citato, rubricato “Sospensione delle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di energia elettrica e gas naturale” prevede nello specifico che “fino al 30 aprile 2023 è sospesa l’efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consente all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo ancorché sia contrattualmente riconosciuto il diritto di recesso alla controparte”. Inoltre, restano inefficaci i preavvisi comunicati dai gestori prima della data di entrata in vigore del decreto legge 115/2022, salvo che le modifiche contrattuali si siano già perfezionate. Ricordiamo che il consumatore deve sempre opporsi formalmente, da solo o, meglio, affidandosi ai nostri sportelli, a qualsiasi proposta di aumento sia che la riceva per iscritto, sia che arrivi telefonicamente, perché è un suo diritto opporsi e chiedere il permanere delle condizioni contrattuali in corso sino alla scadenza del contratto.

I CONTRATTI ENERGIA – Esclusi i casi, dunque, in cui l’offerta commerciale sottoscritta dall’utente preveda già una indicizzazione del prezzo di fornitura con riferimento al PUN (prezzo unico nazionale), l’operatore non può mai modificare in aumento il prezzo previsto dal contratto se non in occasione della sua scadenza naturale. E nemmeno è sostenibile l’eventuale modifica unilaterale della offerta applicata giustificandola in funzione della eccessiva onerosità sopravvenuta. Il contratto di fornitura di energia elettrica, come quello del gas, è un contratto a prestazioni corrispettive e ad esecuzione continuata. In questi casi, se la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, come quelli d’altronde che stanno portando all’aumento vertiginoso delle bollette elettriche e di gas, la parte che deve tale prestazione può eventualmente chiedere la risoluzione del contratto ma appunto questa valutazione non può in nessun modo essere sostenuta unilateralmente, e per giunta dalla parte economicamente più forte, ai danni della parte più debole del rapporto, ovvero l’utente/consumatore. Un’eventuale modifica per eccessiva onerosità deve essere domandata al Giudice, che deciderà se disporla, senza che il fornitore di energia possa applicarla unilateralmente o addirittura sospendere la fornitura.

IL COMMENTO – Gli aumenti delle bollette, e le difficoltà che ne derivano per le famiglie, fanno crescere la platea dei soggetti che vanno incontro al fenomeno della “povertà energetica”. “Come associazione ribadiamo che servono aiuti che permettano alle famiglie di pagare le bollette e di arrivare a fine mese senza doversi ulteriormente indebitare; non soluzioni preconfezionate volte a giustificare eventuali aumenti unilaterali – afferma l’avvocato Franco Conte, responsabile Energia di Confconsumatori – ma moratorie delle sospensioni delle utenze in difficoltà economica con contestuale possibilità di poter accedere a rateizzazioni da un minimo di 24 mesi sino a 60 mesi per gli importi più elevati senza interessi. Auspichiamo, inoltre, che tale rateizzazione sia concessa anche per le fatture successive qualora di importi superiori alla media dell’utenza interessata ponendo le nuove rate in coda all’originario piano di rientro”.

E aggiunge Mara Colla, presidente di Confconsumatori: “Un altro intervento necessario è quello di prevedere un ulteriore aumento dei limiti reddituali per usufruire dei bonus sociali. Ma è ormai arrivato il momento di mettere mano a riforme strutturali e durature che riducano davvero il costo dell’energia e, soprattutto, aumentino la produzione e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”.

  • Ottobre, 17
  • 4642
  • Casa e Utenze, Pratiche commerciali scorrette
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L’AQUILA
SULMONA
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e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
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Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

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