Parma, 22 dicembre 2015 – Quello che si avvicina sarà un Natale amaro per tanti risparmiatori italiani che hanno visto quest’anno i propri risparmi svanire nel nulla. Sono tantissimi i risparmiatori che in questi giorni si sono rivolti a Confconsumatori chiedendo aiuto dopo aver perso tutto (o quasi) quello che avevano investito nelle quattro banche interessate dal decreto “Salva Banche”, o in azioni Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Monte dei Paschi di Siena ecc. Per questo, oltre a garantire, come ormai da 15 anni a questa parte, servizi di consulenza e tutela giudiziaria ai cittadini, Confconsumatori ha scritto oggi al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, al Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e al Presidente del Cncu presso il Mise Simona Vicari.
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Salva Banche: cause contro la “Good Bank” Le subordinate non potevano essere cedute alla clientela retail. Confconsumatori: «Ecco perché ora deve risponderne la Nuova Banca»
Parma, 17 dicembre 2015 – «Le subordinate non potevano essere cedute alla clientela retail, ora chi deve risponderne è la “Good Bank”». Continua il lavoro di Confconsumatori a tutela dei risparmiatori danneggiati dall’operazione “Salva Banche”. L’avvocato Marco Festelli, componente del direttivo e coordinatore della battaglia a livello nazionale, è pronto a difendere nelle aule di giustizia i risparmiatori “traditi”. «Oggi che anche Banca d’Italia e Abi dicono che le subordinate non potevano e non possono essere cedute alla clientela retail, – dice Festelli – appare ancor più chiara la violazione degli articoli 21 e 22 del TUIF da parte della vecchia Banca, che con i propri dipendenti ha piazzato gli strumenti finanziari complessi a migliaia di pensionati e famiglie».
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“Salva Banche”: perché l’unica strada resta la causa "Dal Governo confusione e false aspettative": oggi l'unica strada per i risparmiatori danneggiati è la causa alle Nuove Banche
Parma, 14 dicembre 2015 – “La politica ha iniziato ad affrontare la questione delle obbligazioni subordinate con una grande confusione e mandando in confusione i cittadini, che si stanno facendo false aspettative“. L’avvocato Marco Festelli, componente del direttivo nazionale di Confconsumatori, sta coordinando le azioni a tutela dei risparmiatori danneggiate dall’operazione “Salva Banche”.
“Andiamo con ordine – spiega Festelli – Innanzitutto non vi è differenza tra obbligazioni già azzerate e obbligazioni rimaste in essere presso la bad bank. Infatti queste saranno soddisfatte, in moneta fallimentare, se la liquidazione della bad bank riuscirà a soddisfare tutti gli altri CREDITI; sono quindi collocate nel passivo della banca addirittura dopo i chirografari. In buona sostanza anche questi non prenderanno neanche un centesimo, siamo pronti a scommetterci“.
Per i bond già azzerati si parla di uno stanziamento di 80 milioni (ma solo Etruria ha emesso obbligazioni per 274 milioni) quindi la possibilità di recupero e minima e, a quello che pare, anche complessa. Si parla di un arbitrato per accertare se ci sono state violazioni e accedere a questo pseudo fondo statale o parabancario di solidarietà.
“Quello che non si dice – avverte Festelli – è che la New Company è subentrata in toto in tutta l’attività bancaria (articolo 2555 c.c.) della precedente banca, sicché se nella conclusione od esecuzione di contratti bancari l’azienda ha arrecato un danno, questo danno deve essere risarcito dalle Nuove Banche. L’unica seria speranza ad oggi per i consumatori/risparmiatori è quella di far accertare e dichiarare, nella fase della vendita dei titoli, la violazione degli articoli 21 e 23 del TUIF con conseguente ristoro del danno. Si tratta infatti di prodotti ad alto rischio e strumenti finanziari complessi e strutturati che, oggi, finalmente Banca d’Italia ammette che non sono e non erano idonei alla clientela “retail” ma da piazzare esclusivamente a speculatori, investitori istituzionali e professionali“.
Confconsumatori sta raccogliendo i documenti dei risparmiatori danneggiati in tutta Italia, con l’intenzione di procedere il prima possibile con un primo procedimento di mediazione contro le Nuove Banche.
“Se il Governo – conclude l’avvocato Festelli – intende veramente agire nell’interesse dei risparmiatori e del risparmio (al fine di riportare fiducia) ha un solo unico modo: in sede di conversione al D.L. 183 apportare un emendamento in base al quale in sede di crisi bancaria il Commissario non si avvale della clausola subordinata delle obbligazioni cedute a persone fisiche con trasferimento delle stesse alla nuova banca“.
Chi desidera ricevere assistenza può rivolgersi agli sportelli territoriali di Confconsumatori o compilare il modulo qui sotto.
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“Salva Banche”: che succede se il titolo è azzerato Sul sito di Confconsumatori l’elenco dei titoli azzerati dal “Salva Banche” «Pronti alle cause se passerà il decreto che abbiamo chiesto di modificare»
Parma, 30 novembre 2015 – Confconsumatori si è messa a disposizione dei 130 mila azionisti e dei circa 10 mila obbligazionisti che hanno forzosamente contribuito con tutti i loro risparmi, ora volatilizzati, al salvataggio predisposto da Governo e Bankitalia di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti. Il decreto “Salva Banche” potrebbe confluire nell’iter della Legge di Stabilità, anche se Confconsumatori ha già espresso al Governo la propria contrarietà all’operazione chiedendo la modifica del decreto prima di arrivare alla pioggia di cause.
Il decreto “Salva Banche”, infatti, ha scaricato 4 miliardi di costi sul sistema del credito e anche su azionisti e obbligazionisti subordinati, questi ultimi in tanti casi non erano a conoscenza del livello di rischio del titolo acquistato. Tra chi ha sottoscritto obbligazioni secondarie occorre fare un ulteriore distinguo. Per i titoli subordinati “esclusi dalla cessione” la Banca d’Italia ha previsto che possano essere soddisfatti in futuro, previa soddisfazione di tutti gli altri creditori, non subordinati, della vecchia banca. I titoli “oggetto di riduzione” sono stati invece azzerati, come le azioni.
Di seguito l’elenco dei codici Isin interessati dal provvedimento “Salva Banche” (fonte Banca d’Italia):
| Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio | TITOLI OGGETTO DI RIDUZIONE IT0004931405 IT0004119407 IT0004966856 IT0004281504 | TITOLI SUBORDINATI ESCLUSI DALLA CESSIONE: IT0004657786 IT0004539786 IT0004350515 IT0005031395 |
| Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti | TITOLI OGGETTO DI RIDUZIONE IT0004659477 IT0004659717 IT0004659725 | TITOLI SUBORDINATI ESCLUSI DALLA CESSIONE IT0004556327 IT0004923659 IT0004811573 IT0004824873 |
| Banca delle Marche | TITOLI OGGETTO DI RIDUZIONE IT0004743735 IT0004743727 IT0004744725 | TITOLI SUBORDINATI ESCLUSI DALLA CESSIONE IT0004867781 IT0004880933 XS0302580880 |
| Cassa di Risparmio di Ferrara | TITOLI OGGETTO DI RIDUZIONE IT0004064538 IT0004119605 | TITOLI SUBORDINATI ESCLUSI DALLA CESSIONE IT0004291891 |
Che fare allora se si verifica di avere acquistato uno dei titoli subordinati azzerati o un’azione? «Sia azionisti che possessori di obbligazioni non ordinarie potrebbero trovare tutela, – chiarisce Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori – facendo valere i mezzi utilizzati dai risparmiatori contro le banche, con l’unica precisazione che gli azionisti devono essere non meri sottoscrittori, ma acquirenti di un titolo già emesso. L’art. 1 del decreto “Salva Banche” (d.l. n. 183/14) prevede che alle c.d. nuove banche possano essere trasferiti azioni, partecipazioni, diritti, nonché attività e passività delle vecchie banche ai sensi dell’art. 43 d.lgs. n. 180/15. Essendo ciò stato fatto dal Ministero del Tesoro per tutte le quattro banche, anche azionisti e obbligazionisti potranno trovare tutela».
Confconsumatori sta ricevendo risparmiatori danneggiati. «Occorre valutare caso per caso la modalità di vendita adottata dalla Banca – avvertono i legali dell’associazione – spesso si tratta di strumenti finanziari complessi che non avrebbero dovuto essere venduti a piccoli risparmiatori. Oltretutto il “piazzamento” di tali titoli doveva essere preceduto da uno specifica informativa sull’elevato rischio dell’investimento, in assenza della quale è possibile contestare la validità dell’acquisto».
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“Salva Banche”: Confconsumatori scrive al Governo Confconsumatori scrive a Renzi, Padoan e Visco per chiedere la modifica dei decreti prima di arrivare alle cause: «Affinché torni la fiducia nelle istituzioni»
Parma, 27 novembre 2015 – L’operazione “Salva Banche” è ricaduta pesantemente sulle spalle di oltre 100 mila piccoli risparmiatori titolari di azioni e obbligazioni subordinate dei quattro Istituti salvati dal default: Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti. Questa mattina Confconsumatori, che ha già iniziato a ricevere i risparmiatori danneggiati, ha inviato una lettera, firmata dalla presidente dell’associazione Mara Colla e indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, al Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e al Presidente del Cncu presso il Mise Simona Vicari.
Nel testo della lettera, Mara Colla ha ricordato i precedenti, e tristemente noti, casi di “risparmio tradito” che, evidentemente, non hanno insegnato abbastanza e ha ribadito l’urgenza di garantire al Paese due priorità non più rimandabili: vigilanza attiva ed educazione finanziaria dei cittadini. In conclusione Confconsumatori chiede che il Governo faccia un passo indietro, di responsabilità, rispetto all’operazione “Salva Banche”. «Prima che le vicende relative al salvataggio delle banche in oggetto approdi, come di consueto, nelle aule di giustizia, – conclude la lettera di Mara Colla – chiediamo formalmente che vengano modificati i decreti di cessione all’ente ponte e che le nuove Banche (nonché i futuri proprietari) si facciano carico di assolvere alle obbligazioni subordinate in questione. E questo perché i cittadini possano avere fiducia nelle Istituzioni, nelle leggi che emanano, nel rispetto della Costituzione e dell’art. 41 in particolare».
Intanto continua la pioggia di richieste agli sportelli territoriali di Confconsumatori e le segnalazioni da parte dei risparmiatori danneggiati, raccolte anche tramite il modulo online qui sotto.
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“Salva Banche”: intollerabile sacrificio di risparmiatori L’ennesimo caso di “risparmio tradito”. Confconsumatori: «Daremo battaglia per i risparmiatori, ma servono educazione finanziaria e vigilanza reale»
Parma, 26 novembre 2015 – Governo e Bankitalia hanno predisposto in tempi da record il salvataggio da 3,6 miliardi di 4 banche in dissesto, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti; un’operazione che per l’ennesima volta, penalizza soprattutto i piccoli risparmiatori. «Le conseguenze del salvataggio – dichiara Mara Colla presidente nazionale di Confconsumatori – riguardano soprattutto gli azionisti delle 4 banche, ben 130 mila, e i 15 mila titolari di bond subordinati che hanno di fatto forzosamente contribuito al salvataggio delle banche con i loro risparmi, ora volatilizzati. Ora, come facciamo ormai da oltre 10 anni, lavoreremo per restituire ai cittadini il “maltolto” ma la domanda sorge spontanea: come è stato possibile arrivare a questo punto? Cosa ha fatto finora Bankitalia? C’è da augurarsi che la Bce sia più vigile. E, ancora, era davvero inevitabile penalizzare i piccoli risparmiatori, tanti dei quali non si erano resi conto di essere a rischio? In Italia non possiamo più rimandare due priorità: vigilanza ed educazione finanziaria».
Sul sito nazionale, oltre all’elenco degli sportelli territoriali, Confconsumatori ha messo a disposizione dei risparmiatori danneggiati un modulo online, compilabile gratuitamente e senza alcun impegno, per ricevere informazioni e aggiornamenti sulle iniziative che l’associazione intende intraprendere.
Infatti il salvataggio, accelerato per evitare la mannaia del “Bail in”, ha danneggiato non solo gli azionisti anche alcuni obbligazionisti. «Bankitalia – commenta l’avvocato Marco Festelli, componente del Consiglio direttivo di Confconsumatori – ha decretato la trasformazione delle obbligazioni subordinate (emesse principalmente dall’anno 2011 in poi) in capitale, azzerandone il valore e l’esigibilità. Per tanti obbligazionisti di Banca Etruria, per esempio, si tratta di una sconcertante scoperta: erano convinti di aver acquistato un titolo remunerativo e hanno visto sfumare tutto il loro investimento con il dissesto della Banca, una condizione, quest’ultima, prevista dall’emittente del titolo. Ciò, va precisato, vale solo per le obbligazioni subordinate e non per le altre obbligazioni che saranno soddisfatte dalla nuova società».
Insomma gli azionisti delle quattro banche e solo alcuni dei titolari di bond subordinati, potrebbero riavere qualcosa solo se la c.d. “Bad Bank”, cioè le vecchie banche rimaste in piedi, riceverà qualcosa dai propri debitori. Per questo Confconsumatori sta predisponendo battaglie legali per ottenere ristoro dalle perdite dei piccoli risparmiatori, specie per i titolari di obbligazioni subordinate. «Occorre valutare caso per caso la modalità di vendita adottata dalla Banca – avvertono i legali di Confconsumatori – per verificare se l’acquisto può considerarsi inadeguato o concluso in mancanza del rispetto dei doveri informativi e di altri passaggi formali».
- Novembre, 26
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