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Responsabile: Giovanni Vinci
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Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

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Superbonus 110%: soluzioni per le PMI e i privati committenti, costretti a subire la tempesta perfetta L'analisi dell'avvocato Antonio Pinto di Confconsumatori sulla situazione Superbonus 110%

Parma, 18 luglio 2022 – Pubblichiamo di seguito l’analisi dell’avvocato Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia, sulla complessa situazione che coinvolge Superbonus 110%.

LA SINTESI DEL PROBLEMA AD OGGI – Le banche non hanno spazio di manovra per concedere la cessione del credito perché hanno esaurito la tax capacity, ossia i volumi che possono portare in compensazione con i propri debiti fiscali. Le imprese non riescono a sostenere le spese dei lavori, anticipando le somme necessarie per dare esecuzione ai contratti stipulati. I privati che hanno affidato i lavori vedono le proprie abitazioni con i cantieri fermi e non sanno se e quando riprenderanno. E’ la tempesta perfetta ed occorre affrontarla in qualche modo se non si vuole rischiare che il conto lo paghino – paradossalmente – solo le aziende oneste e serie che davvero hanno le competenze e la struttura per realizzare i lavori, nonché i cittadini incolpevoli che hanno fatto affidamento sul credito di imposta per avviare lavori che – senza la promessa del bonus – con le loro sole forze economiche, non avrebbero mai avviato.

Il rapporto sulla politica di bilancio 2022, preparato dall’Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb) ha fatto il punto su tutti i fondi stanziati finora per il superbonus, a partire dalla legge che l’ha istituito, il decreto Rilancio (Dl 34/2020). In totale, si tratta di 33,3 miliardi di euro. E’ accaduto che le previsioni di spesa per lo Stato sono state sottostimate, visto che le domande risultano già superiori a quella cifra ed il quadro di incertezza è aggravato dall’assenza «di un tetto massimo all’onere gravante sul bilancio pubblico». Ma se il tetto non c’è, le domande possono andare avanti. E non esiste limite sui conti pubblici. Questo elemento, unito all’assenza di norme che fissassero parametri certi per le imprese cedenti (il che ha favorito frodi enormi e continue), è stata una follia giuridica oltre che economica da parte di chi ha scritto all’epoca la legge sul Superbonus.

Se le piccole imprese non potranno incassare i 5,2 miliardi di crediti fermi nei cassetti fiscali, si perderanno 47mila posti di lavoro. L’impatto sull’occupazione nel settore delle costruzioni, a causa del blocco del sistema, rischia di essere drammatico.

LE NOVITÀ DEL DL AIUTI E L’IMPATTO SOLO PARZIALE CHE STANNO AVENDO – La cessione dei crediti allargata per il superbonus 110% è diventata realtà pochi giorni fa e avrà una portata temporale ampia, puntando a sbloccare anche cessioni e sconti comunicate prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del decreto Aiuti. È diventato infatti possibile il passaggio dei crediti dalle banche a tutti i soggetti diversi dai consumatori.

Adesso, la quarta cessione sarà possibile «a favore di soggetti diversi dai consumatori o utenti», che abbiano un conto corrente. In pratica, il bacino dei potenziali acquirenti si allarga, perché potrà acquistare i crediti chiunque eserciti attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale. In questo modo, imprese e professionisti diventano destinatari potenziali degli sconti fiscali e quindi si crea una valvola di sfogo che potrebbe sbloccare un mercato ormai quasi completamente fermo.

I crediti acquisiti, infatti, devono essere portati in compensazione. Vanno, cioè, impiegati per pagare imposte e contributi attraverso gli F24. Le banche, soggetti in fondo alla catena delle cessioni, quindi, devono avere una quantità di tasse da pagare che gli consenta di smaltire questa grande massa di crediti. È successo, invece, che questa capienza si sia andata via via esaurendo, anche per gli istituti più grandi. È stato necessario, allora, trovare un modo per allargare la platea dei cessionari e, quindi, la platea fiscale potenziale. Per questo oggi la cessione è stata resa possibile «a favore di soggetti diversi dai consumatori».

Un secondo elemento di novità positivo del Dl Aiuti è quello temporale perché oggetto della cessione è stato allargato anche ai crediti sorti prima dell’emanazione del Decreto Legge. Quindi  tutte le partite Iva in senso ampio, comprese imprese e professionisti potranno acquisire i crediti, anche relativi a spese effettuate nel corso del 2021 e comunque prima del DL Aiuti.

Resta tuttavia aperta la questione della responsabilità di chi acquista i crediti fiscali del Superbonus. Le Entrate, con la circolare 23/E, nei giorni scorsi hanno spiegato che, in caso di frode nella formazione del credito, l’acquirente può essere solidalmente responsabile se non adotta un livello di diligenza che «dipende dalla natura del cessionario». Il rischio concreto è che l’impresa (o il professionista) che acquista dalla banca debba ripetere i controlli perché se ci sono problemi egli ne risponderebbe e quindi non incasserebbe il credito di imposta. Un’operazione ed un rischio che difficilmente gli acquirenti dei crediti vorranno accollarsi. E che potrebbe rendere quindi inefficace l’emendamento. Per sbloccare il mercato dei crediti, sul tema della responsabilità dei cessionari, andrebbe chiarito in sede di conversione del DL Aiuti che, ad eccezione ovviamente dei casi in cui vi è una compartecipazione dolosa a una qualche frode, chi acquista un credito non può essere chiamato a rispondere di nulla, altrimenti l’auspicato sblocco delle cessioni rischia di restare sulla carta. La responsabilità solidale dovrebbe esser esclusa almeno per chi acquista dalle banche (che si presume abbiano già fatto i controlli).

Sul tema della responsabilità dei cessionari dei crediti del Superbonus la Guardia di Finanza ha diramato ai propri reparti territoriali il 26.6.22 una nota di istruzioni. Nello specifico, la responsabilità dell’acquirente sussiste «in tutti i casi in cui quest’ultimo abbia omesso il ricorso alla diligenza richiesta per evitare la realizzazione della violazione e l’immissione sul mercato della liquidità di provenienza illecita». In questo quadro, a intermediari finanziari e soggetti «sottoposti a normative regolamentari» è richiesta l’osservanza di una diligenza particolarmente elevata e qualificata. La sussistenza della diligenza dovrà essere valutata anche sulla base di indici sintomatici della falsità del credito oggetto di compravendita: ad esempio, l’assenza di documentazione, la sproporzione tra valore dei crediti e valore dell’immobile, l’incoerenza tra reddito dei committenti e importi dei lavori, la mancata effettuazione dei lavori, eventuali anomalie sulle condizioni economiche applicate alla cessione dei crediti.

COME DIFENDERSI DALLE BANCHE CHE “RINNEGANO” IL CONTRATTO DI FINANZIAMENTO – Lo snodo principale è la validazione delle società di consulenza a cui si sono rivolte le banche per verificare la correttezza della pratica. È un controllo che garantisce l’allineamento della documentazione presentata alla copiosa normativa. La validazione dei consulenti delle banche è uno snodo cruciale. Finché non c’è la validazione finale, non si arriva al contratto di finanziamento.

La banca, dopo la validazione dei consulenti, stanzia i soldi per la pratica del bonus; con quel denaro il cliente pagherà l’azienda edile, otterrà le fatture e, con il credito d’imposta generato dalla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate, andrà ad estinguere in banca il finanziamento concesso. Oppure se vi è stato sconto in fattura l’impresa edile potrà direttamente finanziare i lavori con la cessione del credito ricevuto dal committente privato. Ma che succede se il plafond fiscale dell’istituto è finito? La banca può bloccare l’operazione? In linea generale, se si è stipulato il contratto la banca è obbligata e non può tirarsi indietro per il semplice fatto di avere “esaurito il plafond”. Se invece non si è giunti alla stipula del contratto di finanziamento, la banca può tirarsi indietro. Tuttavia occorre verificare – caso per caso – il contenuto del contratto di finanziamento e la condotta della banca. È importante che non vi siano ostacoli fra la cessione del credito alla banca e l’estinzione del debito. Bisogna controllare, ad esempio, se vi siano clausole che consentano all’istituto di non accettare la cessione del credito o peggio di revocarlo, ecc..

In secondo luogo, è chiaro che il contratto con la banca non si può cambiare ma si può sempre rinegoziare, anche minacciando – ad esempio ed a seconda dei contenuti dei contratti – una eccessiva onerosità sopravvenuta, oppure il venir meno di una presupposizione essenziale, ovvero di esser stato indotto in errore, oppure di esser stato indotto a fare affidamento su una condotta della banca che è invece rimasta inerte o inadempiente (si pensi al caso di un contratto deliberato positivamente dalla banca ma poi non stipulato).

IL PROBLEMA DEI TEMPI DI ESECUZIONE DEI LAVORI, CHE NEL SUPERBONUS SONO FONTE DI RESPONSABILITÀ CONTRATTUALE E RISARCITORIA SERIA – In edilizia i limiti temporali dei lavori nel settore privato, in genere sono segnati da confini piuttosto sfumati, tra cause di forza maggiore, circostanze imprevedibili e termini suppletivi per l’ultimazione delle opere. Con il Superbonus è diverso. Il legislatore non ha previsto possibilità di deroghe alle scadenze e chi le sfora è tagliato fuori dalla maxi agevolazione, con possibili ripercussioni anche sulla regolarità dei lavori svolti, se legittimati solo mediante un titolo derivante da CILA-Superbonus.

Oggi le scadenze, salvo ulteriori proroghe, sono le seguenti: per i condomini e gli edifici plurifamiliari con unico proprietario (2-4 u.i.) il 110% vale fino al 31 dicembre 2023; chi termina i lavori nel 2024 ha diritto a una agevolazione del 70% e chi passa al 2025 del 65%; per le persone fisiche è invece prevista una proroga al 31 dicembre 2022 ma a patto che al 30 giugno 2022 sia completato il 30% dell’intervento; per gli IACP e per le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, resta la proroga al 31 dicembre 2023 ma a patto che al 30 giugno 2023 sia completato il 60% dell’intervento. È chiaro che, con questo calendario, se i lavori non procedono spediti o se non partono in fretta, qualunque ristrutturazione rischia di saltare o di dover essere pagata a suon di quattrini dal proprietario.

Alla radice di un ritardo di solito ci sono inadempimenti contrattuali. Per lavori privati diversi da quelli oggetto di superbonus si tratta di una fattispecie gestibile facilmente, non essendoci quasi mai scadenze inderogabili. Pertanto in condizioni normali si poteva concedere proroga, magari applicando qualche penale. Del resto arrivare al compimento dei lavori è interesse di tutti. Ora invece sui tempi, così come sugli importi e sull’efficacia degli interventi, non si può più scherzare.

LAVORI INIZIATI E POI BLOCCATI: LE RAGIONI GIURIDICHE CHE I COMMITTENTI PRIVATI E LE IMPRESE POSSONO FAR VALERE – Di fronte al rischio di una impresa inadempiente il committente privato ha essenzialmente solo un’arma, il contratto di appalto che, nel caso del Superbonus, dovrebbe aver regolamentato attentamente i termini di consegna dei lavori, totali e parziali.

In tal senso può essere opportuno verificare, ad esempio, se vi è una “clausola risolutiva espressa”, ai sensi dell’articolo 1456 del Codice civile; in questo modo, al verificarsi di uno o più degli inadempimenti dell’appaltatore come previsti in contratto, il committente potrà decidere di attivare tale clausola inviando alla controparte la sua dichiarazione di volersene valere, a mezzo raccomandata a/r o a mezzo pec, nelle modalità pattuite, con la conseguenza che il contratto si intenderà risolto di diritto. Ciò senza che risulti necessaria la pronuncia della risoluzione da parte di un Giudice e senza dover attendere le tempistiche della diffida e messa in mora. In questa ipotesi la pattuizione preventiva intercorsa tra le parti si sostituisce al controllo del giudice in ordine alla gravità dell’inadempimento.

Il committente potrà tutelarsi verificando nel contratto di appalto quali prestazioni dovranno intendersi da effettuare entro un termine ben definito nel tempo e ritenuto dalle parti espressamente “essenziale”, ai sensi dell’articolo 1457 del Codice civile; in mancanza della prestazione entro il termine fissato (ad esempio esecuzione del 30% dei lavori entro il 30 giugno 2022), il contratto si intenderà risolto di diritto e anche in tale caso non sarà necessaria la risoluzione per via giudiziale, risparmiando così mesi preziosi ed evitando l’alea del giudizio, con i rischi che ne derivano.

È chiaro che, anche laddove non fosse previsto in contratto il suddetto termine “essenziale”, o non fosse stata inserita una “clausola risolutiva espressa” (o più di una), resta al committente la tutela generale prevista dall’articolo 1454 del Codice civile per la quale potrà intimare per iscritto all’appaltatore di adempiere alle sue obbligazioni entro un dato termine preavvisandolo che, in caso contrario, il contratto si intenderà risolto. Laddove l’adempimento non intervenga entro tale termine, che non potrà comunque essere inferiore a quindici giorni salvo casi particolari, il contratto si intenderà anche in questo caso “risolto di diritto”. Infine occorrerà verificare se il contratto prevedeva una assicurazione, attraverso una polizza per danni conseguenti a inadempimento o comunque a rischi specifici.

Ovviamente anche l’appaltatore ha le sue ragioni ed i suoi strumenti di tutela. Ad esempio potrà sempre valutare o di agire in giudizio nei confronti del committente se non è stato messo in condizione di poter ottenere una valida cessione del credito o laddove ritenga che la colpa sia di terzi (ad es. della banca cessionaria, del Direttore dei Lavori, di fornitori/subappaltatori ecc.). Oppure potrà usare una verosimile eccessiva onerosità sopravvenuta per liberarsi da un contratto capestro ecc.. E’ difficile che l’appaltatore non si difenda nei confronti del committente qualora gli venga contestato un inadempimento, con il fine di rovesciare il quadro delle responsabilità e anche per cercare di allontanare il rischio di una richiesta di risarcimento dei danni che il suo inadempimento può aver causato. È chiaro tuttavia che laddove siano state circostanziate in modo adeguato nel contratto di appalto le clausole di risoluzione e laddove, tanto più, la contestazione venga accompagnata da una perizia giurata che attesti la situazione sul piano tecnico (con riguardo a tempi e modalità di esecuzione dei lavori), l’impresa sarà meno propensa ad opporsi alla risoluzione, poiché aumenterebbe il rischio di incorrere in una sentenza che la condanni.

Di certo laddove i lavori non sono iniziati e non si è ancora ricevuto risposta dalla banca per l’ottenimento della cessione del credito, appare saggio optare per una risoluzione consensuale del contratto di appalto. Ma anche laddove i lavori siano iniziati ed il cantiere sia bloccato per mancata accettazione della banca della cessione è sempre opportuna la ricerca di una soluzione consensuale e quindi stragiudiziale fra impresa e committente privato.

di Antonio Pinto

  • Luglio, 18
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Guida Immobili e Bonus fiscali 2022 Aggiornata la guida sui bonus fiscali sulla casa realizzata dal Consiglio del Notariato insieme alle associazioni dei consumatori

Aggiornamento: la Guida, reperibile al link all’interno dell’articolo, è stata aggiornata a ottobre 2022 in seguito a modifiche normative.

Parma, 10 marzo 2022 – Sulla base delle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2022, il Consiglio del Notariato ha aggiornato la Guida Immobili e Bonus fiscali con modifiche, rispetto all’edizione 2021, che riguardano principalmente la cedibilità dei crediti di imposta.

La Guida Immobili e Bonus fiscali 2022, disponibile gratuitamente sul sito www.notariato.it e delle associazioni dei consumatori, illustra i singoli bonus attraverso una serie di schede sintetiche, mettendo a confronto la normativa a regime e quella transitoria, indicando le agevolazioni fiscali in vigore e le modalità per usufruirne, senza tralasciare di illustrare i criteri per la cumulabilità dei bonus, la possibilità di ottenere lo sconto in fattura, la cessione del credito, la differenza fra bonus a regime, bonus rafforzati e super-bonus (110%). Un passaggio è dedicato all’elenco dei documenti da conservare e alla regolamentazione nel caso di compravendita o di altro atto pubblico riguardante l’immobile per il quale sono state richieste le agevolazioni.

Uno strumento prezioso per assicurarsi di restare costantemente al passo con le novità normative, che fornisce a ai cittadini, ma anche ai professionisti e agli operatori del settore, un supporto concreto per districarsi nella complessità della materia. La Guida offre un primo orientamento che non può però prescindere dal coinvolgimento dei professionisti tecnici del settore per valutare la possibilità, nel caso specifico, di beneficiare delle varie agevolazioni fiscali.
All’interno potrai trovare, ad esempio, informazioni sull’Eco-Bonus, sul Sisma Bonus, sul Bonus Facciate e sul Bonus Acquisti.


AGGIORNAMENTO 9 FEBBRAIO 2023: la guida è stata aggiornata e la nuova versione è disponibile QUI.

  • Marzo, 10
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Perché non sia una casa di carta

Parma, 21 ottobre 2021 – Sono tante le iniziative in programma per festeggiare i 15 anni di collaborazione tra Consiglio Nazionale del Notariato e le associazioni dei consumatori. Domani, 22 ottobre, Confconsumatori, rappresentata dall’avvocato Grazia Ferdenzi, parteciperà all’evento previsto in mattinata a Modena dedicato al tema dei Bonus fiscali sugli immobili (per saperne di più clicca QUI), mentre c’è grande attesa per la diretta nazionale del prossimo 25 ottobre, descritta qui sotto, in cui sarà presentata la nuova edizione delle guide per il cittadino dedicate al mondo della casa.

Acquisto all’asta
Mutuo informato
Acquisto certificato

Garanzia preliminare
Prezzo-valore

Per scaricare le guide vai qui: https://www.notariato.it/it/trova-guide

PERCHE’ NON SIA UNA CASA DI CARTA

Il Notariato e le Associazioni dei consumatori lanciano l’evento nazionale “Perché non sia una casa di carta”. Un intero pomeriggio di festa e consulenza sul mondo casa rivolto ai cittadini, per festeggiare i 15 anni di collaborazione tra Consiglio Nazionale del Notariato e 14 Associazioni dei Consumatori, che si terrà in diretta streaming il prossimo 25 ottobre 2021 dal teatro Ghione, in occasione della Giornata europea della giustizia civile.

L’evento è in collaborazione con TEDxAscoliPiceno, TEDxNapoli, TEDxPescara e TEDxTorino, che sul tema casa hanno prodotto 5 Talk Studio, 4 dei quali già disponibili sul canale youtube TEDxTalk http://tiny.cc/sqxjuz, che richiamano le tematiche trattate nella collana “Guide per il cittadino”, realizzate dal Notariato e dalle Associazioni dei consumatori. Il quinto talk, inedito, interpretato da uno speaker d’eccezione, lo scrittore Maurizio De Giovanni, sarà proiettato in diretta il 25 ottobre in apertura dei lavori.

A partire dalle 16.00 del 25 ottobre notai e rappresentanti delle Associazioni dei consumatori presenteranno la nuova edizione delle sei guide dedicate al mondo casa (mutuo informato, acquisto certificato, acquisto in costruzione, prezzo– valore, preliminare, acquisto all’asta) e i cittadini che parteciperanno in diretta streaming all’evento avranno la possibilità di porre le proprie domande ai professionisti presenti in teatro, registrandosi attraverso il seguente link https://virtualvenue.stream/event-CASA-2021.

“Perché non sia una casa di carta” sarà una festa e un’occasione per riaffermare l’importanza della collaborazione fra Notariato e Associazioni dei consumatori, che ha da sempre come priorità la tutela dei cittadini, soprattutto nell’acquisto della casa, che rimane il bene primario per gli italiani.

Notariato e Associazioni dei Consumatori

Il CNN, dal 2005 con la sigla del protocollo d’intesa e operativamente dal 2006 con la costituzione del tavolo di lavoro, è al fianco delle Associazioni dei Consumatori. Ad oggi collabora attivamente con quattordici Associazioni e sono diverse le iniziative intraprese congiuntamente. In particolare, nel corso degli anni sono state redatte e diffuse le Guide per il cittadino, che con un linguaggio semplice analizzano questioni di interesse per la collettività su campi di competenza notarile, così come sono stati organizzati centinaia di eventi sul territorio di incontro e consulenza.

Recentemente sono state aggiornate le sei guide relative al mondo casa e prodotte una serie di infografiche e videografiche che saranno ulteriori strumenti a disposizione dei cittadini nel nuovo sito internet del notariato in fase di costruzione.

La Giornata europea della giustizia civile

Il 25 ottobre si celebra, come ogni anno dal 2003 quando fu istituita su iniziativa della Commissione Europea e del Consiglio d’Europa, la “Giornata europea della giustizia civile”, che rappresenta un momento d’informazione, riflessione e confronto, con l’obiettivo di rendere la “giustizia civile” alla portata dei cittadini europei. Il Consiglio dei Notariati dell’Unione Europea (CNUE – www.cnue.be – il Notariato è presente in ben 22 Paesi), ha deciso di cogliere l’occasione per lanciare un forte messaggio a livello europeo organizzando iniziative di formazione e informazione per tutti i cittadini dell’UE.

  • Ottobre, 21
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Guida Immobili e Bonus fiscali 2021 Il Consiglio del Notariato e le associazioni dei consumatori hanno presentato la guida sui bonus fiscali sulla casa

 

AGGIORNAMENTO 9 FEBBRAIO 2023: la guida è stata aggiornata e la nuova versione è disponibile QUI.


Parma, 24 giugno 2021 – Il Consiglio Nazionale del Notariato e le Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione per la difesa dei consumatori, Unione Nazionale Consumatori) hanno presentato oggi, presso la Camera dei Deputati a Roma, “Immobili e bonus fiscali 2021 – Guida pratica alle agevolazioni fiscali per interventi di rigenerazione del patrimonio immobiliare”, un vademecum focalizzato sui bonus fiscali inerenti la “casa” per orientare i cittadini in una vera e propria “giungla” normativa.

  • Giugno, 24
  • 4848
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Lettera ABI-Consumatori: accesso al credito e sostegno alle famiglie Abi e le Associazioni dei Consumatori, tra cui Confconsumatori, chiedono alle Istituzioni italiane interventi per supportare l'acquisto delle prime case e sostenere chi è in difficoltà con i pagamenti causa Covid-19

Roma, 14 maggio 2021 – Abi e 17 Associazioni dei Consumatori, tra cui Confconsumatori, hanno sottoscritto una lettera indirizzata alle Istituzioni italiane per rappresentare alcune proposte dirette a rafforzare i principali strumenti pubblici volti a favorire l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa e a sostenere le famiglie aventi difficoltà nel pagamento delle rate dei mutui a seguito del perdurare della situazione epidemiologica da Covid 19.

  • Maggio, 14
  • 2008
  • Progetti e Attività, Risparmio e Investimenti
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Legge di Bilancio: le proposte di Confconsumatori Le proposte, contenute in una lettera alla Camera dei Deputati, sono pensate per rendere i provvedimenti futuri più vicini ai consumatori, alle famiglie e al terzo settore.

Parma, 25 novembre 2020 – Con un contributo scritto indirizzato alla X Commissione della Camera dei Deputati, Attività produttive, commercio e turismo, Confconsumatori ha inviato alcune proposte per una Legge di Bilancio vicina ai consumatori, alle famiglie e al terzo settore, senza dimenticare il delicato tema del sovraindebitamento al quale, nelle scorse settimane, l’associazione ha dedicato ben due webinar trasmessi in diretta anche sulla piattaforma Facebook (LINK e LINK).

  • Novembre, 25
  • 1952
  • Casa e Utenze, Rapporti con Pubblica Amministrazione, Servizi e Società
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
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