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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: casa

Decreto Salva-Casa, accolte le osservazioni delle associazioni dei consumatori: “Misura a tutela di tante famiglie italiane” La conversione in legge del D.L. 69/2024 elimina i vincoli alla vendita degli immobili costruiti prima del 1977

Roma, 31 luglio 2024 – Nel corso dell’iter parlamentare le associazioni dei consumatori riconosciute ai sensi dell’articolo 137 del Codice del consumo, udite dalla commissione Lavori Pubblici e Ambiente della Camera di Deputati (Adusbef, Assoutenti, Casa del consumatore, Codici e Confconsumatori) hanno presentato richieste di miglioramento seguendo lo spirito della norma di legge di “alleggerire” le famiglie italiane proprietarie di prima casa da una serie di vincoli e distorsioni generate dalla stratificazione normativa succedutasi nel corso degli anni e che ha essenzialmente introdotto il vincolo della doppia conformità in caso di cessione di appartamento anche costruito decenni prima. Una normativa che troppo spesso bloccava o rallentava le vendite delle prime case solo per mere irregolarità formali e senza, in realtà, alcuna modifica costruttiva avvenuta nel corso degli anni.
“Questo decreto – dichiara Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati        – rappresenta una svolta epocale. Finalmente si potranno avere immobili che possono essere commercializzati, cosa che era impedita da aspetti meramente burocratici che rappresentavano un lacciuolo per i cittadini.
“Il DL Salva-casa, grazie all’approvazione del Parlamento, è diventato da alcuni giorni una legge dello Stato – commenta l’onorevole Fabrizio Rossi, componente commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati –. Un provvedimento molto sentito, sia dai cittadini che dai professionisti, che va nella direzione giusta. Una legge con la quale vengono apportate semplificazioni, snellimento della burocrazia e regole di buon senso, che riporteranno sul mercato tante unità abitative. Regole e norme che trovano ampio consenso anche da parte delle varie associazioni nazionali dei consumatori. Associazioni, quest’ultime, da sempre vicine e soprattutto attente alle esigenze e alla tutela dei cittadini, con le quali, dopo le audizioni in Commissione, alcune parti sono state condivise e recepite nel provvedimento stesso”.
Le Associazioni riscontrano che nella legge di conversione è stata accolta la loro osservazione relativa agli immobili costruiti prima del 1977 (quindi più di 40 anni fa) introducendo la possibilità di regolare eventuali difformità, spesso e volentieri “native”, col fine così di salvaguardare il legittimo affidamento degli attuali proprietari che hanno acquistato il bene come “regolare” secondo le normative dell’epoca. In sede di conversione, infatti, è stato introdotto – come suggerito dalle associazioni dei consumatori – l’articolo 34 ter che prevede la regolarizzazione e individua nel tecnico incaricato la figura centrale che va ad accertare e documentare l’epoca di realizzazione delle eventuali opere difformi. La centralità del tecnico incaricato è stata anch’essa fortemente sollecitata dalle associazioni in sede di audizione.
Per Gabriele Melluso (presidente nazionale di Assoutenti) e Marco Festelli (presidente nazionale di Confconsumatori) “la legge finalmente va incontro ai cittadini e alle famiglie proprietarie della prima casa, non aiuta speculazioni edilizie o costruzioni abusive ma semplicemente allontana dalla prima casa la “mannaia” burocratica creata negli anni e soprattutto riporta serenità e semplicità nel mercato delle prime case.
Per Melluso “si auspica che il metodo adottato dal Governo possa divenire un modello proficuo per il futuro: l’esperienza ha portato un gruppo di autorevoli associazioni dei consumatori a rappresentare le esigenze riscontrate giorno dopo giorno dai consumatori: grazie al contributo degli addetti ai lavori è stata data voce ai cittadini e innalzato il livello di accountability della politica”.
Per Marco Festelli inoltre “l’attenzione della Commissione camerale competente e di tutto il Parlamento sulle osservazioni fornite dalle associazioni dei consumatori, quelle  rappresentative dei cittadini consumatori e quindi delle famiglie italiane, costituisce un esempio di buona politica e di sensibilità delle istituzioni nei confronti dei “corpi intermedi”, cioè nei confronti di quelle aggregazione sociali, come le associazioni dei consumatori, attraverso le quali gli interessi legittimi e diffusi dei cittadini prendono voce. L’auspicio pertanto e che questo sia il primo passo verso l’ascolto, da parte del Legislatore, della voce dei consumatori italiani”.
Per Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici, “il decreto Salva-casa fa finalmente chiarezza in un settore che negli anni ha creato diversi problemi a tante famiglie, rendendo difficili e onerose le pratiche di vendita e di acquisto di un immobile. In un mercato già di per sè complicato, e considerando un contesto generale segnato in maniera pesante dall’emergenza mutui, rendere più semplici gli iter burocratici e alleggerire la pressione sulle abitazioni con difformità edilizie di piccola entità e magari anche datate è un passo avanti importante. Non si tratta di un via libera a speculazioni o abusivismi, ma di un intervento che lascia da parte la demagogia e guarda alla realtà, liberando le famiglie da adempimenti burocratici che in alcuni casi hanno trasformato una semplice vendita di un immobile in un’impresa impossibile”.
L’avvocato Gianluca Betti, master in Diritto amministrativo, intervenuto in audizione nell’VIII Commissione della Camera dei Deputati nell’iter di conversione in legge del D.L. 69\24 con il gruppo di lavoro composto dall’ingegner Enrico Sterpi (presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Genova) e dall’avvocatoAndrea Di Leo (docente in Master universitari) e coordinato dall’avvocato Gabriele Melluso, per conto di Assoutenti con l’adesione di Adusbef, Casa del consumatore, Codici, Confconsumatori e Lega Consumatori, esprime “soddisfazione per l’accoglimento di molte delle proposte di emendamenti al decreto Salva-casa. In particolare – dichiara – in sede di conversione, i punti III (varianti ante 77) e IV (variante “regolarizzata” tramite abitabilità) sono stati recepiti, con alcune riformulazioni, dal nuovo art. 34-ter del DPR 380 del 2001. Questa è una piccola rivoluzione copernicana che permetterà di risolvere situazioni incancrenite e risalenti nel tempo a favore dei consumatori proprietari di casa. Inoltre, anche la modifica dell’art. 32, comma 3 del DPR 380 del 2001 proposta dal gruppo di lavoro è stata parzialmente accolta, eliminando il secondo periodo di tale comma, determinando così la non automatica trasformazione di ogni difformità sotto la soglia di variazione essenziale, in variazione essenziale, con effetti positivi sul nuovo istituto delle varianti risalenti ex art. 34ter DPR 380\01”.
L’ingegner Enrico Sterpi rileva “il ruolo centrale e di equilibrio nel procedimento edilizio, oltre che di tutela del consumatore”. Rileva con interesse “la revisione delle dimensioni minime di altezza dei locali con una riduzione delle altezze minime di legge per l’ottenimento dell’agibilità, situazione che porta l’Italia più vicina alla visione europea, che garantisce la possibilità di costruire con minore impatto sui consumi energetici, in genere a minor volume corrisponde minor richiesta di energia, e creando una condizione di riduzione dei costi di costruzione. Analogamente, la riduzione della superficie minima dei monolocali permette di ampliare la possibilità di acquisto di una abitazione da parte dei cittadini meno abbienti. Questa nuova visione segna un importante passo verso la revisione di standard edilizi oramai da aggiornare e attualizzare”.
Il gruppo di lavoro esprime “apprezzamento per gli emendamenti accolti che, grazie all’intervento delle associazioni a tutela del consumatore, mirano a tutelare i cittadini, consumatori proprietari di casa” e resta comunque “a disposizione per un’eventuale stagione di riforma organica del DPR 380\2001, anche nell’ottica di una sempre maggior tutela del consumatore”.
Nella foto, da sinistra: Tommaso Foti, Marco Festelli, Gabriele Melluso, Fabrizio Rossi
  • Luglio, 31
  • 1823
  • Casa e Utenze
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“Sì all’ampliamento del Decreto salva casa, a tutela di tante famiglie italiane” La posizione di Adusbef, Assoutenti, Casa del consumatore, Codici e Confconsumatori, sentite dall’ottava Commissione della Camera dei deputati

Parma, 1 luglio 2024 – Le associazioni a tutela del consumatore (Adusbef, Assoutenti, Casa del consumatore, Codici e Confconsumatori) sono state sentite dall’ottava Commissione della Camera dei deputati (Lavori pubblici e Ambiente) e hanno espresso «un generale apprezzamento alle finalità del Decreto legge 69/2024 Salva casa, prendendo atto che con tale normativa il Governo intende, fortunatamente, intervenire sulle discrasie della normativa stratificatasi sulla doppia conformità in caso di vendita dell’immobile. Quella normativa che ha costretto molte famiglie italiane, in passato, a pratiche di sanatoria edilizia pur non avendo mai compiuto alcun abuso e talvolta anche perso la conclusione della vendita».
GLI ESPERTI – Si va quindi nella giusta direzione per le associazioni dei consumatori, che si sono avvalse di un gruppo di lavoro composto da importanti esperti: l’avvocato Andrea Di Leo, docente in master universitari e vicepresidente di Agidi, l’Associazione italiana giuristi di diritto immobiliare e consulente del Collegio geometri di Roma e provincia; l’ingegnere Enrico Sterpi, presidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Genova e dottore di ricerca in Ingegneria civile e ambientale; l’avvocato Gianluca Betti del foro di Genova, master di secondo livello in Diritto processuale amministrativo dell’Università europea di Roma.
LE RICHIESTE – Le associazioni hanno chiesto «l’ampliamento del decreto in sede di conversione – dichiarano – per sburocratizzare e alleggerire la pressione su quelle abitazioni che riportano lievi e magari datate difformità edilizie, ponendo al centro della legislazione il concetto di affidamento del cittadino in buona fede. Confidiamo pertanto che il Governo e il Parlamento valutino con attenzione le importanti proposte per lo snellimento delle pratiche edilizie e la libera circolazione di immobili afflitti soltanto da piccolissime difformità magari tollerate all’epoca della loro costruzione».
Per Marco Festelli, presidente nazionale di Confconsumatori, «è un buon inizio verso l’eliminazione di una serie illogica di adempimenti burocratici legati alla vendita delle prime case».
LA TUTELA – Chi necessita di assistenza e informazioni può rivolgersi allo sportello online di Confconsumatori (https://www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/) e agli sportelli territoriali dell’associazione (https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/).
  • Luglio, 1
  • 1480
  • Casa e Utenze
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Aumenti indiscriminati e variazioni unilaterali delle polizze assicurative sulla casa Assoutenti, Confconsumatori e Movimento consumatori denunciano le prassi non corrette delle principali compagnie italiane

Parma, 21 giugno 2024 – «Dall’ottobre 2023 all’aprile 2024 almeno dieci tra le più grandi compagnie assicurative del Paese, che rappresentano la stragrande maggioranza del mercato, hanno non solo incrementato i premi delle nuove polizze casa (+20-30%) ma hanno deciso una politica commerciale a nostro avviso non corretta, volta a fissare un nuovo prezzo delle polizze poliennali esistenti senza l’invio di disdetta e peggiorare le condizioni contrattuali con l’introduzione dello jus variandi, cioè con riferimento alle polizze già stipulate».

IL CASO – È quanto hanno rilevato e accertato le associazioni Assoutenti, Confconsumatori e Movimento consumatori, anche grazie alla segnalazione del Sna, Sindacato nazionale agenti. «Sulle polizze casa – confermano le associazioni a tutela dei consumatori – si riscontrano aumenti importanti e anche retroattivi con l’introduzione dello jus variandi, cioè la nuova clausola che le compagnie tentano surrettiziamente di applicare anche alle polizze già stipulate da anni: in base a questa clausola le compagnie pochi giorni prima della scadenza, senza inviare neppure la raccomandata, potranno unilateralmente aumentare il premio e così costringere il consumatore assicurato ad accettare l’aumento oppure restare scoperto per un rischio importante come quello della casa. In sostanza le compagnie assicurative mirano a replicare la prassi della quale si avvalgono anche le società energetiche per innalzare il prezzo a loro discrezione, all’insaputa e senza il consenso del cliente-consumatore. Una condotta aggravata dalla pressione che le compagnie stanno tentando di indurre forzando i loro agenti (con pressioni indebite o particolari premi economici) a costringere i clienti ad accettare le nuove condizioni peggiorative evitando anche la disdetta prevista dai contratti, da inviare entro un termine tassativo, talvolta anche invitando gli stessi agenti a rifiutare il rinnovo della polizza qualora l’assicurato non intenda accettare le modifiche peggiorative».

LA TUTELA – Gli agenti, per tentare di scongiurare questa prassi, si sono rivolti a Sna che ha presentato un esposto e ora anche i rappresentanti delle famiglie assicurate chiedono all’Autorità antitrust di verificare la condotta delle compagnie per la salvaguardia dei diritti fondamentali degli assicurati e la validità delle nuove clausole di jus variandi.

«Invitiamo tutti i cittadini consumatori – dichiara il presidente nazionale di Confconsumatori, Marco Festelli – a fare attenzione nel momento in cui vanno a pagare la polizza della casa, già esistente, verificando che il premio corrisponda a quanto pattuito e che non vi siano modifiche da firmare». Eventuali problematiche possono essere segnalate allo sportello online di Confconsumatori (https://www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/) o rivolgendosi alle sedi territoriali dell’associazione (tutti i contatti su https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/).

  • Giugno, 21
  • 9548
  • Assicurazioni
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Proroga Superbonus 110%: i consigli di Confconsumatori per evitare brutte sorprese Importante imparare a tutelarsi dalle imprese che abbandonano i lavori o impongono costi aggiuntivi illegittimi

Parma, 13 ottobre 2023 – Come noto, il Governo ha prorogato dal 30 settembre al 31 dicembre 2023 il termine per il completamento dei lavori rientranti nel Superbonus 110% su tutti gli edifici unifamiliari e assimilati (le cosiddette villette). Questi mesi sono una boccata d’ossigeno per tutti coloro che al 30 settembre dello scorso anno avevano già completato almeno il 30% dell’intervento complessivo, e che potranno ora contare su altro tempo prezioso per non vanificare gli sforzi fatti sinora. Ma occorre fare attenzione ad alcuni aspetti importanti, per non rischiare di perdere questa nuova occasione.

EMERGENZA LAVORI BLOCCATI

Moltissime sono state le segnalazioni ricevute da parte dei proprietari che, dopo aver commissionato lavori di ristrutturazione per importi spesso molto ingenti e dopo aver firmato montagne di carte, contratti e anche qualche SAL (stato avanzamento lavori), hanno visto le imprese appaltatrici iniziare le attività, scontare le fatture e poi disinteressarsi completamente e, in alcuni casi, addirittura abbandonare del tutto il cantiere.

L’ulteriore tempo concesso da questa proroga è senza dubbio importante, ma potrebbe non bastare per tutti. “Alcuni dei nostri assistiti – spiegano gli avvocati Antonio Pinto e Alberto Sgaramella di Confconsumatori – hanno contrattualizzato i lavori di ristrutturazione nel 2022 e a settembre dello stesso anno l’impresa ha emesso il primo SAL per l’importo del 30% (come previsto per legge). Ad oggi, però, i lavori si sono bloccati e l’assenza di una effettiva ripresa – soprattutto dopo la pausa estiva – mette seriamente a rischio la possibilità di completare l’opera appaltata”.

I CONSIGLI

“In questi casi, ci sono alcune buone pratiche da mettere subito in campo – proseguono gli avvocati Pinto e Sgaramella – come ad esempio controllare i SAL emessi dall’impresa per verificare che ci sia esatta corrispondenza tra i lavori certificati e quelli effettivamente eseguiti. Un secondo accorgimento è senz’altro quello non confidare eccessivamente nella buona volontà dell’impresa appaltatrice e di diffidarla formalmente alla ripresa dei lavori e al completamento delle opere nei termini pattuiti. La delicatezza della situazione consiste anche nel fatto che il committente in buona fede ha comunque già ceduto il proprio credito fiscale all’impresa e quindi in caso di irregolarità sarà il primo soggetto sui cui ricadranno le pesanti responsabilità previste per legge”.

AGIRE SUBITO PER TUTELARSI

Un’azione chiara e tempestiva è quindi indispensabile per tutelare al meglio il proprietario. Ovviamente, qualora le trattative non dovessero portare a una concreta soluzione, sarà necessario agire subito giudizialmente nei confronti dell’impresa e, nel caso, anche del Direttore Lavori, ad esempio con una procedura di Accertamento Tecnico Preventivo. Da questo punto di vista, la Giustizia ha certamente tempi molto lunghi e incompatibili con l’urgenza della situazione che stiamo vivendo, ma ci sono una serie di strumenti processuali che, se ben impiegati, possono iniziare a offrire una prima tutela effettiva al committente oppure agevolare un accordo transattivo con la controparte.

In ogni caso, per tutelare il committente in modo efficace sia nei confronti dell’impresa sia eventualmente del Fisco è fondamentale contestare subito le situazioni di grave ritardo o di inadempienza e fare ricorso al Tribunale affinché un tecnico cristallizzi la situazione sul cantiere prima della scadenza di dicembre.

COSTI AGGIUNTIVI E RICHIESTE ILLEGITTIME

Un secondo problema è che alcune imprese stanno tentando surrettiziamente di ribaltare sui clienti i costi degli oneri finanziari che le banche che acquistano i crediti impongono loro. Sta infatti accadendo che gli istituti finanziari che ancora acquistano i crediti facciano pagare una “commissione” in percentuale anche fino al 15%. Ebbene, stiamo assistendo a lettere di imprese di costruzioni che impongono al cliente di sostenere quei costi, pena la mancata chiusura dei lavori. La richiesta è illegittima perché contrattualmente non è quasi mai prevista, tuttavia il cliente si trova dinanzi a un bivio ed è costretto a scegliere se cedere e pagare somme non dovute o rischiare di non finire i lavori e perdere tutto il beneficio, con l’aggravante del cantiere che rimane in casa.

Il presidente di Confconsumatori Marco Festelli invita i cittadini che stanno subendo queste condotte poco corrette “a denunciare e rivolgersi alle sedi di Confconsumatori per verificare gli effettivi obblighi previsti nei contratti stipulati con le imprese in modo di predisporre iniziative a tutela dei propri diritti su questo tema così delicato, che tocca un bene primario come la casa”.

Per assistenza e informazioni è possibile contattare gli sportelli Confconsumatori elencati nella sezione “Dove siamo” del sito www.confconsumatori.it.

  • Ottobre, 13
  • 2422
  • Casa e Utenze
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Pignoramento immobili: è possibile bloccarlo anche in fase avanzata Nuova importante sentenza ottenuta dallo sportello di Confconsumatori Bitonto

Bitonto, 3 luglio 2023 – Lo sportello di Confconsumatori Bitonto-Sede provinciale di Bari è protagonista di una nuova importante vittoria in materia di pignoramenti grazie al lavoro degli avvocati Nuccia Lisi e Filomena Panzarino.

Una svolta nelle procedure di pignoramento immobiliare

Il Tribunale di Tivoli, in seguito alle argomentazioni presentate dagli avvocati Lisi e Panzarino, ha applicato la recentissima sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione del 6 aprile 2023, n. 9479/23. Questa sentenza rappresenta un punto di svolta, in quanto consente di fermare i pignoramenti immobiliari anche in fase avanzata.

Opposizione anche in fase avanzata

In precedenza, quando una casa era già all’asta e con decreto ingiuntivo emesso senza opposizione, non vi era la possibilità di bloccare il pignoramento. Tuttavia, la recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione riconosce il carattere abusivo di molteplici clausole presenti nei contratti di finanziamento stipulati dai creditori, tra cui l’usura e il regime finanziario di capitalizzazione composta occulto. L’effetto immediato di questa decisione è la concessione di un termine per l’opposizione tardiva al decreto ingiuntivo, consentendo così agli interessati di opporsi anche in una fase avanzata del processo esecutivo. Di conseguenza, l’immobile non può essere venduto o assegnato finché il giudice dell’opposizione non si sarà pronunciato in merito. Confconsumatori è orgogliosa di questo importante risultato, che dimostra il suo impegno costante nel tutelare i diritti dei consumatori italiani. L’associazione rimane a disposizione dei cittadini per fornire ulteriori informazioni e assistenza in materia.

  • Luglio, 3
  • 4668
  • Casa e Utenze, Compravendita e locazione, Dalle Sedi, Puglia
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Guida “Vivere in condominio”: casi e consigli pratici per vivere insieme Presentata a Roma la nuova guida realizzata dal Consiglio Nazionale del Notariato, le Associazioni dei consumatori e Anaci

Parma, 20 aprile 2023 – Oltre 45 milioni di italiani vivono in un condominio, e dunque condividono spazi e servizi comuni con altre persone. Spesso la mancata conoscenza dei reciproci diritti e dei doveri può portare a gravi contrasti che possono sfociare in cause legali. Per questo motivo è nata la guida “Vivere in Condominio – Casi e risposte pratiche“, presentata ieri a Roma e realizzata dal Consiglio Nazionale del Notariato insieme ad Anaci (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) e 14 Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, U.Di.Con, Unione Nazionale Consumatori).

“Abbiamo fortemente voluto, con Anaci e Consumatori, questa guida per provare a mettere a disposizione della collettività uno strumento che, anche attraverso un repertorio di casi, possa proporre qualche soluzione“, ha spiegato il presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, Giulio Biino. “Il condominio – ha proseguito – è un luogo dove si vive insieme, e quando si vive insieme ci sono dei problemi da affrontare. Attraverso questo strumento possiamo aiutare la collettività“. In Italia sono oltre 1.200.000 i condomini censiti attraverso la presentazione del modello 770, ma secondo Anaci i numeri sono sottostimati. Gli edifici censiti sono circa 11 milioni concentrati soprattutto nelle grandi città, che totalizzano complessivamente 30 milioni di unità immobiliari. Il settore residenziale conta circa 15 milioni di unità immobiliari. In Lombardia si ha la maggiore incidenza di condomìni con il 17% del totale, nel Lazio con il 9,9% e in Campania con l’8,4%. “Vivere in condominio è molto importante, il condominio sta cambiando, ci sono una serie di servizi gestibili e altri che creano difficoltà. Servono servizi sempre più trasparenti, smart e rigorosi, e per questo servono persone sempre più preparate e continuamente aggiornate“, ha sottolineato Francesco Burrelli, Presidente Nazionale di Anaci. Oltre a illustrare le regole di funzionamento del condominio, la guida elenca una serie di casi che forniscono risposte certe alle questioni più frequenti, come quella relativa al sottotetto, la gestione dei condòmini morosi, la convivenza con animali domestici. Secondo il Ministero della Giustizia nel 2022 sono diminuite le cause condominiali dinanzi ai tribunali e aumentate le controversie risolte in sede di mediazione. Sul totale di circa 2,5 milioni di cause civili, che si sono ridotte del 5,4% rispetto al 2021, quelle generate da contrasti condominiali e da liti tra vicini di casa rappresentano circa una su cinque e quindi sono 500.000.

L’obiettivo della guida è proprio quello di “prevenire l’insorgenza di contenziosi e fare formazione nella cittadinanza“, ha detto Grazia Ferdenzi, avvocato di Confconsumatori. “Con la riforma del 2012, che ha profondamente rinnovato la materia del condominio, – aggiunge l’avvocato Ferdenzi –  si è resa quanto mai necessaria una capillare informazione a favore della cittadinanza sempre più coinvolta sul tema. Confconsumatori ritiene che il mettere a confronto le diverse professionalità, quella dei Notai, dell’associazione degli amministratori di condominio e quella delle associazioni di consumatori costituisca un indubbio beneficio a favore della collettività. L’avere un’ampia conoscenza degli elementi che costituiscono e regolano la vita in condominio è un’opportunità che merita di essere approfondita per cercare di arrivare all’obiettivo comune, che è  quello di prevenire, per quanto possibile, l’insorgenza di controversie e quello di formare cittadini consapevoli dei propri diritti.”

“Questa guida è uno strumento di grande utilità“, ha sottolineato inoltre Luciano D’Alfonso (PD-IDP) Componente della Commissione Finanze Camera. “L’ordinamento normativo non deve aspettare che accadano fatti straordinari per intervenire, ma deve attivarsi in anticipo, perché ci sono eventi evidenti e opportunità da cogliere. Per questo dobbiamo unire le competenze“, ha precisato.

La guida è disponibile online e scaricabile gratuitamente QUI.

  • Aprile, 20
  • 3998
  • Casa e Utenze
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
Via Mazzini 43 - 43121 - PARMA
CF 80025080344
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