Fondi pensione e casse previdenziali: i numeri di Covip Pubblicata la relazione annuale della Commissione di vigilanza che raccoglie i dati sullo stato della previdenza complementare in Italia

Parma, 20 giugno 2024 – Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, ha presentato alla Camera dei deputati la sua relazione annuale, che raccoglie alcuni dati interessanti rispetto alla previdenza complementare in Italia.
In Italia si contano 302 diversi fondi pensione: 33 fondi negoziali, 40 fondi aperti, 68 piani individuali pensionistici (PIP) e 161 fondi pensione preesistenti. Secondo Covip, “il consolidamento del sistema non subisce interruzioni, in particolare nel settore dei fondi preesistenti, nel quale nel corso del 2023 c’è stata una riduzione di ulteriori 30 forme e il cui numero si è più che dimezzato rispetto al 1999. Ne consegue la crescita della dimensione media delle forme, con il potenziale sfruttamento di economie di scala unito a guadagni di efficienza a vantaggio degli iscritti. A ciò contribuiscono i più elevati standard in termini di organizzazione interna introdotti dalla Direttiva (UE) 2016/2341 (cosiddetta IORP II), al cui rispetto da parte dei fondi la COVIP ha prestato specifica attenzione in questi anni.
QUASI 10 MILIONI GLI ISCRITTI
In totale, a fine 2023, le persone iscritte alla previdenza complementare risultano 9,6 milioni (+3,7% rispetto al 2022). Il 61,7% degli iscritti sono uomini ma, oltre al gap di genere, si registra anche una grande disparità nelle diverse fasce di età: il 47,8% degli iscritti ha un’età compresa tra 35 e 54 anni, il 32,9% ha almeno 55 anni. Ridotta, dunque, la presenza degli under35, anche se “negli ultimi anni – afferma Covip – il peso della componente più giovane (fino a 34 anni) sul totale degli iscritti è comunque cresciuto, passando dal 17,6% del 2019 al 19,3% del 2023. Cresce infatti, tra le nuove adesioni, la quota di soggetti fiscalmente a carico, la cui iscrizione viene indirizzata prevalentemente a favore delle forme di mercato. Ciò rispecchia decisioni familiari di aprire una posizione previdenziale per i propri figli in vista di una successiva alimentazione con versamenti autonomi una volta che essi entreranno nel mondo del lavoro”.
Rispetto agli investimenti sottostanti i fondi pensione, Covip chiarisce che il 56% del totale sono allocati “in obbligazioni governative (il 14,1% sono titoli del debito pubblico italiano) e altri titoli di debito. I titoli di capitale sono pari al 21,4% del totale mentre le quote di OICR al 15,8% del totale. I depositi si attestano al 5%; gli investimenti immobiliari, in forma diretta e indiretta, si attestano all’1,8% del totale“.
Complessivamente, il valore degli investimenti dei fondi pensione nell’economia italiana (titoli di Stato, titoli emessi da soggetti residenti in Italia e immobili) è pari a 36,6 miliardi di euro (contro 35,5 miliardi di euro nel 2022).
I RENDIMENTI
Nel corso del 2023, i rendimenti di tutte le tipologie di linee di investimento hanno registrato trend positivi, colmando le perdite subìte nell’anno precedente: i risultati migliori si sono osservati nelle linee d’investimento con una maggiore esposizione verso i titoli di capitale. “I comparti azionari hanno registrato le performance migliori, con rendimenti nell’anno in media pari al 10,2% nei fondi negoziali, all’11,3% nei fondi aperti e all’11,5% nei PIP; nei comparti bilanciati i guadagni sono stati inferiori”.
Come ricorda Covip, per, è opportuno considerare una finestra temporale più ampia per apprezzare realmente l’andamento del settore: da fine 2013 a fine 2023, “i rendimenti medi annui composti delle linee a maggiore contenuto azionario si collocano, per tutte le tipologie di forme pensionistiche, tra il 4,2 e il 4,5%, superiori al rendimento medio delle linee obbligazionarie e anche al tasso di rivalutazione del TFR (pari al 2,4% nel decennio). Le linee bilanciate mostrano rendimenti medi che vanno dall’1,9% dei PIP di tipo unit linked al 2,7% dei fondi negoziali e al 2,9% dei fondi aperti”.
PER ASSISTENZA
Orientarsi nel panorama previdenziale non è semplice – come dimostra anche la distribuzione dei dati rilasciati di Covip, che appaiono molto disomogenei tra i diversi gruppi socio-demografici – e affidarsi alla consulenza di esperti può risultare la soluzione migliore per essere certi di compiere scelte in linea con le proprie esigenze.
Confconsumatori, nell’ambito di Generazione F, progetto finanziato dal MIMIT (D.M. 6/5/2022 art. 5), si è occupata in diverse occasioni di previdenza complementare, e in particolare di PIP. Tutti i materiali e le attività realizzate sono disponibili nell’area: EDUCAZIONE ASSICURATIVA, PREVIDENZIALE E SANITARIA
Per ricevere assistenza e informazioni in materia assicurativa è inoltre possibile rivolgersi alle sedi territoriali di Confconsumatori, oppure allo Sportello online dell’associazione.



