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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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Telefono: 328.1984943
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Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

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TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: Antitrust

Antitrust provvedimento importante per gli azionisti La sanzione a BPVI sancisce che se la banca condiziona l’erogazione di finanziamenti all’acquisto di azioni é pratica commerciale scorretta

Parma, 15 settembre 2016 – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha emesso il 12 settembre un provvedimento importantissimo per tutti gli acquirenti di azioni delle banche. Ha sancito che quando una banca, per concedere un qualsiasi tipo di finanziamento, induce il cliente a comprare azioni proprie, commette una pratica commerciale scorretta.

Secondo l’avvocato Antonio Pinto di Confconsumatori: «Tale provvedimento comprova che gli azionisti che si trovano in tale situazione possono chiedere il risarcimento dei danni per una somma pari all’importo investito nell’acquisto delle azioni. Ovviamente si tratta di un principio giuridico applicabile anche ad altre banche popolari che si siano comportate nello stesso modo».

Addirittura, in questo caso specifico, l’AGCM ha sanzionato la Banca Popolare di Vicenza con una multa di 4 milioni e mezzo per pratica commerciale scorretta. «I consumatori – scrive l’Autorità nel suo provvedimento – sono stati costretti nei fatti a diventare soci per ottenere un mutuo agevolato in modo da finanziare le operazioni di aumento di capitale sociale svolte nel 2013 e nel 2014».

Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la Banca tra il 2013 ed aprile 2015, ha condizionato l’erogazione di finanziamenti a favore dei consumatori all’acquisto da parte degli stessi di proprie azioni od obbligazioni convertibili, al fine di giungere al successo delle citate operazioni di aumento di capitale e raggiungere gli obiettivi ivi prefissati. In particolare, per ottenere i cc.dd. “mutui soci”, caratterizzati da condizioni economiche agevolate rispetto ai prodotti di mutuo ordinario, i consumatori sono stati condizionati ad acquistare pacchetti minimi di azioni della Banca (pari a 100 azioni) e a non venderli per continuare a beneficiare delle condizioni economiche agevolate.

Mara Colla, presidente di Confconsumatori, considera «Un successo il fatto che l’Antitrust ha rilevato che le condotte della Banca Popolare di Vicenza hanno limitato considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento, inducendoli ad assumere una decisione commerciale che non avrebbero altrimenti preso: ovvero, la sottoscrizione di titoli della Banca, titoli illiquidi e quindi difficilmente negoziabili, attesa la natura di società non quotata della Banca Popolare di Vicenza».

Per informazioni sulle iniziative intraprese da Confconsumatori a tutela degli azionisti BPVI è possibile visitare l’area dedicata del sito e compilare il modulo online qui sotto per ricevere informazioni; oppure rivolgersi alle sedi territoriali o all’indirizzo email risparmio@confconsumatori.it.

  • Settembre, 15
  • 3525
  • Pratiche commerciali scorrette, Risparmio e Investimenti
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In funzione da oggi lo “Sportello Antitrust” Lo strumento più diretto per inviare segnalazioni, scritte o vocali, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, oggi anche Social

Roma, 12 ottobre 2015 – Pensate di essere rimasti vittima di truffe o pratiche commerciali sleali, ingannevoli e/o aggressive? Da oggi è in funzione lo “Sportello Antitrust”, lo strumento più diretto, al servizio di utenti e associazioni dei consumatori, per inviare segnalazioni, scritte o vocali, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Le segnalazioni possono essere inviate direttamente dai cittadini o tramite le Associazioni dei consumatori.

  • Ottobre, 12
  • 4560
  • Acquisti e Garanzie, Assicurazioni, Casa e Utenze, Internet, Pratiche commerciali scorrette, Risparmio e Investimenti, Servizi e Società, Telefonia, Turismo e Trasporti, TV
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Volkswagen: bufera su acquirenti e risparmiatori La bufera delle emissioni Volkswagen travolge oltre agli acquirenti anche i risparmiatori. Confconsumatori annuncia una battaglia a 360°

Parma, 23 settembre 2015 – A seguito dello scandalo emissioni dei motori diesel in USA, Confconsumatori è a lavoro per approfondire ogni aspetto della questione: l’associazione scriverà in questi giorni alla Società e alle Autorità ed Istituzioni italiane ed europee, per accertare i fatti e i danni effettivamente subiti dagli acquirenti del mercato europeo, compresi quelli che riguardano i titolari di azioni Volkswagen. I consumatori e gli azionisti interessati da subito possono rivolgersi a Confconsumatori per chiedere di ricevere aggiornamenti sulle iniziative di tutela che verranno intraprese.

Il titolo Volkswagen è crollato in Borsa, registrando in una giornata un -20%, stando alle notizie diffuse dai media. La vicenda che vede protagonista il colosso tedesco, oltre ad un danno all’ambiente ed alla salute, provoca, indubbiamente, un danno anche ai possessori di titoli del gruppo Volkswagen che nel giro di poche ore hanno subito un crollo verticale del valore delle azioni, con conseguente perdita economica. Il rischio è che il valore del titolo possa scendere ancora, anche a seguito delle prevedibili multe e cause di risarcimento danni da parte degli acquirenti statunitensi, nonché perdite di quote di mercato per il danno di immagine subito.

Pertanto, oltre agli acquirenti che hanno comprato un bene con caratteristiche diverse da quelle promesse, anche i risparmiatori hanno subito un danno. La Confconsumatori, forte dell’esperienza ultradecennale in materia di “Risparmio Tradito” è già al lavoro per valutare se vi sono gli estremi per tutelare sia gli acquirenti (laddove dalle indagini dovesse risultare che anche sulle auto vendute in Italia sia stato effettivamente istallato il software civetta) sia i risparmiatori, in questa triste vicenda.

«Non appena appreso del comportamento posto in essere da Volkswagen, confermato dallo stesso gruppo, come Associazione abbiamo cominciato ad analizzare nel dettaglio la vicenda – afferma l’avvocato Emilio Graziuso, componente del Consiglio Direttivo Nazionale della Confconsumatori – Saremo, quindi, come in passato, al fianco dei risparmiatori con azioni concrete volte ad esaminare la specifica posizione degli stessi ed a valutare, con i nostri esperti, la possibilità di ottenere il risarcimento del danno subito».

Per maggiori informazioni è possibile contattare le sedi di Confconsumatori (un elenco completo è disponibile nell’area DOVE SIAMO del sito nazionale) o compilare il modulo online qui sotto. 

  • Settembre, 23
  • 5087
  • Acquisti e Garanzie, Risparmio e Investimenti, Salute
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Privatizzazione FS: Confconsumatori scrive a Renzi La dismissione della rete elettrica FS può incidere negativamente sull’utenza: Confconsumatori chiede un confronto con le Istituzioni

Parma, 5 febbraio 2015 – Mentre questa mattina al Ministero dell'Economia i tecnici del Mef incontravano gli advisor individuati per la privatizzazione delle Ferrovie dello Stato, Confconsumatori ha scritto una lettera a tutte le Istituzioni coinvolte nell’operazione della cessione della rete elettrica delle FSI, esprimendo preoccupazione circa la ricaduta che tali decisioni potrebbero avere sui consumatori.

Nella lettera, firmata dalla presidente di Confconsumatori Mara Colla, l’associazione esprime «Viva preoccupazione che la dismissione della proprietà della rete elettrica servente i trasporti ferroviari possa incidere negativamente sull’utenza, in particolare in relazione ai livelli tariffari, sia dei servizi di trasporto sia del costo dell’energia». Tra i destinatari della lettera ci sono il Presidente Matteo Renzi, i Ministri Pier Carlo Padoan e Maurizio Lupi, il Presidente di Agcm Giovanni Pitruzzella, il Presidente dell’Aeegsi Guido Bortoni e il Presidente dell’Art Andrea Camanzi.

«Poiché si tratta di beni già facenti parte del demanio ferroviario, – continua la missiva – a suo tempo trasferito alle FS con un chiaro vincolo di destinazione, riferito anche agli utili netti della gestione (art. 15 Legge 17 maggio 1985 n. 210), vincolo sempre ribadito anche dalla successiva giurisprudenza civile ed amministrativa, riteniamo necessario che oltre al procedimento avviato dall’Aeegsi (di cui alla Del. 22 gennaio 2015) sia anche intrapreso un percorso di approfondimento dei vincoli giuridici ed economici che connotano tutta la rete ed i servizi ferroviari in termini di interesse pubblico.

Indispensabile appare di conseguenza il confronto, fin da subito e non a cose fatte, con le associazioni dei consumatori e con tutte le Autorità a vario titolo necessariamente interessate a questa complessa e significativa questione».

In base alla nuova legge di Stabilità, infatti, Terna, gestore della rete di trasmissione nazionale, potrà acquistare le linee elettriche delle Ferrovie dello Stato, un network elettrico a media e alta tensione che corre lungo i binari per circa 9 mila km e valutata 1 miliardo dall’AD di FS Michele Elia. Il rischio, però, è che Terna trasferisca parte del costo ai consumatori nella bolletta della luce, quando, invece, gli italiani hanno già pagato la rete attraverso le tasse.

LA PARTITA DELLE PRIVATIZZAZIONI – La cessione delle linee elettriche è solo il primo step di un complesso percorso mirato a fare entrare i privati nel gruppo FS. Nei giorni scorsi la task force alla guida dell’operazione ha annunciato gli advisor scelti dal Tesoro per affiancarsi nel processo di privatizzazione.

Se per il Governo la partita delle privatizzazioni di Enel, Poste e Ferrovie sarà «Vantaggiosa per le Aziende e per abbattere il debito pubblico», per Confconsumatori l’attenzione dovrà restare puntata sul servizio garantito al consumatore: l’efficienza del servizio, il mantenimento dei collegamenti locali a bassa velocità e, soprattutto, nessun costo aggiuntivo.

  • Febbraio, 5
  • 2621
  • Servizi e Società, Turismo e Trasporti
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Sanzionata pellicceria per pubblicità ingannevole Grazie alla segnalazione di Confconsumatori, l’Antitrust ha sanzionato per 20mila euro la messinese Fratelli Levì per pubblicità ingannevole

Messina-Parma, 4 luglio 2014 – Grazie alla segnalazione di Confconsumatori, nei mesi scorsi l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha comminato una sanzione amministrativa pecuniaria di 20mila euro alla Fratelli Levì, pellicceria con sede legale a Messina, per pubblicità ingannevole.

La Fratelli Levì aveva diffuso a livello nazionale degli spot televisivi, andati in onda su Raiuno da dicembre 2012 a maggio 2013 e su diversi canali Sky nel novembre 2013, nei quali si prospettava la possibilità di vendere presso i negozi della società la propria pelliccia usata ricevendo in cambio una somma di denaro. Negli spot comparivano chiaramente delle banconote in contanti. In realtà, a fronte della consegna della pelliccia, il professionista riconosceva al consumatore un buono di acquisto da spendere presso i punti vendita Fratelli Levì e, in ogni caso, il valore riconosciuto al capo di pelliccia reso era sempre notevolmente inferiore rispetto al reale valore di mercato del bene.

Dopo avere richiesto anche il parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, visto che la pratica commerciale era stata diffusa per via televisiva, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ritenuto che la condotta commerciale della Fratelli Levì risultasse idonea a falsare il comportamento economico dei consumatori ai quali era destinata in quanto ingannevole; i consumatori, infatti, erano indotti a credere che fosse possibile un guadagno cedendo un capo di abbigliamento usato, ignari del reale scopo del venditore medesimo, ovvero quello di agganciare nuovi clienti per indurli ad acquisti futuri presso i propri punti vendita, riconoscendo, per gran parte del valore del capo reso, solo dei buoni sconto da utilizzare a fronte dell’acquisto di una nuova pelliccia.

«Il provvedimento adottato dal Garante – commenta l’avvocato Fulvio Capria, presidente provinciale di Confconsumatori Messina – va valutato in maniera ancora più significativa poiché sanziona un comportamento che, oltre ad essere commercialmente scorretto, è in grado di creare, a livello sociale, dei meccanismi ambigui e impropri decantando artificiosamente, in un periodo di crisi come il nostro, la possibilità per la gente di ricevere danaro in cambio di una pelliccia usata». Confconsumatori invita i cittadini a segnalare eventuali pratiche commerciali scorrette e/o ingannevoli presso le sedi territoriali dell’Associazione.

Scarica il provvedimento dell’Autorità.

  • Luglio, 4
  • 11329
  • Acquisti e Garanzie, Pratiche commerciali scorrette, Sicilia, TV
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Recupero crediti: Antitrust multa per 300 mila euro un’impresa segnalata da Confconsumatori Migliaia di citazioni presso sedi di Giudici di Pace sistematicamente non competenti e con date fittizie della prima udienza

Parma , 6 settembre 2013 – A pochi mesi dalla multa all’impresa Paravati, Confconsumatori accoglie con soddisfazione un nuovo provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, recependo anche in questo caso la segnalazione inoltrata dall’associazione dei consumatori, sanziona l’impresa di recupero crediti Fire Spa con una multa da 300 mila euro .

L’Agcm ha multato l’impresa di Messina per pratica aggressiva. Da tempo, infatti, per recuperare crediti inoltrava ai consumatori, per il tramite di avvocati, atti di citazione con l’indicazione fittizia della data della prima udienza, presso sedi di Giudici di Pace sistematicamente diverse da quelle territorialmente competenti e senza quasi mai procedere ad iscrivere a ruolo la causa. Su ben 4.160 di atti di citazione inoltrati solo il 3,43% riguarda citazioni instaurate presso Giudici di pace competenti e solo l’1,49% riguarda cause effettivamente iscritte a ruolo.

I consumatori destinatari degli atti di citazione ne erano immediatamente spaventati. A prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, e senza poter valutare la completezza e la correttezza della richiesta, preferivano provvedere rapidamente al pagamento dell’importo intimato, piuttosto che esporsi ad un contenzioso giudiziario. La condotta di Fire, in buona sostanza, era idonea a creare un grado di pressione psicologica tale da condizionare il comportamento del consumatore ed è perciò stesso stata ritenuta commercialmente scorretta e aggressiva.

La Fire agiva su mandato di diverse società: Agos Ducato S.p.A., Seat Pagine Gialle S.p.A., GDF Suez Energie S.p.A., Sorgenia S.p.A. e Securisation Services Funding S.A., che avevano conferito l’incarico di svolgere le attività di gestione e di recupero dei crediti.

« Il provvedimento adottato – afferma Mara Colla, Presidente nazionale di Confconsumatori – conferma, da un lato, l’efficacia della disciplina normativa in materia di pratiche commerciali aggressive a tutela dei consumatori e, dall’altro lato, l’utilità del lavoro svolto dalle sedi territoriali di Confconsumatori, che raccogliendo le istanze dei cittadini, supportano l’Autorità Garante nel raggiungimento di questi brillanti risultati ».

Confconsumatori rinnova l'invito a tutti i consumatori, vittima di società di recupero crediti senza scrupoli, a segnalare gratuitamente alle proprie sedi dislocate su tutto il territorio nazionale, comportamenti commercialmente scorretti e/o aggressivi e ingannevoli. 

Scarica il provvedimento.

  • Settembre, 6
  • 13915
  • Pratiche commerciali scorrette, Sicilia
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Pagina 3 di 4«1234»

SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
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Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
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Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
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CF 80025080344
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