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Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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TAG: Eurovita

Eurovita: Confconsumatori chiede incontro con Ivass e il Commissario Santoliquido I cittadini titolari di polizze meritano chiarezza, e una seria gestione dei reclami. Gli intermediari valutino un tavolo di conciliazione

Parma, 24 marzo 2023 – Da fonti di stampa autorevoli si apprende che Ivass avrebbe avanzato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la richiesta di avviare l’istruttoria per ammettere la compagnia assicurativa Eurovita all’amministrazione straordinaria. Per i clienti, questa procedura – della durata di un anno, e rinnovabile per un secondo anno – comporterebbe la proroga del blocco dei riscatti delle polizze, iniziato lo scorso febbraio a seguito del commissariamento della compagnia. A tutela dei cittadini, Confconsumatori chiede pubblicamente di potersi confrontare con Ivass e il commissario Santoliquido.

CHIAREZZA PER I RISPARMIATORI

Visto l’approssimarsi della scadenza del 31 marzo, in cui terminerà il provvedimento che interrompe i riscatti, Confconsumatori chiede che l’Ivass e il Commissario di Eurovita, Alessandro Santoliquido, convochino un incontro con tutte le Associazioni dei consumatori rappresentate nel CNCU per fornire le informazioni essenziali sulla vicenda. Confconsumatori considera positivo l’intervento dell’Ivass che ha agito razionalmente e tempestivamente per bloccare riscatti massivi che avrebbero generato minusvalenze per la Compagnia e perdite per tutti i risparmiatori Eurovita. Tuttavia, ad oggi i risparmiatori si trovano di fronte a una carenza di informazioni che deve essere colmata. Non è possibile, inoltre, lasciare sole le Associazioni dei consumatori che, responsabilmente, in questi due mesi hanno – insieme soltanto agli organi di stampa – fatto da scudo cercando di fornire risposte vere e tecnicamente fondate, rispetto alle numerosissime richieste di informazioni e alle legittime preoccupazioni dei risparmiatori.

Secondo il presidente di Confconsumatori avvocato Marco Festelli: “Le risposte che chiediamo sono quantomeno quelle inerenti tre aspetti essenziali: 1) trasparenza sulla effettiva situazione patrimoniale della Compagnia; 2) se esiste un piano di salvataggio, quali tempi prevede e che tipo di sacrifici si intende richiedere ai clienti; 3) quali sono le disponibilità degli intermediari distributori, che nella vicenda hanno responsabilità contrattuali verso i sottoscrittori di polizze. L’unico modo serio per evitare il panico è dare chiarezza ai risparmiatori coinvolti; dopo due mesi di blocco dei riscatti non è più il tempo di generiche rassicurazioni. La chiarezza sui mercati si realizza anche coinvolgendo le Associazioni che sono i soggetti istituzionalmente dedicati alla tutela dei risparmiatori e possono fare da cinghia di trasmissione rispetto a ciò che sta accadendo e non sono in conflitto di interessi, come naturalmente è per gli intermediari distributori”.

RECLAMI E CONCILIAZIONE

Per l’avvocato Antonio Pinto, esperto del settore bancario e assicurativo dell’Associazione: “Alla luce di tale novità chiediamo al Commissario di Eurovita di irrobustire e riorganizzare un ufficio reclami vero, che non si limiti a risposte stereotipate e prive di concretezza, ma sia in grado di prendere in carico effettivamente i reclami e di interfacciarsi con gli uffici interni per risolvere almeno le problematiche che possono essere gestite (ad esempio quelle aventi ad oggetto polizze che sono nel perimetro della liquidabilità fissato da Ivass). Alle banche distributrici delle polizze chiediamo invece di valutare l’opportunità di costituire un tavolo di conciliazione per affrontare almeno i casi che documentalmente si comprovino più urgenti”.

CHIEDERE LA DOCUMENTAZIONE

Ricordiamo inoltre ai cittadini coinvolti l’importanza di ottenere le copie dei propri contratti: “Appare utile che i risparmiatori chiedano agli intermediari distributori delle polizze Eurovita – ribadisce l’avvocato Pinto – la documentazione contrattuale completa per verificare la natura e le modalità di esercizio dei loro diritti di credito verso la Compagnia, nonché – per le polizze che hanno come sottostante prodotti finanziari – provvedano a costituire in mora la banca venditrice e interrompere i termini prescrizionali, ove siano state violate le norme di tutela in materia di obblighi informativi e di adeguatezza fra rischio del prodotto venduto e profilo di rischio effettivo del cliente. In tal caso, infatti, sarà possibile chiedere l’inadempimento contrattuale della banca venditrice e il risarcimento del danno subito rispetto alla somma investita”.

Confconsumatori continuerà a seguire la vicenda che coinvolge circa 400.000 clienti risparmiatori con quasi 19 miliardi di euro di patrimonio in gestione presso la Compagnia e invita chi ha investito in polizze Eurovita a contattare le proprie sedi sul territorio: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

 

  • Marzo, 24
  • 2142
  • Assicurazioni, Risparmio e Investimenti
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Eurovita: perché richiedere copia dei contratti Dopo il versamento di Cinven, Confconsumatori invita alla calma: richiedere copia dei contratti per avere consapevolezza sui rischi eventuali

Parma, 22 febbraio 2023 – Sono tantissimi i titolari di polizze Eurovita confusi e preoccupati per il commissariamento della Compagnia. Confconsumatori, nel confermare la fiducia nell’azione di Ivass e nella possibilità che la vicenda si risolva positivamente, ritiene che, al momento, nessuna azione giudiziale avrebbe alcun senso. Tuttavia, poiché gli eventuali rischi si differenziano in base al tipo di polizza acquistata, è consigliabile richiedere una copia del contratto per avere piena consapevolezza della propria posizione e delle tutele previste in caso (ad oggi molto remoto) di liquidazione coatta amministrativa. Infine, l’associazione ricorda che, oltre alle tutele previste dal Codice delle Assicurazioni, esiste sempre la possibilità di valutare la correttezza dell’operazione di acquisto per coloro che hanno comprato tramite intermediario.

SEGNALI POSITIVI PER I RISPARMIATORI – Per l’avvocato Antonio Pinto, responsabile del settore assicurativo di Confconsumatori: «L’intervento dell’Ivass è garanzia che si faccia chiarezza sulla reale situazione patrimoniale di Eurovita. È probabile che si trovi una soluzione positiva con la ricapitalizzazione della Compagnia, vista anche la notizia odierna del versamento di 100 milioni di euro dal socio Cinven in aumento capitale. Il fatto che gli attivi a copertura siano di poco inferiori alla soglia minima imposta da Solvency significa che i mezzi patrimoniali della compagnia sono ancora positivi. Ivass chiede che i livelli patrimoniali vengano alzati per tollerare rischi futuri, ma comunque oggi gli attivi patrimoniali che risultano dal bilancio appaiono sufficienti a fronteggiare i passivi».

NIENTE PANICO, MA CONSAPEVOLEZZA – Gli sportelli di Confconsumatori sono presi d’assalto da richieste di titolari di polizze Eurovita, comprensibilmente preoccupati e, spesso, confusi. «Invitiamo a non farsi prendere da un panico ingiustificato – avverte il presidente di Confconsumatori Marco Festelli – di certo non ha senso giuridico, oggi, avviare cause contro nessuno. Una cosa che invece appare utile è quella di richiedere a chi ci ha venduto la polizza, la documentazione contrattuale completa, così da avere piena consapevolezza di quello che si è firmato e di quale sia il contenuto effettivo della polizza. Questo consente di avere già i dati utili per il futuro qualsiasi cosa accada. Inoltre, sulla base dei documenti di contratto si potrà verificare se la propria polizza rientra fra quelle escluse dal perimetro della sospensione dei riscatti come le polizze previdenziali ramo I, quelle per eventi di rischio già realizzato, o scadute prima del 6 febbraio, che possono essere già oggi escusse senza nessun problema». In tal senso, Confconsumatori ha predisposto modelli di lettera reclamo per i propri associati, con cui richiedere i documenti contrattuali completi.

POLIZZE PREVIDENZIALI RAMO I – Si tratta dei prodotti più sicuri e fuori dal perimetro della sospensione dei riscatti. Infatti, nell’ambito di Piani Individuali Pensionistici o Fondi pensione aperti (in base al D. Lgs. 5.12.05 n.252, art.4) possono essere usate polizze assicurative vita di ramo I per costituire i fondi pensione istituiti da Compagnie assicurative. «In tal caso, – spiega Antonio Pinto – queste polizze possono avere la struttura di un patrimonio separato e autonomo a cui si applica l’art. 2117 Cod. Civ. e, quindi, quei fondi non sono per nulla aggredibili dai creditori della Compagnia e sono vincolati a ripagare i sottoscrittori delle polizze vita con contenuto previdenziale».

POLIZZE VITA RAMO I E III – Per le polizze vita ramo I, sia pure investite in gestioni separate, così come per le ramo III (polizze unit linked e index linked che investono in prodotti finanziari) occorre chiarire che la separazione dal patrimonio della Compagnia è solo contabile, ossia non vi è un’autonomia patrimoniale della gestione separata, per cui gli attivi a copertura degli obblighi verso gli assicurati rientrano nel patrimonio complessivo della Compagnia. In caso di liquidazione coatta amministrativa tali investitori avrebbero la priorità, subito dopo le spese della procedura stessa, in proporzione alle riserve matematiche accantonate dalla Compagnia. Come spiega Antonio Pinto: «Il vantaggio sia per i risparmiatori che hanno una polizza vita investita in una gestione separata (ramo I) o in una polizza vita di natura finanziaria (ramo III) è che godono di una priorità sancita dal Codice delle Assicurazioni in caso di liquidazione coatta amministrativa (ad oggi però non sussistono i presupposti) in base agli art. 258 e 260 del Codice delle Assicurazioni. Questo dato è positivo ma, per correttezza e completezza, deve esser considerato anche che all’art.258 comma 6 del Codice è chiarito che al pagamento dei crediti dei titolari di polizze vita va anteposto il pagamento di tutte le spese sostenute nel periodo della procedura di LCA, come ad es. gli stipendi dei dipendenti, i compensi degli organi e dei professionisti che lavorano durante la procedura ed altre spese che sono in prededuzione rispetto a tutto il resto e quindi ovviamente incidono sul quantum delle restituzioni, visti anche i tempi lunghi di queste procedure».

LA RESPONSABILITA’ DEGLI INTERMEDIARI – Per chi non ha acquistato direttamente, poi, si ricorda che la Direttiva IDD del 2018 fissa espressamente le tutele per i clienti che comprano da un intermediario. «Peraltro, – spiega Antonio Pinto – la Giurisprudenza è univoca fin dal caso delle polizze con sottostante Lehman Brothers, nell’affermare che le polizze con sottostante prodotto finanziario vanno assimilate – quanto a tutela del cliente – ai clienti che comprano direttamente un prodotto finanziario e pertanto si applicano le norme di tutela anche a loro, con la conseguenza che andrà verificato se l’intermediario ha rispettato gli obblighi informativi e di adeguatezza. Sulla base di quanto innanzi, il risparmiatore potrà inviare un reclamo alla banca o altro intermediario che gli ha venduto la polizza e costituirlo in mora interrompendo qualsiasi termine prescrizionale».

Confconsumatori continuerà a seguire la vicenda che coinvolge circa 400.000 clienti risparmiatori e invita chi ha investito in polizze Eurovita a contattare le proprie sedi sul territorio: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

 

  • Febbraio, 22
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Caso Eurovita: cosa devono sapere i risparmiatori Confconsumatori auspica una soluzione rapida a salvaguardia dei risparmiatori e ricorda le tutele previste in caso di danni: “A rischio la fiducia degli investitori”

Parma, 8 febbraio 2022 – In merito al commissariamento della Compagnia Eurovita, Confconsumatori invita gli assicurati ad attendere fiduciosi e auspica che possa essere individuata a breve una soluzione a salvaguardia dei risparmiatori. L’associazione, nel ricordare le tutele previste per questo tipo di investimenti, invita gli interessati a rivolgersi ai propri sportelli che garantiranno assistenza in caso di danni.

I FATTI – L’Ivass, Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, con provvedimento del 6 febbraio, dopo aver commissariato la Compagnia Eurovita S.p.A., ha disposto anche la sospensione della facoltà dei contraenti di esercitare i riscatti regolati dai contratti di assicurazione. La sospensione non si applica ai riscatti e alle anticipazioni di cui alle forme pensionistiche complementari e alle scadenze contrattuali o ai sinistri. Il provvedimento scade il prossimo 31 marzo e il Commissario avrà il delicato compito di individuare una soluzione che permetta ad Eurovita di rafforzarsi patrimonialmente, a tutela dei suoi clienti.

FIDUCIA NELL’AZIONE DI IVASS – Secondo l’avvocato Antonio Pinto, responsabile del settore assicurativo di Confconsumatori: “I clienti Eurovita devono – ad oggi – avere fiducia che il commissariamento della Compagnia ed il controllo di Ivass rappresentano la migliore opzione sia per fare chiarezza sull’effettiva situazione patrimoniale, sia per trovare una soluzione positiva. Confconsumatori auspica fortemente che, ad esempio, possa emergere un’altra Compagnia o soggetto finanziario capace di rafforzare il patrimonio di Eurovita, anche procedendo ad una acquisizione, a salvaguardia dei clienti e dell’intero sistema. Occorre a tutti i costi risolvere la vicenda, trovando una via ed un soggetto che possa ricapitalizzare Eurovita, per evitare il diffondersi di sfiducia da parte dei tanti risparmiatori che investono in polizze assicurative”.

ATTENZIONE AL TIPO DI POLIZZA – Il presidente di Confconsumatori Marco Festelli sottolinea: “E’ importante in queste ore ricordare che i clienti che hanno comprato le polizze Eurovita lo hanno fatto nella consapevolezza di investire in un prodotto finanziario a basso rischio, che spesso nel nome stesso si definisce come polizza vita, e quindi non siamo di certo dinanzi a speculatori. Tali polizze sono nella sostanza prodotti finanziari, investimenti che quindi hanno gradi di rischio diversi fra loro. Ad esempio, chi ha sottoscritto una polizza vita di ramo I, con investimento in una gestione separata non ha praticamente nessun rischio effettivo, mentre chi ha sottoscritto una polizza unit o index linked ha un rischio di subire una perdita, che è collegata anche alla sorte della Compagnia.”

QUALI TUTELE PER GLI INVESTITORI – In ogni caso, i risparmiatori devono sapere che, in ipotesi di eventuali futuri danni a loro carico, hanno tutti gli strumenti giuridici utili per tutelare le proprie ragioni nei confronti anche degli intermediari/banche che hanno venduto loro tali polizze. Infatti, dal 2018 grazie alla Direttiva europea IDD sulla distribuzione dei prodotti di investimento assicurativo, recepita nel nostro ordinamento anche con regolamenti Ivass di attuazione, esistono ormai stringenti obblighi a carico degli intermediari che distribuiscono tali prodotti finanziari, sia in termini di informative che di adeguatezza rispetto al profilo di rischio del cliente. Se la banca venditrice viola anche uno solo di tali obblighi, si configura un inadempimento contrattuale, con la conseguenza che la banca dovrà restituire la sorte capitale investita dal cliente.

Confconsumatori continuerà a seguire la vicenda che coinvolge circa 400.000 clienti risparmiatori e invita chi ha investito in polizze Eurovita a contattare le proprie sedi sul territorio: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Febbraio, 8
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