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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
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Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
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Energia: diritti a viva voce! continua nel 2016 Attivi 26 sportelli sul territorio nazionale grazie al finanziamento dell'Aeegsi e alla collaborazione di 17 associazioni dei consumatori

Parma, 25 luglio 2016 – Prosegue anche nel 2016 il progetto “ENERGIA: DIRITTI A VIVA VOCE”. Grazie al finanziamento dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas ed il Servizio Idrico ed alla collaborazione di 17 Associazioni dei Consumatori nel 2016 sono stati attivati 26 sportelli su tutto il territorio nazionale.

Già 3.182 consumatori si sono rivolti agli sportelli. e di questi 2.333 per informazioni o assistenza in relazione al mercato libero. I problemi principali restano quelli legati alla fatturazione con ben 1.299 utenti che hanno richiesto assistenza, poco meno del 50% dei contatti totali. Un dato significativo che sottolinea l’esigenza di una maggior trasparenza da parte delle aziende e di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini.

Proprio attraverso l’attività di informazione e consulenza, il progetto ENERGIA: DIRITTI A VIVA VOCE vuole rendere i consumatori sempre più informati e consapevoli in un mercato dell’energia e del gas sempre più competitivo, con l’obiettivo di realizzare risparmio in bolletta e per l’ambiente.

Vuoi saperne di più?
Visita il sito del progetto www.energiadirittiavivavoce.it.
Contatta lo sportello Energia: diritti a viva voce! di Confconsumatori: PARMA : 0521/230134 al mattino Lun e Mer (9,30-13) e nei pomeriggi Lun-Ven (14,30-18).

  • Luglio, 25
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Siglato protocollo con EmiliAmbiente A Fidenza firmato il protocollo della Società con i consumatori per migliorare la qualità del servizio idrico

Parma, 16 giugno 2016 – Migliorare la qualità del Servizio Idrico e dell’acqua che arriva ai rubinetti delle nostre case; difendere il diritto all’accesso alla risorsa acqua; salvaguardare la risorsa idrica in termini di qualità e mancati sprechi. Con questi obiettivi è stato siglato oggi a Fidenza (PR) un accordo tra EmiliAmbiente SpA e le principali Associazioni di Tutela dei Consumatori: erano presenti alla firma i vertici della SpA – società a capitale interamente pubblico affidataria della gestione del Servizio Idrico Integrato in 11 Comuni del parmense – insieme ai rappresentanti di Federconsumatori Parma,  Adiconsum, Movimento Difesa del Cittadino, Associazione Difesa Orientamento Consumatori, Confconsumatori e Cittadinanzattiva.

foto di gruppo tavolo conferenzaNel concreto l’accordo – che ha durata di due anni ma potrà essere rinnovato in base ai risultati raggiunti – impegna le due parti a lavorare insieme su una serie di problematiche che caratterizzano i servizi pubblici locali. Le Associazioni, ad esempio, monitoreranno e analizzeranno periodicamente insieme a EmiliAmbiente i livelli di servizio offerti dalla società  – in relazione ai parametri previsti dalla Carta dei Servizi – nonché i report sull’andamento dei reclami e sulle problematiche di pagamento della clientela (rateizzazioni, ritardi, cessazioni per morosità); potranno inoltre dire la loro in fase di progettazione dell’indagine sulla soddisfazione dell’utente – annualmente commissionata da EmiliAmbiente per testare la qualità del servizio erogato – e saranno periodicamente aggiornate  sullo sviluppo delle norme e dei regolamenti che portano alla definizione della tariffa del servizio.

  • Giugno, 20
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Truffa prosciutti: non passerà sotto silenzio Confconsumatori si prepara a dare battaglia e a costituirsi parte civile dopo l’ennesima frode alimentare: «Danno alla comunità e all’immagine di Parma»

Parma, 8 giugno 2016 – L’ennesima frode alimentare che non passerà sotto silenzio. Dopo il maxi sequestro di 40 tonnellate di prosciutti non genuini e potenzialmente pericolosi operato dai Nas di Bologna, «Confconsumatori si costituirà parte civile nel processo penale che dovesse aprirsi a seguito della vicenda, come già ha fatto in molte altre occasioni per rappresentare il “danno collettivo” subito dalla comunità civile e il danno d’immagine subito, in questo caso, dalla città di Parma che, solo lo scorso dicembre, ha ottenuto il riconoscimento di “Città creativa per la gastronomia”. Non è certo questo tipo di creatività truffaldina che vogliamo ci renda famosi nel mondo».

Così dichiara Mara Colla, presidente di Confconsumatori che prosegue: «L’articolo 32 della Costituzione pone la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività; per questo Confconsumatori chiede alla Magistratura che chi attenta alla salute pubblica venga duramente colpito dalla legge. Augurandoci che possa trattarsi di un caso isolato, ringraziamo le Autorità di controllo per quanto fanno per la tutela della salute dei cittadini».

I FATTI – Come da notizia diffusa nella giornata di oggi, i Carabinieri del Nas di Bologna hanno sequestrato oltre 40 tonnellate di scarti della lavorazione di prosciutto crudo che, invece che essere destinati allo smaltimento, erano commerciati come “ritagli di prosciutto stagionato” e venduti ad aziende che producono pasta ripiena e salumi.

Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, l’amministratore delegato di un’azienda del parmense che produce e commercializza prosciutti è stato denunciato perché ritenuto responsabile dei reati di “frode in Commercio”, “vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine” e “detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione”. Accuse analoghe sono state mosse nei confronti dei rappresentanti legali di due aziende operanti nelle province di Bologna e Modena che avevano commercializzato tranci di prosciutto crudo, etichettati e spacciati impropriamente come Dop.

  • Giugno, 8
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Expo Guide: migliaia le microimprese truffate Un nuovo servizio per accedere rapidamente ai propri dati creditizi, per prevenire segnalazioni negative e sanare rapidamente eventuali errori o contestazioni

Reggio Emilia, 12 febbraio 2016 – Aveva tutta l’apparenza di un’innocente richiesta di verifica e autorizzazione a pubblicare i dati aziendali su una guida degli espositori, distribuita gratuitamente in occasione di fiere e manifestazioni. Invece quel modulo nascondeva un abbonamento triennale da 1.271 euro, rinnovabile automaticamente, per più anni, per un servizio di annunci pubblicitari forniti da Expo Guide sc: una società con sede legale in Messico che gestisce una banca dati online denominata «Guida per fiere ed espositori». Sono più di 3 mila le microimprese che sono cadute nella trappola e, di colpo, si sono trovate pressate da richieste di pagamento, solleciti, notifiche e addirittura lettere che annunciavano l’avvio di un procedimento penale per ottenere il pagamento dell’abbonamento mai richiesto.

Tra i frodati c’è anche un associato di Confconsumatori Reggio Emilia che nel 2012 aveva allestito uno stand e, a mostra finita aveva ricevuto una lettera a casa. «Ho ricevuto una lettera da questa Expo Guide – racconta la vittima – Non volevo essere espulso dall’elenco degli espositori e così ho firmato quella che mi sembrava essere un’autorizzazione all’uso dei dati coperti da privacy. Poi è arrivata la comunicazione della possibilità di recesso alla scadenza e ho capito che era un contratto».

«Si tratta di una truffa internazionale – spiega il presidente regionale Secondo Malaguti – La Expo Guide sc ha sede in Messico, l’azienda che si occupa del recupero crediti ha sede a Cipro e la banca su cui effettuare il pagamento ha sede nella Repubblica Ceca. La pratica commerciale scorretta che hanno messo in atto con migliaia di espositori continua tuttora, nonostante i provvedimenti pesanti dell’Antitrust. Infatti, appena siamo venuti a conoscenza del comportamento adottato dall’azienda, lo abbiamo subito segnalato all’ Autorità garante per la concorrenza e il mercato che al termine della prima istruttoria, conclusasi nel febbraio 2014, aveva condannato la società Expo Guide sc al pagamento di 500 mila euro e all’immediata sospensione delle pratiche scorrette in essere. Più di recente, a seguito dell’inottemperanza della societò, al termine di un’altra istruttoria conclusasi nell’agosto 2015, l’Antitrust ha imposto alla società Expo Guide s.c. una nuova sanzione da 300 mila euro. L’Autorità ha ravvisato una grave violazione del Codice del consumo, tuttavia la società sembra essere ancora operante e continua la sua attività scorretta. In tanti, purtroppo pagano, mentre dovrebbero contestare il contratto alla luce delle decisioni dell’Antitrust».

  • Febbraio, 12
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Furti online, bancomat rubati e investimenti pericolosi: quando la Banca deve risarcire Tre casi risolti da Confconsumatori: azioni acquistate tramite “banca telematica” e due furti da un conto online e da un bancomat

Parma, 21 gennaio 2016 – La legge aiuta i consumatori a difendere i propri risparmi inchiodando le banche alle proprie responsabilità di garantire l’adeguatezza delle informazioni e della sicurezza delle operazioni. Tra Milano e Piacenza i legali di Confconsumatori hanno collezionato tre vittorie.

Milano: nullo acquisto online di azioni rischiose – Il Tribunale di Milano ha condannato una Banca alla restituzione dell’intero importo (oltre 62 mila euro) investito nel novembre 2007 in azioni Di Olis plc tramite un servizio di “banca telematica”. Per il Giudice l’acquisto è nullo in quanto l’Istituto di Credito ha violato il regolamento Consob ai sensi del quale gli intermediari non possono consigliare né effettuare operazioni senza fornire all’investitore informazioni adeguate sui rischi; inoltre la Banca, dopo le operazioni effettuate, non avrebbe assunto il nuovo profilo di rischio come previsto dalla norma. «La sentenza è fondamentale – spiegano gli avvocati di Confconsumatori Giovanni Franchi e Massimiliano Valcada – in quanto chiarisce che anche quando si utilizzano sistemi digitali d’acquisto la banca non può sottrarsi alle proprie responsabilità».
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Piacenza: furto online da 30 mila euro – Un piacentino, titolare di due distinti rapporti di conto corrente presso una banca locale, per agevolare il pagamento di imposizioni e oneri fiscali aveva attivato il servizio Banklink su entrambi, conservando con cura codice di identificazione e password. Nonostante la prudenza l’uomo si era visto sottrarre oltre 30 mila euro mediante operazioni mai approvate. Il Tribunale di Piacenza ha condannato la banca al risarcimento della somma sottratta oltre che del danno non patrimoniale di 500 euro. «Nel servizio di home banking – spiega l’avvocato Giovanni Franchi – la banca non può sottrarsi ai suoi doveri di controllo e deve provare di aver fornito al cliente un adeguato livello di sicurezza».
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Milano: bancomat rubato, acquisti nulli – Una donna di origini ucraine aveva subito il furto dell’auto all’interno della quale aveva lasciato la borsetta con il bancomat, dotato di dispositivo contactless per acquisti fino a 25€). Nonostante la donna avesse provveduto immediatamente al blocco della carta appena scoperto il furto, si era trovata addebitate due operazioni da 600 e 860 €. L’istituto di credito si era rifiutato di rimborsare gli importi sostenendo che la donna avesse conservato il Pin insieme alla carta. Il Giudice di Pace di Milano, invece, ha condannato l’Istituto a rimborsare la donna facendo presente da un lato che esistono hacker in grado di decodificare il Pin e dall’altro lato ha citato diverse pronunce dell’Arbitro Bancario Finanziario favorevoli al consumatore in casi simili. «Come riporta la sentenza – commenta l’avvocato Sabrina Contino di Confconsumatori Milano – non si può automaticamente presumere che il furto e il successivo prelievo sia sempre conseguenza dell’incuria nella conservazione di carte e Pin: c’è sempre bisogno di una prova concreta in tal senso».
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  • Gennaio, 21
  • 4006
  • Emilia Romagna, Lombardia, Risparmio e Investimenti, sitoer
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Carife: in 200 all’assemblea di Confconsumatori I risparmiatori Carife traditi dal “Salva Banche” non si arrendono. «Ci sono speranze di rimborsi ma bisogna esaminare caso per caso»

Parma, 15 gennaio 2016 – Nella serata di ieri Confconsumatori ha incontrato a Ferrara circa 200 tra azionisti e titolari di obbligazioni subordinate di Carife per lanciare un messaggio chiaro: le speranze per i risparmiatori traditi dal “Salva Banche” ci sono, ma non basterà lottare nelle aule di tribunale, il rapporto tra Banca e clienti deve cambiare, oppure sarà sciopero dei risparmiatori.

  • Gennaio, 15
  • 2929
  • Emilia Romagna, Risparmio e Investimenti, sitoer
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