Parma-Grosseto, 8 aprile 2019 – Confconsumatori organizza questa settimana un doppio appuntamento per parlare di “risparmio tradito”. Verrà, infatti, presentato il docufilm di Fabrizio Rizzi “Il buio oltre il risparmio”, che andrà in scena: a Grosseto domani, martedì 9 aprile, alle 17 al cinema Stella e a Parma, venerdì 12 aprile sempre alle 17 nell’aula lauree del Dipartimento di Economia dell’Università di Parma in via Kennedy. L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, ha lo scopo di dare voce ai tanti italiani che hanno visto di punto in bianco dissolversi i risparmi di una vita; dopo ogni proiezione verrà lasciato ampio spazio al dibattito per indagare cause, conseguenze e possibili rimedi di quello che Rizzi ha definito uno “tsunami” delle banche che ha travolto moltissime famiglie.
Emilia Romagna
Cerca tutti i recapiti delle sedi in Emilia Romagna: DOVE SIAMO
Visita anche la Pagina Facebook di Confconsumatori Emilia Romagna
e quelle degli sportelli provinciali
Pagina Facebook Bologna
Pagina Facebook Ferrara
Pagina Facebook Parma
Pagina Facebook Piacenza
Visita il sito regionale, il sito di Confconsumatori Modena e il sito di Confconsumatori Bologna
Furto del bancomat: parmigiana rimborsata Una decisione importante dell’ABF: l’Istituto di Credito per negare il rimborso deve prima provare la condotta scorretta del cliente
Parma, 27 marzo 2019 – Una piccola imprudenza le era costata il furto del bancomat e il prelievo non autorizzato di 600 euro dal conto, effettuato prima che riuscisse a bloccare la carta. Poste Italiane inizialmente aveva negato il rimborso, sostenendo che il Pin non fosse stato custodito diligentemente. Però, grazie all’intervento di Confconsumatori, la donna è stata rimborsata senza dover ricorrere a una causa, ma con un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.
IL FURTO – Erano più o meno le sette di sera: una parmigiana titolare di un esercizio di ortofrutta ambulante stava tornando a casa al termine di una lunga e faticosa giornata di lavoro, quando un problema al carico del suo furgone l’aveva costretta a una breve sosta. Giusto il tempo necessario per sistemare la merce, pochi minuti in cui la borsa era rimasta nell’abitacolo del furgone, erano stati sufficienti ad alcuni balordi per rubare il bancomat di Poste Italiane nel portafoglio. Non appena si era resa conto del furto subito la donna aveva immediatamente bloccato la carta, ma ormai erano già stati prelevati 600 euro.
IL NO DI POSTE – La titolare del bancomat aveva provveduto immediatamente a denunciare il furto, precisando di non aver mai custodito il bancomat insieme al codice Pin. Nonostante la denuncia, però, Poste Italiane si era rifiutata di riconoscere il rimborso richiesto, lamentando che il prelievo non poteva che essere avvenuto a seguito dell’inserimento del corretto Pin. La titolare del conto Bancoposta si era così rivolta alla Confconsumatori di Parma e, assistita dal legale dell’associazione, Grazia Ferdenzi, aveva deciso di ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario, autorità preposta alla risoluzione stragiudiziale delle controversie nel settore bancario.
LA DECISIONE DELL’ABF – L’Arbitro Bancario Finanziario ha riconosciuto il diritto della risparmiatrice ad essere rimborsata delle somme indebitamente prelevate da ignoti attraverso l’utilizzo del bancomat sottratto fraudolentemente, riconoscendo che Poste Italiane, per sottrarsi all’obbligo di rifondere il maltolto alla propria cliente, avrebbe dovuto fornire adeguata prova della condotta gravemente colposa della donna in relazione agli obblighi di utilizzazione del bancomat. Non è possibile, infatti, desumere dal solo utilizzo fraudolento della carta che il codice Pin sia stato conservato in maniera scorretta dal titolare del bancomat, considerato anche il lasso di tempo non irrisorio intercorso tra il furto della carta e il prelievo di denaro.
«Una decisione molto importante – ha commentato l’avvocato Grazia Ferdenzi che ha assistito la risparmiatrice – perché riconosce il diritto del titolare di un bancomat che non abbia agito in modo fraudolento a non subire alcuna perdita a seguito di furto, smarrimento o sottrazione. L’Arbitro Bancario Finanziario ha riconosciuto, infatti, come il comportamento del risparmiatore che si accorge di non essere più in possesso della carta non configuri un’omissione degli obblighi di custodia del medesimo, salve le ipotesi di colpa grave o dolo che devono comunque essere provate da parte dell’Istituto di Credito e che, nel caso specifico, non sono state mai raggiunte».
Scarica la decisione dell’ABF
- Marzo, 27
- 5346
- Emilia Romagna, Risparmio e Investimenti, sitoer
- More
Cartelle “pazze”: Berceto contro Montagna 2000 L’ex società che gestiva il servizio idrico, ora in capo al Comune, ha inviato lettere di recupero crediti che hanno suscitato proteste
Parma, 19 febbraio 2019 – Ci sono cartelle “pazze” tra quelle relative al recupero crediti per le bollette dell’acqua a Berceto (in provincia di Parma). Un’operazione, quella avviata dalla società Montagna 2000, che ha generato rabbia e malcontento nei cittadini, i quali hanno chiesto al sindaco, Luigi Lucchi, di intervenire per far fronte all’atteggiamento aggressivo e, in parte scorretto, da parte dell’azienda. Confconsumatori, interessata dal Sindaco Lucchi, si è impegnata a offrire tutela a diversi cittadini: ieri ha inviato una prima lettera alla società e nei prossimi giorni incontrerà i bercetesi.
LE RAGIONI DELLA PROTESTA – Tanti cittadini di Berceto hanno ricevuto lettere da parte di uno studio legale di Milano incaricato da Montagna 2000 di riscuotere importi relativi a fatture di alcuni anni fa. Il primo aspetto di malcontento riguarda l’indisponibilità di uno sportello informativo della Società accessibile dai consumatori per richiedere i dovuti chiarimenti (sportello che il Sindaco Lucchi metterebbe a disposizione gratuitamente nel Municipio). Ma gli aspetti più gravi lamentati dai cittadini riguardano gli errori, in alcuni casi grossolani, che emergono dall’analisi delle richieste: intestazioni doppie di contatori; errati cambi d’utente; pretese su bollette già pagate o ormai prescritte; termini di pagamento “personalizzati”. I toni perentori e di minaccia di azioni legali sono, poi, la ciliegina sulla torta per un Comune che circa quattro anni fa ha “cacciato” la società Montagna 2000 per gestire in autonomia e senza intermediazione il servizio idrico.
L’INTERVENTO DI CONFCONSUMATORI – Il Presidente di Confconsumatori, Mara Colla (ex Sindaco di Parma) ha manifestato solidarietà ai cittadini di Berceto e ha assicurato di mettere a disposizione i propri legali per approfondire i contenuti delle lettere di recupero crediti e contestare le irregolarità. Ieri l’associazione ha scritto allo studio legale incaricato da Montagna 2000 per informarla delle numerose proteste pervenute allo sportello parmigiano; inoltre nei prossimi giorni l’associazione incontrerà i bercetesi per rispondere ai dubbi e alle richieste dei cittadini sulla questione.
- Febbraio, 19
- 2369
- Casa e Utenze, Emilia Romagna, Pratiche commerciali scorrette, sitoer
- More
Fine del Mercato Tutelato: via agli incontri a Parma Veri e propri brevi “corsi accelerati” per prepararsi alla rivoluzione del Mercato dell’Energia sfruttando i nuovi strumenti a disposizione
Parma, 19 novembre 2018 – Per rispondere alle crescenti richieste ricevute dai parmigiani alle prese con le bollette di luce e gas, Confconsumatori ha inaugurato un ciclo di incontri di formazione dedicati al tema “2020: verso la fine del Mercato Tutelato”. L’iniziativa nasce per spiegare, in modo semplice e comprensibile a tutti la rivoluzione che sta interessando il mondo di contratti per la fornitura di energia. Il primo incontro si è tenuto venerdì 16 novembre nella sede di Confconsumatori Parma in via Mazzini 43 (1° piano) e verrà replicato venerdì 14 dicembre alle ore 16 e venerdì 18 gennaio alla stessa ora; altre date verranno comunicate più avanti a chi manifesterà interesse.
Gli appuntamenti rappresentano un vero e proprio corso di aggiornamento a numero chiuso (massimo 20 consumatori ad incontro), per consentire ai presenti di porre domande o chiedere chiarimenti. Gli incontri dureranno circa due ore. Per partecipare sarà necessario registrarsi (contattando la sede allo 0521/230134 o via mail a parma@confconsumatori.it). È possibile contattare gli stessi recapiti per avere informazioni sulle prossime date. L’iniziativa è riservata anzitutto ai soci di Confconsumatori, che potranno partecipare gratuitamente, ma anche chi non è associato potrà accedere, versando in occasione dell’incontro la quota simpatizzante di 2 euro.
Francesca Campanini, conciliatrice ed esperta di Confconsumatori, sarà relatrice dei corsi e guiderà i consumatori nell’interpretazione dei contratti e alla scoperta dei nuovi servizi (come il Placet e il Portale Offerte) o delle opportunità che offrono i progetti come “Energia: diritti a viva voce”, finanziato da Cassa per i servizi energetici e ambientali su disposizione di ARERA.
«Ci auguriamo che gli incontri del venerdì pomeriggio possano diventare un appuntamento fisso per Confconsumatori – commenta la Presidente di Confconsumatori, Mara Colla – a fronte di tante richieste, ci siamo attrezzati per fornire un servizio di (in)formazione ormai divenuto indispensabile. Infatti, troppi consumatori non sanno orientarsi nel caotico mondo delle utenze di luce e gas e si affidano ai venditori più convincenti, spesso senza comprendere l’effettiva convenienza di un contratto. Crediamo che questi brevi corsi possano essere un’occasione per migliorare concretamente la gestione della propria vita domestica e per imparare ad esercitare più consapevolmente i nostri diritti di consumatori».
- Novembre, 19
- 2759
- Casa e Utenze, Emilia Romagna, ENERGIA: Diritti a viva voce, sitoer
- More
Confconsumatori a Cibus per scoprire i Novel Food Un convegno che ha aperto la riflessione sui consumatori di domani e sulla sostenibilità, con contributi dal mondo scientifico e istituzionale
Parma, 14 maggio 2018 – Si è tenuto giovedì 10 maggio a Cibus il convegno “Nuovi cibi & nuovi consumatori”, organizzato da Confconsumatori con il patrocinio dei Ministeri della Salute e dello Sviluppo Economico, di Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), della Regione Emilia Romagna e dell’Università e del Comune di Parma. Quello dei novel food è «Un tema solo apparentemente di carattere commerciale, – ha detto in apertura la presidente di Confconsumatori Mara Colla – ma che, invece, è strettamente collegato con la modificazione ambientale, economica e sociale che noi e il nostro pianeta stiamo vivendo». Il convegno, attraverso il contributo di figure di spicco del mondo scientifico e istituzionale, si proponeva non solo di rispondere alle curiosità dei cittadini, ma anche di stimolare il dibattito sull’evoluzione degli stili di consumo e sulla crescente domanda di alimenti sostenibili, funzionali, sani e di qualità (a prezzi accessibili), domanda che potrebbe trasformarsi in emergenza nei prossimi 30 anni.
Il primo intervento, della professoressa Rosangela Marchelli, Membro del “Working Group on Novel Foods” di Efsa ha chiarito gli aspetti normativi e le categorie in cui sono classificati i Novel Foods secondo il Regolamento (UE) 2015/2283, entrato in vigore il 1 gennaio 2018. La professoressa Marchelli ha illustrato il ruolo dell’Efsa nel valutare la sicurezza dei Novel Food e degli “Alimenti Tradizionali provenienti da Paesi Terzi” per poi elencare diversi esempi di novel food già approvati e autorizzati dall’Unione Europea, dalla ormai nota stevia all’idrolizzato di sardine e molti altri. «L’iter per l’approvazione dei Novel Food è notevolmente ridotto rispetto al passato – ha concluso la Marchelli – siamo pronti a valutare proposte di cibi da insetti, ma solo se provenienti da allevamento».
La parola è passata poi a tre ricercatori del mondo universitario che hanno conversato con il moderatore Riccardo Quintili, direttore de “Il Salvagente”.
Per primo Stefano Sforza, Professore dell’Università di Parma, ha parlato dei cibi a base di insetti, per chiarire i motivi, alcuni seri e profondi altri più superficiali e di tendenza, che hanno portato gli insetti alla soglia delle nostre tavole. Sforza ha parlato anche degli interessi economici che ruotano intorno al loro uso come alimenti e, soprattutto, come mangimi per animali, anche alla luce delle recenti aperture legislative dell’Unione Europea. «L’Europa dipende per l’80% dall’estero per la fornitura di mangimi proteici, – ha detto Sforza – importiamo ogni anno 35 milioni di tonnellate di soia, tanta che per essere autosufficienti dovremmo seminare a soia un quinto della Francia. Per questo l’Europa sta investendo tanto nella ricerca sugli insetti. Ricordo che gli insetti trasformano risorse naturali in fonti proteiche in modo molto più efficiente rispetto agli allevamenti tradizionali, che hanno un impatto più pesante sull’ambiente. Per produrre 1 kg di proteine da bovini servono 20 kg di mangime e 500 litri di acqua, mentre per 1 kg di proteine da grilli bastano 4 kg di mangime e mezzo litro di acqua.
Chi non è pronto a rinunciare al gusto della carne, ma ha a cuore il tema della sostenibilità ambientale, può sperare in un futuro di barbecue a “impatto zero” grazie alla carne sintetica (cultured beef) ideata dal professor Mark Post, dell’Università di Maastricht. «Con la crescita della popolazione e della ricchezza nei paesi in via di sviluppo, la domanda di carne aumenterà sensibilmente nei prossimi decenni ma non avremo risorse sufficienti per soddisfarla – ha detto Post – grazie all’ingegneria tissutale siamo in grado di produrre carne bovina da cellule staminali muscolari dei bovini, risparmiando il 90% di consumo di terreno, il 90% di acqua e circa il 60% di energia. Il prodotto potrebbe avere anche caratteristiche più sane della carne tradizionale, grazie all’utilizzo di grassi “buoni” tipo Omega3».
Ma che impatto avrebbe sui consumatori un hamburger di carne sintetica? Ha risposto alla domanda Maria Cecilia Mancini, professoressa dell’Università di Parma, che ha illustrato i risultati di un’indagine condotta in collaborazione con Confconsumatori volta a conoscere la percezione del consumatore italiano rispetto alla carne coltivata. «Partendo dalle abitudini di consumo di carne in generale, -ha detto la Mancini – si è analizzata la disponibilità dei consumatori a pagare per acquistare carne coltivata prima e dopo avere fornito loro alcune informazioni di base relative al prodotto. Da un campione di oltre 500 intervistati è emersa una buona sensibilità all’informazione fornita: l’iniziale prevalenza di risposte negative si è mitigata, specie tra gli under 25 e gli over 65. Tuttavia il consumatore italiano rimane restio all’acquisto di carne coltivata: la maggiore consapevolezza non si traduce in egual misura in disponibilità a pagare positiva»
La seconda parte del convegno è stata dedicata all’approfondimento del comportamento dei nuovi consumatori e delle loro abitudini di consumo. Un’esperta di sociologia dei consumi, la professoressa Debora Viviani, Ricercatrice dell’OSCF – Osservatorio sui consumi delle famiglie, ha presentato una ricerca nazionale eseguita nel 2018 dall’Osservatorio sui consumi delle famiglie attivo dell’università di Verona e diretto dal professor Domenico Secondulfo. «La crisi economica ha modificato sensibilmente le abitudini degli italiani – ha spiegato la Viviani – il rapporto con il negoziante sta scomparendo e la scelta del punto vendita si basa quasi esclusivamente sul buon rapporto qualità/prezzo e sulla qualità dei prodotti. La scelta dei prodotti dipende per il 70% da due fattori: qualità (quasi 50%) e convenienza. La giornata alimentare appare “destrutturata”, con molti pasti fuori casa e cibi pronti. Il consumatore appare sempre più “accorto”: attento alle offerte, sensibile al risparmio e alla riduzione dello spreco attraverso l’autoproduzione di cibo, incentivata da numerose trasmissioni televisive di cucina, e/o attraverso il riciclo degli avanzi (doggy bag o schiscetta) o addirittura consumando i prodotti dopo la scadenza per non buttarli. Tornare a cucinare da sé il cibo o coltivare un piccolo orto urbano coincide con una sempre più diffusa ricerca di benessere individuale e ambientale, che si riflette nell’aumento di acquisto di prodotti biologici o “super food” ricchi di proprietà benefiche».
Infine Bruno Scarpa, Direttore Ufficio Alimenti particolari, integratori e nuovi alimenti del Ministero della Salute, che ha affrontato il tema della sicurezza alimentare dei nuovi cibi. «Il nuovo Regolamento (UE) 2015/2283 – ha detto Scarpa – ha apportato diversi miglioramenti rispetto al precedente Regolamento del 1997: la valutazione centralizzata da parte di Efsa, le tempistiche più definite e ridotte per le autorizzazioni, una procedura semplificata per alimenti che hanno una storia di consumo sicuro in un Paese terzo e le autorizzazioni non nominative». Scarpa ha spiegato anche gli obblighi informativi che riguardano le etichette dei cibi con un cenno particolare al Regolamento (CE) 1924/2006 sui claims nutrizionali e sulla salute che, per essere approvati, devono rispettare una serie di parametri definiti, devono fare riferimento a studi condotti sull’uomo e, non ultimo, essere ben circostanziati e comprensibili al consumatore medio».
Diverse le domande dal pubblico, interessato perlopiù all’aspetto della sicurezza dei novel food. Sul punto è intervenuta la professoressa Marchelli per chiarire che i pareri espressi da Efsa si basano sempre su dati forniti dal proponente, ma provenienti da studi di analisi certificati e sono oggetto di scrupoloso approfondimento.
Sull’importanza di non fare mai economia quando si tratta di controlli e sicurezza alimentare è intervenuta la presidente di Confconsumatori Mara Colla che ha concluso i lavori: «Il convegno ha offerto una visione completa, rigorosa e scientifica sui novel food. Sono emersi i perché è necessario fare ricerca su fonti proteiche alternative: anzitutto per assicurare cibo per tutti cittadini del mondo e poi per salvaguardare le risorse naturali. Serve, allora, una revisione complessiva del modello di produzione e consumo. Oggi abbiamo compiuto un primo passo verso una sostenibilità alimentare partecipata, condivisa e attuata dal basso».
Il convegno è stato realizzato anche con il contributo dell’Azienda Mutti, di Centro Studi Oic con Confassociazioni Ambiente e di Afil Assicurazioni e Infortunistica.
Vai all’Album su Facebook per vedere le foto (oppure clicca qui sotto sul titolo dell’Album)
Scarica la Locandina o l’Invito pieghevole dell’evento
- Maggio, 14
- 4974
- Acquisti e Garanzie, Alimentazione, Emilia Romagna, Progetti e Attività, sitoer
- More
A Modena nasce la Food Bag anti-spreco Un circuito di esercizi di ristorazione in cui sia offerta e promossa ai clienti la possibilità di portare a casa, in modo sicuro e igienico, il cibo avanzato
Modena, 24 aprile 2018 – Contrastare lo spreco alimentare attraverso il recupero delle eccedenze, questo l’obiettivo del progetto “Food Bag” che prevede un protocollo d’intesa siglato oggi nella sede dell’ente camerale dai seguenti promotori: Camera di Commercio di Modena, Comune di Modena, Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena, Gruppo Hera s.p.a., Federconsumatori, Movimento Consumatori, Adiconsum Emilia Centrale, Confconsumatori, Cna Modena, Confcommercio Modena, Confesercenti Modena, Licom Lapam Federimpresa, Consorzio Modena a Tavola.
- Aprile, 24
- 3205
- Alimentazione, Emilia Romagna, Progetti e Attività, sitoer
- More

