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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
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PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: phishing

Postepay e phishing: sottratti 2.400 euro a Brindisi Un nuovo servizio per accedere rapidamente ai propri dati creditizi, per prevenire segnalazioni negative e sanare rapidamente eventuali errori o contestazioni

Parma-Bari, 8 luglio 2020 – Sono davvero tanti, negli anni, i casi di truffe informatiche segnalati da Confconsumatori che riguardano possessori di carte e conti Postepay (Easy, Evolution, ecc.), l’ultimo registrato è ai danni di una brindisina che, rispondendo a un messaggio da parte di un mittente che si spacciava per “Poste Italiane”, si è vista sottrarre i dati personali e più di 2.400 euro che aveva sul conto corrente.

Le truffe informatiche non accennano a placarsi, nemmeno durante il periodo di lockdown, quando tutto il Paese si è fermato per emergenza sanitaria da Covid-19. Proprio durante questo periodo di chiusura totale una risparmiatrice di Brindisi, a fine aprile, ha ricevuto un sms sul numero di cellulare collegato alla sua carta Postepay Evolution in cui veniva invitata ad aggiornare i suoi dati personali per questioni di sicurezza e le venivano fornite le relative istruzioni da seguire. Convinta che si trattasse di un messaggio proveniente dal canale ufficiale di Poste, la signora ha seguito le indicazioni inserendo i suoi dati sensibili, non accorgendosi che, invece, dall’altra parte c’era un pirata informatico che le stava rubando, oltre ai dati personali, anche i soldi sul suo conto.

Qualche tempo dopo, in modo casuale, la consumatrice era venuta a conoscenza del prelievo non autorizzato di più di 2.400 euro sul suo conto corrente e si era immediatamente recata all’Ufficio postale per segnalarlo e bloccare la sua carta.

La risparmiatrice si è poi rivolta a Confconsumatori per chiedere assistenza nella richiesta di rimborso a Poste Italiane. «La responsabilità è da ascrivere visibilmente all’Azienda – ha affermato l’Avvocato Alessandra Taccogna, responsabile di Confconsumatori comunale Bari Capurso Triggiano – e, precisamente, al sistema di sicurezza adottato che appare del tutto insufficiente. A dimostrazione di questo, vi è il fatto che quello contestato non è l’unico episodio avvenuto ad oggi, in quanto diversi altri assistiti dall’associazione hanno subito la perdita di somme per gli stessi motivi. Ciò nonostante, Poste continua ad accendere conti correnti, senza avere adottato informative e strumenti che mettano in guardia il risparmiatore e ostacolino le truffe».

L’Associazione ricorda a tutti i cittadini di prestare molta attenzione a sms ed e-mail che rimandano a link o invitano a inserire i propri dati; invita, inoltre, a segnalare la ricezione di messaggi sospetti ai canali ufficiali di Poste e agli sportelli territoriali dell’associazione.

Link all’elenco completo delle sedi di Confconsumatori.

  • Luglio, 8
  • 3634
  • Dalle Sedi, Privacy e Protezione dei dati personali, Puglia, Risparmio e Investimenti, Telefonia
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Phishing e truffe online ad Avellino: tante le segnalazioni In Irpinia pioggia di mail e massaggi sospetti inviati allo scopo di rubare dati personali. Confconsumatori ha segnalato i casi alla Polizia Postale.

Avellino-Parma, 23 giugno 2020 – Dopo il periodo di chiusura totale per emergenza sanitaria da Coronavirus, sono aumentate in modo esponenziale le frodi informatiche ai danni dei consumatori. Lo dimostrano le numerose segnalazioni dei cittadini irpini arrivate alla sede di Confconsumatori di Avellino che raccontano della ricezione di e-mail, Pec e messaggi a scopi truffaldini.

Sono molte le società e gli enti per cui gli hacker informatici si spacciano in queste tentate truffe, al fine di acquisire credibilità agli occhi degli ignari utenti e spingerli così ad aprire in buona fede le mail che in realtà veicolano contenuti pericolosi: Eni gas & Luce, Aruba, Banca San Paolo, Poste Italiane, ma anche l’Inps e l’Agenzia delle Entrate.

«Si tratta di vere e proprie truffe – dichiara la responsabile di Confconsumatori Avellino Marta De Leucio – ideate allo scopo di rubare i dati personali, come il numero di carta di credito o le chiavi di accesso al servizio di home banking dei cittadini. I truffatori inviano false e-mail con il logo, il nome e il layout tipico della società o ente pubblico imitato, invitando il destinatario a cliccare su un link o ad aprire un allegato al solo fine di carpire informazioni riservate».

In questi giorni numerosi cittadini irpini lamentano, per esempio, la ricezione di una PEC che, apparentemente, sembra essere stata inviata dal Tribunale di Napoli ma che, in realtà, è una missiva contenente un malware di tipo Trojan che potrebbe essere in grado di rubare preziosi dati personali dal computer.

A tutela dei consumatori irpini è, pertanto, scesa in campo la Confconsumatori che ha segnalato alla Polizia Postale le numerose e-mail a carattere fraudolento.

L’Associazione invita dunque tutti i cittadini a continuare a segnalare la ricezione di e-mail o messaggi sospetti.

Link all’elenco completo delle sedi territoriali di Confconsumatori

  • Giugno, 23
  • 2333
  • Campania, Dalle Sedi, Internet, Pratiche commerciali scorrette, Privacy e Protezione dei dati personali
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Phishing evoluto via sms: due ventenni truffati Violati i canali ufficiali di comunicazione di Poste: due giovani della provincia di Latina hanno visto sfumare i propri risparmi

Parma, 21 giugno 2019 – Potremmo ribattezzarlo “Phishing 3.0”: una nuova minaccia non più via e-mail ma via sms, che riesce a insinuarsi nei canali ufficiali di comunicazione dell’Istituto di credito. In provincia di Latina Confconsumatori ha già registrato due casi identici di truffa operata a danno di due ventenni titolari di carte Postepay Evolution e che, dopo aver subito il furto di dati hanno subito prelievi non autorizzati per 3,2 mila e 1,3 mila euro. In entrambi i casi le comunicazioni “trappola” provenivano apparentemente dallo stesso mittente delle comunicazioni ufficiali di Poste Italiane, come dimostrano gli screenshot dei due truffati. Un phishing evoluto che merita grande attenzione.

I FATTI – Nel mese di marzo due giovani di 22 e 26 anni titolari di Postepay Evolution (abbinata a un Iban, molto diffusa tra i giovani) hanno ricevuto via sms, dal canale Posteinfo normalmente utilizzato da Poste per le comunicazioni relative al conto, un sms in cui si richiedeva “l’attivazione della nuova sicurezza web”, senza la quale avrebbero subito il blocco del conto. L’sms conteneva un link ad un sito in cui si richiedeva l’inserimento del numero della carta e del codice civ. I due giovani, spaventati dai successivi messaggi sempre provenienti dal canale “Posteinfo” in cui si leggeva “Abbiamo sospeso le sue utenze postali per mancata sicurezza web” o “Stiamo provvedendo al blocco della sua carta Postepay Evolution per mancata sicurezza web” hanno inserito i dati. A quel punto sono partiti i due prelievi di 3.296 € in un caso e di 1.330,50 € nell’altro. Entrambi i pagamenti sono andati a beneficio della stessa società Srl con sede a Milano, con la quale i due non hanno mai avuto alcun rapporto.


INTERVENTO DI CONFCONSUMATORI – I due giovani hanno chiesto aiuto a Confconsumatori Latina dopo aver sporto denuncia e dopo che Poste Italiane aveva già negato il rimborso. Il responsabile di Confconsumatori Latina, avvocato Franco Conte, sta lavorando per cercare di recuperare le cifre indebitamente sottratte, ma anche per prevenire altri casi analoghi. «È un caso particolare di phishing – commenta Conte – perché il canale utilizzato per l’approccio delle vittime è il canale sms “Posteinfo”, tanto che scorrendo la conversazione si leggono gli ordinari messaggi precedenti di Poste, corretti e sicuri. I ragazzi sono stati indotti in errore in conseguenza dell’affidamento che avevano riposto nel canale di comunicazione, evidentemente violato. Temiamo che la truffa possa essere molto diffusa sul territorio e quindi chiediamo ai consumatori che si riconoscano in questi fatti di segnalarcelo».

COME TUTELARE IL CONSUMATORE – Il consumatore in questi casi deve anzitutto assicurarsi che la carta venga bloccata per scongiurare ulteriori prelievi. Confconsumatori assisterà i consumatori danneggiati da questo tipo di phishing prima aiutandoli nella denuncia di furto ai Carabinieri, poi inviando un reclamo sia a Poste sia alla società beneficiaria dei prelievi. «Ci auguriamo di risolvere bonariamente la vicenda – commenta Conte – in virtù dei rapporti con Poste che ha attivato il protocollo di conciliazione paritetica. Qualora non fosse possibile, valuteremo altre strade come il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario o alla giustizia ordinaria. Segnaleremo il fatto anche all’Antitrust»

  • Giugno, 21
  • 10935
  • Lazio, Pratiche commerciali scorrette, Risparmio e Investimenti, Telefonia
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Online il numero di ottobre 2013 Come proteggere il proprio portafoglio? Tutto su tassi usurari, Mps, Fonsai, Bpm Convertendo

Parma, 26 novembre 2013 – E' online il numero di ottobre 2013 del periodico "Confconsumatori Notizie". 

Il numero, in una nuova veste grafica, fa il punto sulle attività realizzate nel corso dell'anno per proteggere il portafoglio di tanti risparmiatori e consumatori. I temi trattati sono molti: i tassi usurari ; i casi Fonsai , Monte Paschi di Siena e Bpm "Convertendo" ; i furti sui conti online e gli incontri di educazione finanziaria in collaborazione con il Consorzio Pattichiari.

Scarica gratuitamente il numero di "Confconsumatori Notizie" di ottobre 2013 cliccando QUI o sulla copertina:

Ottobre2013_copertina

Confconsumatori Notizie n.1 Ottobre 2013

  • Novembre, 26
  • 3091
  • Mutui, Patti Chiari, PERIODICO "CONFCONSUMATORI NOTIZIE", Risparmio e Investimenti
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Phishing: restituiti 600 euro a Roma Tre prelievi dal conto corrente non autorizzati: per L’ABF l’intermediario finanziario doveva adottare tutte le cautele necessarie

Roma, 4 novembre 2013 – Un nuovo caso di pirateria informatica si è risolto a Roma davanti all’Arbitro Bancario Finanziario, grazie all’intervento di Confconsumatori . Un consumatore, titolare di un conto corrente presso un intermediario finanziario, era rimasto vittima di un attacco di phishing e gli erano state sottratte, in tre momenti diversi, tre somme di denaro dalla carta di credito per un totale di circa 600 euro.

Il consumatore ha così bloccato la carta in questione e disconosciuto tali operazioni seguendo le modalità indicate dal gestore. Quest’ultimo però ha rifiutato il rimborso eccependo che le operazioni contestate erano state eseguite regolarmente o comunque come conseguenza della mancata custodia dei dispositivi personalizzati. Così il titolare del conto corrente, attraverso la Confconsumatori di Roma, si è rivolto all’Arbitro Bancario Finanziario dopo la risposta negativa dell’Istituto di credito, chiedendo di riconoscere la responsabilità di quest’ultimo nel non aver predisposto gli idonei sistemi di protezione contro le truffe perpetrate per via telematica. L’Abf ha accolto la richiesta di risarcimento richiesto unitamente alle spese di procedura.

« Quella dell’Arbitro Bancario Finanziario – l’avv. Barbara D’Agostino della Confconsumatori Roma che ha assistito il consumatore – è una decisione molto importante perché riconosce, accanto al dovere dell’utente di prestare sempre la massima diligenza nell’utilizzo dei propri codici di accesso al servizio di home banking, anche l’altrettanto fondamentale dovere di diligenza dell’intermediario finanziario nell’adozione di tutte le cautele necessarie per proteggere adeguatamente la clientela dal rischio sempre più frequente di truffe informatiche ».

  • Novembre, 4
  • 2508
  • Internet, Lazio
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Furti sul conto online: vittoria da 7 mila euro A Parma ancora una volta tutelato il diritto al risarcimento per il consumatore che si accorge di prelievi non autorizzati dal conto online

Parma, 18 settembre 2013 – Furti sul conto corrente online: dopo numerose pronunce ottenute davanti all’Arbitro Bancario Finanziario, Confconsumatori vince ancora, questa volta in Tribunale, e ottiene per una coppia un risarcimento da 7 mila euro. Nel 2008 due coniugi, che avevano attivato presso un Istituto di credito un sistema di home banking , si erano accorti, accedendo al proprio conto online di alcune disposizioni di pagamento non autorizzate per il valore di 5.910 € . Il furto era avvenuto senza che i due avessero mai comunicato a terzi la password necessaria per operare sul conto.

Il Tribunale, a cui i consumatori si sono rivolti su consiglio di Confconsumatori, ha condannato la banca a risarcire il danno, maggiorato degli interessi e della rivalutazione monetaria, così da arrivare a circa 7.100 € oltre le spese di lite . La banca è stata condannata sulla base dell’art. 1228 c.c., per non avere superato la “presunzione di colpa” e, dunque, non aver potuto dimostrare che le credenziali fornite al cliente fossero entrate in possesso di terzi per una condotta colposa del medesimo.

« Una sentenza fondamentale – dichiara l’avv. Giovanni Franchi , legale Confconsumatori, che ha difeso in giudizio i consumatori – che si colloca nell’ambito di un orientamento giurisprudenziale sempre più consolidato nella tutela dei correntisti che operano con sistemi di home banking. Si desume infatti dalla sentenza che nel gestire tale servizio la banca deve rispettare una diligenza professionale parametrata dal criterio dell'accordo bancario. E non è sufficiente che l’istituto fornisca la prova che non si sia registrato il tentativo di immissione di credenziali errate e che, conseguentemente, l’utilizzo dei codici di accesso e dei dispositivi sia da imputarsi ad un’acquisizione dei medesimi da parte di terzi. Il correntista – conclude Franchi – non ha l'obbligo di controllare in ogni momento le movimentazioni del suo conto , secondo la possibilità offertagli di servizio di home banking».

Per Mara Colla , presidente di Confconsumatori: «I clienti delle banche che operano col sistema di home banking, devono sapere che, se si accorgono di avere subito furti dal loro conto corrente per via telematica, possono rivolgersi all’associazione per ottenere la restituzione di quanto sottratto loro da terzi ».

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  • Settembre, 25
  • 3955
  • Emilia Romagna, Internet, sitoer
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
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Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
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Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

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