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Telefono: 0835.1766729
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TAG: Acqualatina

Acqualatina: attenzione alle ingiunzioni di pagamento e alla riscossione coattiva Il gestore potrà procedere alla riscossione coattiva a mezzo agente della riscossione senza doversi rivolgere al giudice ordinario

Latina-Minturno, 23 agosto 2022 – La Federazione provinciale di Confconsumatori Latina continua a seguire le vicende relative al servizio idrico gestito da Acqualatina. Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa diffuso a livello locale per commentare la recente autorizzazione per il gestore a riscuotere coattivamente gli importi non pagati.

—

Con il decreto ministeriale, a firma del Ministro Daniele Franco, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 del 7 maggio 2022, il Ministero dell’Economia e Finanze ha autorizzato formalmente il gestore idrico dell’ATO4, Acqualatina S.p.a., a riscuotere coattivamente a mezzo ruolo i crediti relativi alla tariffa del servizio idrico integrato.

Una nuova e inaspettata evoluzione della procedura di riscossione delle bollette dell’acqua non pagate per gli utenti del servizio idrico della provincia di Latina. In sostanza, e grazie alla autorizzazione del MEF, Acqualatina non dovrà più procedere alla riscossione rivolgendosi alla giustizia ordinaria, come avvenuto sino ad oggi, ma potrà, previa emissione di una ingiunzione fiscale, richiedere i pagamenti delle bollette insolute per poi trasmettere gli atti direttamente all’agente della riscossione, né più né meno di come oggi fanno i Comuni per la riscossione delle multe stradali o per il recupero delle tariffe tari.

L’autorizzazione concessa dal MEF è la conseguenza della normativa di settore e soprattutto del fatto che si ravvisa nella attività svolta “la rilevanza pubblica dei crediti vantati da Acqualatina S.p.a., in ragione della natura dell’attività svolta, relativa all’erogazione del servizio idrico integrato”. Tale rilevanza pubblica e la necessità di una gestione virtuosa impongono questa particolare e “privilegiata” forma di recupero in quanto rivolta a tutelare gli utenti non morosi che così facendo non dovrebbero vedersi anno dopo anno disposti aumenti tariffari giustificati dagli elevati valori di morosità esistente.

“Tutto ciò però pone un interrogativo importante – afferma l’avvocato Franco Conte responsabile provinciale Confconsumatori Latina – anche sulla recente questione degli aumenti tariffari approvati dalla conferenza dei sindaci (ricordiamo che il 27 giugno 2022 la conferenza dei sindaci della provincia di Latina ha dato l’ok per l’aumento delle tariffe di Acqualatina con un +8% nell’anno 2022 e +5% nel 2023) praticamente dopo l’autorizzazione del MEF alla riscossione coattiva del gestore, questi aumenti tariffari erano davvero opportuni?

In sostanza gli aumenti tariffari venivano giustificati dalla notevole morosità esistente e dalla incapacità del gestore di recuperarla mediante l’utilizzo delle procedure ordinarie di riscossione. Ora però questa incapacità non sussisterebbe più poiché il gestore ha tutti gli strumenti che richiedeva da anni per recuperare le morosità degli utenti e quindi ancor più ci possiamo domandare il perché degli aumenti tariffari deliberati dai sindaci allorquando erano già al corrente delle nuove procedure di riscossione autorizzate.

Gli utenti del servizio idrico, quindi, devono sapere che, d’ora in avanti, quando arrivano le ingiunzioni di pagamento del gestore non possono essere ignorate ma, al contrario, vanno verificate ed eventualmente, se ne ricorrono i presupposti, contestate formalmente davanti ai giudici ordinari poiché il passo successivo, è bene saperlo, potrà essere la riscossione coattiva, come già avviene per molti comuni in merito al recupero delle imposte locali.“

  • Agosto, 23
  • 6790
  • Casa e Utenze, Dalle Sedi, Lazio
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Acque torbide: indennizzi per gli utenti Ancora acque torbide dai rubinetti del sud pontino, Confconsumatori chiede azioni concrete e indennizzi equi per gli utenti

Latina – Minturno, 11 dicembre 2021 – Ancora acque torbide dai rubinetti del sud pontino, un problema cronico più volte denunciato da Confconsumatori Latina che ora chiede azioni concrete e indennizzi equi per gli utenti. Di seguito il comunicato diffuso dal responsabile dell’associazione, avvocato Franco Conte.


Il fenomeno della torbidità dell’acqua per gli utenti del sud pontino non accenna a migliorare e i cittadini continuano a ricevere nelle loro case acqua non potabile.

Abbiamo monitorato attentamente la situazione degli ultimi due anni con le relative ordinanze di non potabilità emesse dai sindaci dei comuni interessanti ed emerge che nel periodo in esame gli utenti hanno avuto una media di 75 giorni di acqua non potabile.

I dati vanno dagli 89 giorni di acqua non potabile per il comune di Formia, ai 61 giorni per Minturno, ai 70 giorni per Gaeta e ai 76 giorni per Spigno Saturnia.

Ricordiamo che Acqualatina è obbligata a fornire acqua potabile e a fatturare il relativo costo, ma è un dato certo che il servizio fornito, almeno per i giorni coperti dalle ordinanze di non potabilità dei sindaci, non è conforme al contratto regolato dalle condizioni di fornitura e pertanto sarebbe necessario che il Gestore, sollecitato dai sindaci interessati, storni proporzionalmente ai giorni di non potabilità i costi applicati per la fornitura di un servizio inadeguato.

Alcuni sindaci del sud pontino si erano fatti carico di istanze volte proprio a trovare una soluzione al problema della torbidità e agli indennizzi che sarebbe opportuno riconoscere alla utenza ma ad oggi dobbiamo prendere atto che si è trattato solo buone intenzioni alle quali non sono seguiti fatti concreti.

Chiediamo quindi alla parte pubblica di sollecitare realmente in sede di conferenza dei sindaci l’adozione di atti specifici volti a deliberare la corresponsione di un equo indennizzo a carico di Acqualatina ed in favore delle utenze oggetto del disservizio.

  • Dicembre, 11
  • 1977
  • Casa e Utenze, Lazio, Salute, Servizi e Società
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Inquinamento acque: due casi a Latina A due anni dalle prime denunce di Confconsumatori, Rio Recillo è ancora "fortemente inquinato"; presunti sversamenti anche nel Rio Fresco.

Latina – Parma, 31 agosto 2021 – Confconsumatori Latina conferma ancora una volta l’attenzione al tema della tutela dell’ambiente intervenendo in due casi di inquinamento delle acque.

La situazione più grave è registrata nel Rio Recillo, a Minturno, riguardo il quale l’associazione aveva già chiesto ben due anni fa un intervento per prevenire il “forte inquinamento di origine antropica” che, purtroppo, è stato registrato in questi giorni dalle analisi di Legambiente. “Cosa è stato fatto in questi due anni?” si chiedono, legittimamente Confconsumatori e l’Associazione Pendolari Stazione di Minturno-Scauri che avevano denunciato il problema all’epoca e che, ora, valutano la possibilità di un esposto in Procura.

  • Agosto, 31
  • 3196
  • Lazio, Salute, Servizi e Società
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Solleciti “pazzi” Acqualatina Disagi e rischio di pagamenti doppi. Il gestore ammette l'errore: ora indennizzi e controlli perché i costi vivi non ricadano sui consumatori

Latina-Minturno, 31 agosto 2021 – Confconsumatori Latina nei giorni scorsi ha, da sola, denunciato il grave fenomeno della proliferazione “pazza” dei solleciti di pagamento, in seguito confermato da una nota stampa del Gestore Acqualatina che ha riconosciuto l’errore verificatosi a danno della utenza. Nonostante le rassicurazioni ricevute, per Confconsumatori resta il problema dello sperpero di risorse e dei costi vivi che non dovrebbero essere scaricati sui consumatori.

Acqualatina ha riconosciuto il problema della duplicazione dei solleciti di pagamento riconducendolo a non meglio specificate anomalie informatiche che avrebbero generato tale invio multiplo affermando, conseguentemente, che alcun costo ulteriore al primo sollecito sarà applicato alla singola utenza.

Per Confconsumatori Latina, però, quanto sostenuto dal Gestore non è pienamente soddisfacente poiché, seppur corretto il non addebito al singolo utente del costo dei solleciti successivi al primo, rimane comunque il problema dello sperpero delle risorse poste in essere. I quattro solleciti “pazzi” in copia inviati con raccomandata comportano di per sé un costo che il Gestore scaricherà, questo sì, per intero su tutti i consumatori caricandolo sotto forma di aumenti tariffari. Come dire, per recuperare la morosità dei singoli e per errore del Gestore si pongono in essere attività non giustificate che di per sé hanno un costo che sarà caricato anche sui consumatori che invece hanno conservato comportamenti virtuosi.

Confconsumatori Latina chiede, quindi, con forza che vengano fatti tutti gli accertamenti del caso necessari a individuare le responsabilità di queste attività economicamente dispendiose e che i relativi costi non vengano, dalla prossima Conferenza dei Sindaci, caricati su tutta l’utenza sottoforma di aumenti tariffari. Proprio per queste problematiche è necessario che gli organi amministrativi della Segreteria Tecnica facciano tutti i dovuti controlli e che poi i Sindaci quale organo di controllo pubblico pongano in essere tutte le azioni necessarie a tutelare gli utenti facendo gravare i costi di questi errori esclusivamente sul Gestore e garantendo i giusti indennizzi per l’utenza.

Tutto ciò perché giustamente il Gestore dichiara che è fondamentale la lotta alla morosità ma tale lotta non può essere fatta con i soldi dei singoli utenti, tra l’altro, anche non morosi.

Inoltre, Confconsumatori chiede che si vigili, da parte della Sto e dei Sindaci, anche sul fatto che quando ci si appresterà ad approvare i nuovi aumenti tariffari non si giustifichino questi sulla base di attività di recupero in termini assoluti (numero di solleciti inviati) basati su attività erronee come quelle a cui abbiamo assistito.

Confconsumatori pone, poi, l’ulteriore problema sociale caricato sulla utenza in quanto ricevere ben quattro solleciti di pagamento nel giro di soli dodici giorni e nel pieno delle vacanze pone enormi disagi in termini di recupero delle raccomandate presso gli uffici postali, recupero e verifica delle bollette sollecitate, doppi pagamenti a cui è incorsa l’utenza più anziana o distratta. Tutto ciò comporta un costo per il singolo utente che è giusto che il Gestore indennizzi.

L’associazione invita tutti gli utenti oggetto di questa attività massiva e “pazza” di recupero a porre in essere tutte le azioni di reclamo e segnalazione opportune.

Tali errori non possono essere giustificati anche perché la data degli ultimi solleciti di massa risale al 12 agosto e il Gestore pur conoscendo il problema nulla ha fatto se non compulsato dalla nostra azione iniziata solo in data 24 agosto e quindi ben dodici giorni dopo. Confconsumatori Latina, dunque, può affermare che non c’è solo un errore informatico bensì una incapacità di gestire i problemi o, peggio ancora, una mancata volontà di farlo con il mancato controllo della parte pubblica.

  • Agosto, 31
  • 2284
  • Casa e Utenze, Lazio
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Tariffe idriche: protesta a Latina Aumenti tariffari, mancata attuazione del piano d’ambito e inefficienza del servizio idrico: servono più verifiche sulla gestione del servizio idrico

Latina, 21 luglio 2021 – Le associazioni Cittadini per la Tutela dei Beni Comuni di Formia, Pendolari Stazione di Minturno Scauri, Confconsumatori Latina, Comitato Acqua Gaeta, Laboratorio Socio Politico S. Giacomo Gaeta, hanno inviato a tutti i Sindaci e al Presidente dell’Egato 4 – Latina, nonché alla Segreteria Tecnica Operativa dell’ATO4, alla Arera e al Garante Idrico Regionale una comunicazione relativa alle note problematiche degli aumenti tariffari.

In particolare apprendiamo – scrivono le associazioni firmatarie – della sentenza n. 05309/2021 emessa dal Consiglio di Stato nella quale, che a seguito di numerose censure mosse dai comuni ricadenti nell’ambito di gestione della società Gori in Campania, si è provveduto a rimettere mano alle tariffe idriche precedentemente approvate per il periodo 2012/2015 poiché “Per quanto riguarda la questione della formula tariffaria adottata, il punto controverso è essenzialmente quello della vigenza del piano d’ambito o comunque della sua attuazione, dato che la mancanza del piano determinerebbe una utilizzazione impropria del sistema  tariffario. La questione riguarda in sostanza la contestata utilizzazione di una formula tariffaria, più favorevole al gestore, prevista per i casi di attuazione del piano d’ambito. Nel caso di specie non è contestato che il piano d’ambito sia stato adottato nel 2000, mentre è controverso tra le parti che esso abbia avuto attuazione.”  

Nel nostro caso l’approvazione del Piano d’Ambito è avvenuta con delibera del 2 settembre 1999 e mai aggiornato (non esiste pubblicazione di un vigente Piano d’Ambito sul sito internet di ATO4 e del Gestore nonostante sia doveroso).

Si è provveduto, a partire dal 2003, solo a una deliberazione in “serie” di lavori straordinari per ogni settore del SII senza mai avere riscontro nei controlli da parte della STO e di ATO4 e, quindi, della concreta attuazione del Piano d’Ambito. La regola fondamentale che prima di deliberare nuove spese è necessario verificare a “consuntivo” la correttezza sotto ogni profilo di quelle precedenti, non risulta deliberata o pretesa da ATO4 e dalla Segreteria Tecnica Operativa e i rapporti informativi sulla gestione risultano solo quelli di Acqualatina.

In sostanza, non abbiamo avuto mai contezza della corretta esecuzione del Piano d’Ambito, ammesso di poter riuscire a conoscere quello vigente.

Come Associazioni, e nell’esclusivo interesse dei cittadini/utenti della provincia di Latina, alla luce dei recenti aumenti tariffari approvati, facciamo nostre le loro perplessità e in particolare ci chiediamo se la parte pubblica, ovvero i Sindaci, con l’ausilio della Segreteria Tecnica Operativa dell’ATO 4 Latina, abbiano nel corso degli anni della gestione Acqualatina operato i dovuti controlli, la dovuta vigilanza sul piano degli investimenti e la sua puntuale ed efficiente attuazione del Piano d’Ambito.

Ci chiediamo inoltre, se si sia proceduto con una analisi dettagliata delle problematiche inerenti i fenomeni della dispersione idrica, ancora superiore al 70%.

Nel Sud-Pontino siamo ad una dispersione pari a circa 80%, nonostante l’approvazione di un piano di investimenti che prevedeva, a partire dal 2003, anno in cui Acqualatina ha preso in gestione il servizio, la riduzione delle dispersioni al 40% entro il 2009, allorquando la media nazionale si attesta attualmente intorno al 40%.

Nonostante i numerosi interventi effettuati, la dispersione idrica non ha subito modifiche significanti, e risulta persino aggravata. In contrasto con tali dati sconfortanti, negli ultimi undici anni Acqualatina ha cumulato oltre 91 milioni di utili, come accertato nei suoi bilanci.

L’assenza di un Piano d’Ambito e/o  di un controllo della sua attuazione è sottolineato da molte carenze “storicizzate”, come il problema della torbidità mai risolto; la pressione della fornitura idrica inferiore a 2,5atm (25m) a livello strada per moltissime abitazioni del Sud Pontino contrariamente a quanto stabilito dal contratto di servizio; la depurazione delle acque reflue che non soddisfa gli standard richiesti dalla norma (dovrebbero essere almeno riutilizzabili per l’irrigazione delle coltivazioni); il deterioramento delle sorgenti.

Non mancano mai, invece, gli aumenti tariffari basati su futuri investimenti senza aver accertato prima l’efficienza e l’efficacia di quelli precedenti.

Ebbene, la Cittadinanza si chiede e chiede con forza ai Sindaci e alla STO: “Avete effettuato i dovuti controlli prima di deliberare gli aumenti tariffari?”

Tutto ciò è fondamentale per la tutela degli interessi della utenza, controllare, contestare le inadempienze, verificare puntualmente la corrispondenza tra il programmato e il realizzato in  termini di investimenti è direttamente funzionale alla successiva contestazione delle mancanze e quindi alla possibilità di opporsi agli aumenti tariffari che annualmente Acqualatina propone e che la parte pubblica, mancante della concreta ed effettiva funzione di controllo, si vede costretta ad approvare.

Ogni anno la parte pubblica e la politica ci dice che gli aumenti sono funzionali al servizio di “qualità” fornito e che l’ARERA dall’alto impone questo calcolo della tariffa che tenga conto di quanto speso in termini di investimenti. Tutto ciò non è completamente vero! È vero che il pubblico e la politica devono tutelare l’interesse dei Cittadini, effettuare i controlli, avanzare contestazioni puntuali e quindi, solo poi, opporsi alle richieste insensate e ingiustificate del Gestore.

Riteniamo che Acqualatina non sia efficiente ma dobbiamo constatare che anche la parte pubblica non lo è!

 

Ass.ne Cittadini per la Tutela dei Beni Comuni di Formia

Ass.ne Pendolari Stazione di Minturno Scauri

Confconsumatori Latina

Comitato Acqua Gaeta

Laboratorio Socio Politico S. Giacomo Gaeta

  • Luglio, 21
  • 3157
  • Casa e Utenze, Lazio, Servizi e Società
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Sud Pontino: l’acqua non è una merce Confconsumatori e altre associazioni chiedono che il ripristino della rete "colabrodo" e la lotta allo spreco di acqua diventi impegno politico

Latina, 26 aprile 2021 –  In occasione dell’imminente rinnovo delle nomine di parte pubblica del CdA di Acqualatina S.p.A. e del relativo collegio sindacale, Confconsumatori Latina, insieme a diverse altre associazioni territoriali ha inviato una lettera ai Sindaci dei Comuni dell’Ambito Ottimale 4, all’Autorità Arera, al presidente della Regione, al Garante del Servizio Idrico integrato regionale e alla segreteria tecnica operativa di Ato 4, per denunciare la gestione delle risorse idriche del territorio come una “merce” e non come un “diritto umano universale e fondamentale”. La priorità per i cittadini è la lotta allo spreco di acqua: “Il consumo energetico per pompare l’acqua in una rete colabrodo – si legge nella lettera – ha assunto cifre di tutto rilievo nei bilanci e, di conseguenza, nelle bollette. Lo scarso impegno finanziario profuso per il rinnovo delle reti nei primi 19 anni di gestione, dimostra una colpevole sottovalutazione del problema e non promette niente di buono per i prossimi anni”. Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera in cui le associazioni chiedono che “il contenimento delle perdite di rete divenga impegno politico“.

  • Aprile, 26
  • 2031
  • Casa e Utenze, Lazio, Servizi e Società
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
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Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
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Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

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