Bari, 31 gennaio 2019 – Il comitato pugliese a difesa dei risparmiatori di Banca Popolare di Bari, alla luce delle recenti anticipazioni trapelate dalla stampa sul futuro della banca, ribadisce l’importanza del coinvolgimento dei soci e formula precise richieste al Governo e alla Banca e alle Autorità di vigilanza. Di seguito il comunicato integrale del comitato.
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Obelisco: Confconsumatori ottiene primi rimborsi Titoli “sicuri” che crollano dell’80%: Confconsumatori confida nell’intervento di Poste ma intanto avvia i ricorsi all’Arbitro presso Consob
Parma, 5 ottobre 2018 – Molti risparmiatori stanno assistendo, inesorabilmente, alla drastica riduzione del valore delle loro quote del Fondo Immobiliare chiuso denominato “Obelisco”. Si stimano perdite per l’80% del capitale investito, per questo Confconsumatori si è attivata per offrire da subito assistenza ai consumatori. In particolare, come illustrato di seguito, tramite i ricorsi all’ACF, l’associazione ha già ottenuto esiti transattivi positivi che hanno visto i risparmiatori recuperare tutta la loro perdita. «Si tratta dell’ennesima drammatica vicenda di “risparmio tradito” – afferma Mara Colla, Presidente di Confconsumatori – confidiamo che, prima di tutto, Poste Italiane S.p.A., che ha collocato le quote del Fondo Obelisco anche presso la propria clientela, garantisca, così come ha già correttamente fatto in passato, un adeguato ristoro per i sottoscrittori delle quote del Fondo Obelisco».
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Popolare di Bari: serve una legge Dopo il crollo delle azioni e la sanzione di Consob il comitato delle associazioni dei consumatori presenta un disegno di legge a tutela degli azionisti
Bari, 5 ottobre 2018 – Come noto il prezzo di vendita delle azioni della Banca Popolare di Bari è sceso dal massimo storico di 9,53 a 2,38 euro, con una perdita secca di circa il 75% per chi aveva comprato a prezzo pieno. Questa perdita, come noto, ha allarmato la moltitudine dei circa 70.000 azionisti, impauriti dalla possibilità di perdere quasi integralmente il loro capitale.
Dinanzi a questo peggioramento della situazione, da due anni il Comitato ha già attivato tutti gli strumenti di reazione possibili: azioni dinanzi all’Arbitro delle Controversie Finanziarie ed al Tribunale, che ad oggi hanno visto i risparmiatori ottenere decisioni favorevoli nei confronti delle banche; affiancamento dei risparmiatori in esposti presso Banca d’Italia, Consob e la Procura della Repubblica. In via stragiudiziale, il Comitato ha esercitato un pressing per ottenere dalla BPB un fondo di solidarietà, mutui per azionisti in difficoltà, quotazione su un mercato secondario trasparente.
Oggi è giunta la notizia che la Consob ha formalmente sanzionato la banca ed i suoi vertici per le seguenti ragioni: a) per le modalità di determinazione del prezzo delle azioni durante gli aumenti di capitale varati nel 2014 e nel 2015; b) per omissioni di informazioni nei prospetti informativi di quel periodo; c) perché molti clienti a cui sono state vendute le azioni in quegli anni presentavano un portafoglio inadeguato; d) per carenze procedurali ed errori operativi nella gestione degli ordini di vendita quando vi era ancora il mercato interno.
Tali sanzioni rafforzano giuridicamente le ragioni degli azionisti che intendano agire per recuperare il loro investimento.
A questo punto, riteniamo comunque indispensabile e non più rinviabile un intervento legislativo di tutela degli azionisti della BPB, ma anche ovviamente di tutte le altre banche popolari che abbiano i loro azionisti nelle medesime condizioni. Si propone pertanto pubblicamente un disegno di legge che abbia, in estrema sintesi, i seguenti contenuti: L’art. 12 comma 7 del T.U.B. riconosce espressamente alle banche la facoltà di emettere prestiti non rimborsabili (oppure rimborsabili solo previa autorizzazione della Banca d’Italia). Con questo provvedimento si consentirebbe ai portatori di azioni (illiquide, non quotate e svalutate) di convertirle in obbligazioni irredimibili, ossia non rimborsabili, che garantiscano però agli azionisti che oggi non riescono a vendere le azioni detenute: 1) sia un rendimento piccolo ma certo (non inferiore al 2% annuo) in quanto garantito anche da apposita polizza assicurativa ; 2) sia un titolo che sia appetibile e quindi scambiabile sul mercato, in quanto appetibile per le sue caratteristiche di strumento di risparmio e non certo di investimento a rischio.
In calce è scaricabile il testo integrale della proposta di legge e della relazione di accompagnamento.
Il Comitato proporrà a tutte le forze presenti in Parlamento l’adozione di tale normativa, anche al fine di richiamare alle proprie responsabilità le Istituzioni politiche e tecniche, che sino ad oggi sono rimaste tutte silenti.
Il Comitato con tutte le Associazioni di consumatori componenti ed altre ancora che hanno manifestato la volontà di affiancare il lavoro sin qui svolto, convoca un incontro pubblico, nel corso del quale saranno descritti ai soci tutte le azioni che si stanno svolgendo in sede civile, penale, dinanzi alle Autorità di Vigilanza e da oggi anche in campo legislativo. L’incontro è organizzato insieme alla Camera Arbitrale e della Mediazione di Bari e si svolgerà presso la Camera di Commercio di Bari, Corso Cavour n.2, martedi 30 ottobre alle ore 16.
Il COMITATO: Adusbef (Avv. Vincenzo Laudadio), Adiconsum (Vincenzo Riglietta), Assoconsum (Dott. Francesco Decanio), Codacons (avv. Alessandro Amato), Codici (Prof. Canio Trione), Confconsumatori (Avv. Antonio Pinto), Unione Nazionale Consumatori (Dr. Andrea Cardinale).
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Dal Consob Day: “Strumenti nuovi per ridare fiducia” L'intervento di Pinto di Confconsumatori a nome del CNCU sulle novità per gli investimenti: "Risparmiatori sfiduciati, servono strumenti nuovi"
Milano, 11 giugno 2018 – L’avvocato Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia, è intervenuto oggi al Consob day, in qualità di rappresentante di tutte le associazioni di consumatori della Consulta Nazionale dei Consumatori e Utenti (CNCU). Durante il suo intervento, particolarmente apprezzato dai presenti, Pinto ha parlato di novità regolamentari in materia di servizi di investimento per i risparmiatori. La relazione ha riguardato, in particolare, tre punti:
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Banca Popolare di Bari: 4 ricorsi accolti dall’Acf Tutti accolti i primi quattro ricorsi presentati dai legali di Confconsumatori e del Comitato degli azionisti: la banca dovrà risarcire i risparmiatori
Bari, 9 marzo 2018 – Sono stati tutti accolti i primi quattro ricorsi presentati all’Arbitro per le Controversie Finanziarie in Consob dai legali di Confconsumatori e del Comitato degli azionisti della Banca Popolare di Bari, avvocati Antonio Pinto ed Antonio Amendola. L’Acf ha dichiarato che nelle vicende prospettate vi erano state plurime violazioni – da parte della banca – della normativa in materia di prestazione dei servizi d’investimento.
Fra i vari punti delle motivazioni, appare importante l’affermazione (contenuta nella Decisione n.300 del 28.02.18), secondo cui la mera consegna o la dichiarazione del cliente di aver preso visione dei documenti, non si traduce in via automatica nell’adempimento da parte della banca degli obblighi informativi, previsti dagli artt. 31 e 32 del Regolamento Consob 2007.
Secondo l’Arbitro: “Per contro, gli obblighi informativi degli intermediari verso i propri clienti si inseriscono in un quadro normativo la cui pietra angolare risiede proprio nella capacità di “servire al meglio l’interesse” del cliente, adattando la prestazione erogata in ragione delle specifiche caratteristiche del contraente (esperienza, conoscenza, obiettivi di investimento, situazione patrimoniale)”.
Il Collegio arbitrale ha quindi condannato la Banca Popolare di Bari a risarcire gli azionisti del danno subito. Il danno è stato calcolato nella differenza fra la somma che gli azionisti avevano pagato per comprare le azioni (rivalutata dall’epoca dell’investimento ad oggi), ed il valore presumibile di smobilizzo dell’azione sul mercato secondario Hi-MTF (oggi, ad esempio, lo scambio dell’azione è ad euro 5,70). Il tutto oltre interessi legali.
La presidente di Confconsumatori, Mara Colla, ha ricordato come “Il lavoro congiunto svolto da sette associazioni del territorio, fra le quali vi è anche Confconsumatori, che si sono riunite in un Comitato unico per la tutela degli azionisti della banca, rappresenta un buon esempio di prassi efficace per tutelare al meglio le ragioni dei risparmiatori”.
Il prossimo passaggio atteso dai circa 70mila azionisti è quello della decisione della Corte Costituzionale, che dopo l’udienza del 20 marzo prossimo, dovrà decidere se la banca è obbligata o meno a trasformarsi in S.p.A. e, nell’ipotesi affermativa, se sussista il diritto degli azionisti a recedere dalla compagine societaria, chiedendo il rimborso del valore dei titoli azionari posseduti.
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Consob sanziona BPV L'ultimo tassello per comprovare che la banca aveva bilanci non veritieri e il prezzo delle azioni era gonfiato: ora via alle cause civili
Parma 10 maggio 2017 – Lo scorso tre maggio, scorso la Consob ha reso noto sul suo sito di aver sanzionato Banca Popolare di Vicenza, all’esito di una lunga istruttoria, per la non correttezza di una serie di informazioni fornite al mercato negli anni 2013, 2014 e 2015. Vedi il comunicato stampa e il testo della Delibera di Consob.
In particolare, la Consob ha comunicato di aver comminato a Banca Popolare di Vicenza e agli ex amministratori e componenti del Collegio sindacale, una sanzione complessiva di 9,14 milioni di euro per violazioni commesse dai vertici aziendali tra l’aprile 2011 e l’aprile 2015. La Consob ha accertato che la banca vicentina ha violato le discipline in materia di regole di condotta degli intermediari nei confronti della clientela, di prospetto, di offerte al pubblico e di informazione societaria.
I comportamenti illeciti, spiega Consob nella nota che descrive il primo dei provvedimenti sanzionatori, risultano essere «frutto di scelte aziendali riconducibili, secondo i rispettivi ruoli e responsabilità ai principali livelli decisionali e di controllo interno della banca». Nel dettaglio, Consob contesta alla banca informazioni al pubblico non corrette o incomplete in merito al valore delle azioni e relativamente agli aumenti di capitale del 2013 e del 2014 e all’evoluzione della compagine sociale.
Tanto premesso, questi documenti e le relative sanzioni Consob, rappresentano l’ultimo tassello formale, oltre ai documenti già acquisiti in precedenza, inerenti le ispezioni di BCE e Banca d’Italia (anch’esse con contenuti favorevoli agli azionisti), per comprovare che la banca aveva bilanci non veritieri e il prezzo delle azioni era gonfiato.
A questo punto, dopo l’acquisizione di questa ulteriore e importante documentazione probatoria sulle condotte illegittime tenute dalla Banca negli anni passati, per tutti coloro che non hanno inteso aderire alla transazione, Confconsumatori procederà con l’avvio delle cause civili nei confronti della banca per il recupero delle somme investite nell’acquisto delle azioni.
Chi fosse interessato potrà rivolgersi alle sedi territoriali di Confconsumatori (compilando il modulo in calce) che provvederà ad inserirlo nei giudizi che si andranno ad instaurare presso il Tribunale.
Ai fini della solvibilità della banca comunichiamo che è altresì ormai chiaro e delineato il procedimento di salvataggio di BPVI: esso prevede prima una fusione con Veneto, con conseguente doloroso taglio di costi (dipendenti e chiusura filiali). Cessioni di asset importanti che porteranno liquidità immediata (ad es. la quota detenuta da BPVI nel Fondo Arca, nonché rilevanti pacchetti di crediti deteriorati). Punto fondamentale sarà anche la ricapitalizzazione per 2,2 miliardi euro garantiti dallo Stato con proprie emissioni obbligazionarie. Attualmente è in corso il confronto tra la Popolare di Vicenza e le autorità europee, il Tesoro e la Bce. La BPVI quindi punta ad ottenere dalle autorità europee il via libera ad utilizzare gli aiuti di Stato già prima dell’estate, entro fine giugno.
Per avere informazioni e aggiornamenti sul Caso BPV invitiamo a compilare il modulo online qui sotto, in alternativa è possibile rivolgersi direttamente alle sedi territoriali di Confconsumatori o scrivere un’e-mail a risparmio@confconsumatori.it
- Maggio, 10
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