Brindisi, 9 aprile 2020 – In seguito alla decisione dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno a una risparmiatrice che aveva investito inconsapevolmente i propri risparmi in titoli della Veneto Banca attraverso l’intermediazione finanziaria della allora Banca Apulia s.p.a., successivamente incorporata per fusione ad Intesa San Paolo s.p.a.

Nel 2012 la risparmiatrice, priva di esperienza finanziaria, aveva investito parte dei propri risparmi in titoli della Veneto Banca, su suggerimento dai dipendenti della allora Banca Apulia, che le avevano prospettato questi titoli come sicuri, senza rischio per il capitale investito e che potevano essere disinvestiti in qualsiasi momento.

In un secondo momento la risparmiatrice aveva inviato un reclamo alla Banca, attraverso il coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore, ed alla risposta negativa della stessa aveva promosso un procedimento dinnanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, che si è concluso con la pronunzia emessa a inizio aprile 2020, con la quale è stato riconosciuto il diritto dell’azionista a ottenere il risarcimento integrale del danno patito.

Con questa decisione l’ACF della Consob ha accolto integralmente le richieste della risparmiatrice, assistita dall’avvocato Emilio Graziuso. «L’Arbitro per le Controversie Finanziarie –  spiega Emilio Graziuso, Responsabile del Coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore – così come sta avvenendo anche nelle procedure promosse nei confronti di Banca Popolare di Bari, ha accolto in pieno la linea difensiva che abbiamo individuato, riconoscendo la violazione della allora Banca Apulia, oggi Intesa San Paolo, degli obblighi informativi sulla stessa gravanti nonché dei principi di correttezza, diligenza e trasparenza».

Più in particolare l’Arbitro, così come si legge nella decisione, ha accolto le richieste della Ricorrente «potendosi ritenere provato che il resistente (la banca) abbia agito in violazione degli obblighi di diligenza, correttezza e trasparenza in materia di prestazioni di servizi di investimento. Peraltro, dalla documentazione in atti non emerge alcun elemento anche solo indiziario, che possa revocare in dubbio la fondatezza di quanto addotto dalla ricorrente».

Dal Coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore fanno sapere che la battaglia a tutela dei risparmiatori che hanno investito in titoli della Veneto Banca, anche attraverso Intermediari, è molto complessa ed articolata dati i vari fronti sui quali la stessa si svolge. Accanto, infatti, alla tutela processuale, vi sono le prodromiche procedure dinnanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie alternativa alla procedura di mediazione finalizzata alla conciliazione. «Dal 2015 siamo impegnati per la tutela dei risparmiatori su più fronti e continueremo a dare battaglia dentro e fuori le aule di tribunale», conclude l’Avvocato Graziuso.

Inoltre, per coloro che hanno fatto istanza di ammissione vi è la procedura di liquidazione coatta amministrativa ed ancora la procedura al Fondo di Indennizzo Risparmiatori (FIR). Per quest’ultima (procedura FIR) i termini per la presentazione delle istanze di indennizzo (come si legge sul sito ufficiale www.fondoindennizzorisparmiatori.consap.it) sono stati prorogati al 18 giugno 2020, proprio su espressa richiesta pubblica della Confconsumatori.

Per informazioni: coordinamentoconsumatori@gmail.com,  telefono: 347 062 8721

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