Ferrara, 10 ottobre 2015 – Una delle prime, probabilmente la prima sentenza in assoluto ex art. 140 bis, la cosiddetta Class Action, in Emilia Romagna. Confconsumatori regionale incassa un importante risultato, peraltro su un tema molto caro all’associazione: il rimborso dell’Iva sulla Tariffa di Igiene Ambientale (Tia), riguardo il quale sono in corso quasi un centinaio di cause cumulative a Parma, a cura di Confconsumatori.

Un associato di Ferrara si è rivolto all’associazione chiedendo la restituzione dell’Iva versata sulla Tia dal 2006 al 2012, sulla base della ormai nota sentenza della Corte di Cassazione (5431 del 13 aprile 2012) che riconosceva la natura non tributaria della tariffa e di conseguenza il fatto che non dovesse essere assoggettabile ad Iva.

La scelta dei legali di Confconsumatori è stata quella di intraprendere la class action per sperimentare una nuova strategia d’azione che, nonostante i molti limiti della normativa italiana, è conveniente, almeno in termini economici, per il consumatore.

Il Tribunale di Bologna ha risposto così, nel merito, applicando una distinzione, rifacendosi alla Cassazione, tra Tia/1 (Tariffa di Igiene Ambientale) e Tia/2 (Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani), questa seconda applicata a Ferrara dal 2008. Il Giudice ha riconosciuto la legittimità della restituzione della sola Tia/1 ma, di fatto, non ha potuto decidere di condannare Hera Spa alla restituzione in quanto la normativa sulla Class Action impedisce di pronunciarsi per fatti antecedenti l’entrata in vigore della normativa stessa, ovvero il 2009. Va evidenziato, tuttavia, che la distinzione tra Tia/1 e Tia/2 è stata superata da diversi Giudici di Pace di Parma che, di fatto, hanno assimilato le due Tariffe dando ragione alle pretese dei consumatori.

Ma la vera novità della sentenza sta nella procedura stessa: «Si tratta della prima class action contro Hera per il Tribunale di Bologna – commentano il presidente regionale di Confconsumatori Secondo Malaguti e l’avvocato Sergio Di Chiara che, insieme all’avv. Lorenzo Zappaterra e all’avv. Luca Bolognesi Guelfi, ha difeso in giudizio l’associato – rappresenta un’aprifila importante. Abbiamo infatti chiarito due importanti principi. Da un lato la restituzione dell’Iva sulla Tia/1 è legittima, una notizia che riguarda decine di migliaia di utenti. Dall’altro lato i consumatori, o anche solo uno di loro, come in questo caso, in quanto rappresentante di una classe, possono intraprendere una class action, risparmiando sui costi della giustizia, ma scendendo a compromesso riguardo i limiti della normativa».

Scarica la sentenza del Tribunale di Bologna.

[Nella foto: da sinistra l’avvocato Lorenzo Zappaterra, il consumatore Giuliano Marzola e l’avvocato Sergio Di Chiara]