logo
Iscriviti DONA IL TUO 5X1000
HOME CHI SIAMO CONSIGLIO DIRETTIVO LA STORIA TRASPARENZA DOVE SIAMO ISTITUZIONI & MEDIA PROGETTI MAPPA SITO ARCHIVIO NEWS
HOME
CHI SIAMO
CONSIGLIO DIRETTIVO LA STORIA TRASPARENZA
DOVE SIAMO ISTITUZIONI & MEDIA
PROGETTI
MAPPA SITO ARCHIVIO NEWS

CATEGORIE

  • Accesso alla giustizia e conciliazioni
  • Acquisti e Garanzie
    • Chiusura Contratti
  • Alimentazione
  • Assicurazioni
  • Casa e Utenze
    • Compravendita e locazione
    • Mutui
  • Internet
  • Pratiche commerciali scorrette
  • Privacy e Protezione dei dati personali
  • Progetti e Attività
    • Più sai più sei
    • Anziano fragile
    • ENERGIA: Diritti a viva voce
    • Bella Nonno!
    • CONFOOD
    • Consumatori 2.0
    • PERIODICO “CONFCONSUMATORI NOTIZIE”
    • Io sono Originale
    • NOI & UNICREDIT
    • Terminati
      • PIU’CONCORRENZA,PIU’DIRITTI
      • OCCHI APERTI!
      • GUARDA CHE TI RIGUARDA!
      • RCAuto Risparmiare si può
      • GUIDO SICURO
      • Patti Chiari
      • ENERGIA: Incontri Territoriali
      • CONSUMERLAB
      • STELLA POLARE – SPORTELLI PILOTA
  • Risparmio e Investimenti
  • Salute
  • Servizi e Società
    • Rapporti con Pubblica Amministrazione
  • Telefonia
  • Turismo e Trasporti
    • Patente e multe
  • TV
  • Dalle Sedi
    • Abruzzo
    • Basilicata
    • Calabria
    • Campania
    • Friuli Venezia Giulia
    • Emilia Romagna
    • Liguria
    • Lazio
    • Lombardia
    • Marche
    • Molise
    • Piemonte
    • Puglia
    • Sardegna
    • Sicilia
    • Toscana
    • Umbria
    • Veneto

TAG CLOUD

ABF acqua aereo agenzia consumatori aiuto consumatori alzheimer Arera assicurazioni auto azionista banca Banca Etruria bollette bond argentina BPV conciliazione coronavirus difesa consumatore diritti consumatore energia Energia: diritti a viva voce garanzia gas internet investimenti MPS nave pacchetti turistici parmalat parte civile passeggero Poste protezione consumatori rcauto rimborso risarcimento risparmio salute Salva Banche sicurezza alimentare sostenibilità treno truffa turismo Veneto Banca

MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: Cassazione

Buoni postali Q: due vittorie rimettono tutto in gioco Dopo anni di battaglie, i consumatori si erano scontrati con la Cassazione che aveva negato i rimborsi. Ma ora da Grosseto arrivano due sentenze rivoluzionarie.

Parma, 20 gennaio 2023 – Due recenti sentenze ottenute da Confconsumatori a Grosseto rimettono in discussione le pronunce della Corte di Cassazione, la quale si era espressa a favore di Poste in merito alla questione dell’ingannevolezza dei buoni fruttiferi postali serie “Q/P”, annullando gli effetti di numerosissime precedenti vittorie ottenute dall’associazione davanti all’Arbitro Bancario Finanziario. Ora, però, una nuova speranza per gli intestatari dei buoni Q delusi viene da Grosseto, dove il Giudice ha, invece, condannato Poste al rimborso ritenendo di dover far prevalere “L’orientamento che tutela in via prioritaria l’affidamento riposto dal risparmiatore sulle risultanze letterali del buono postale fruttifero”.

I BUONI “Q/P”: I PRECEDENTI – La vicenda è quella annosa dei buoni fruttiferi postali serie Q emessi su carta intestata della precedente serie P (per questo ribattezzati “Q/P”) e distribuiti senza correggere la stampigliatura relativa ai tassi d’interesse applicati nell’ultima decade (dal 20° al 30° anno). Al momento della riscossione i beneficiari si trovavano applicato un interesse di molto inferiore rispetto a quanto riportato sul buono. Confconsumatori aveva ottenuto, per gli intestatari di buoni Q/P numerose vittorie davanti all’Arbitro Bancario Finanziario e aveva, successivamente, fatto appello al Governo e a Poste, che continuava a negare i rimborsi, per raggiungere un accordo bonario stragiudiziale. La battaglia in tribunale, invece, c’era stata ed era arrivata fino in Cassazione, dove era prevalsa la tesi di Poste, dispensata così dall’obbligo di rimborsare tantissimi italiani che avevano acquistato buoni con modulistica ingannevole.

LE DUE SENTENZE DI GROSSETO – Con due diverse sentenze del 16 gennaio 2023 (scaricale QUI e QUI), il Tribunale di Grosseto, Giudice Unico Claudia Frosini, in merito alla questione relativa alla fruttificazione dal 21mo al 30mo anno dei Buoni Postali Fruttiferi si è discostato dalle ultime quattro pronunce della Suprema Corte di Cassazione ritenendo di dover far prevalere “l’orientamento che tutela in via prioritaria l’affidamento riposto dal risparmiatore sulle risultanze letterali del buono postale fruttifero”. Il Tribunale ha evidenziato la tutela dell’affidamento del risparmiatore perché le indicazioni del buono “In mancanza di disposizioni o correzioni in senso contrario legittimavano l’insorgere di un affidamento contrattuale circa l’applicazione di interessi in misura differenziata”. In questi due casi i risparmiatori erano risultati vittoriosi anche dinanzi all’Abf di Banca d’Italia ma Poste non aveva adempiuto alle decisioni dell’arbitro; dovrà farlo adesso a fronte della pronuncia di condanna al pagamento degli interessi convenuti dal 21mo al 30mo anno, oltre agli interessi legali dalla domanda di pagamento dei due risparmiatori sino al saldo.

CONFCONSUMATORI NON SI FERMA – Per Filomena Lisi, componente del direttivo nazionale e coordinatrice della campagna “buono tradito”, “La battaglia di Confconsumatori, a tutela dei risparmiatori, continua in ogni sede, pur confidando in una soluzione negoziale attraverso il coinvolgimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Cassa Depositi e Prestiti che, nonostante siano stati più volte invitati a dialogare con le associazioni dei consumatori, non hanno mai risposto”. Le sedi territoriali dell’associazione sono a disposizione per assistere i risparmiatori titolari dei buoni postali; l’elenco con i recapiti è qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

Le sentenze del Tribunale di Grosseto sono scaricabili QUI e QUI

  • Gennaio, 20
  • 7260
  • Risparmio e Investimenti, Toscana
  • More

Aiazzone: mobili mai consegnati, vittoria in appello La finanziaria continuava a pretendere il pagamento anche se i mobili non erano mai stati consegnati: “Venditore e finanziaria intrinsecamente legati”

Catania, 19 febbraio 2018 – Confconsumatori ha ottenuto un’autorevole pronuncia della Corte di Appello di Catania sulla risoluzione contestuale di un contratto di vendita (di mobili) e finanziamento collegato (o mutuo di scopo).

IL CASO – Nel 2002 un consumatore aveva acquistato dalla società Aiazzone l’arredamento di una camera da letto in vista del matrimonio della figlia per il prezzo di 4.500 €, stipulando, contestualmente e su proposta dello stesso venditore, un contratto di finanziamento per poter versare l’importo a rate alla finanziaria. I mobili acquistati, però, non erano mai stati consegnati e, nel frattempo la finanziaria continuava a pretendere il pagamento delle rate avendo già versato il totale al venditore, il quale, come è noto, aveva chiuso tutti gli stabilimenti in Italia e trasferito la sede in Israele.

L’ITER GIUDIZIARIO – In primo grado il Tribunale di Catania aveva dato parzialmente ragione al consumatore, condannando la inadempiente Aiazzone a restituire il prezzo, ma ritenendo comunque l’acquirente vincolato nei confronti della finanziaria, cui dovevano pure pagarsi le spese processuali. Il consumatore aveva proposto appello invocando i principi frattanto sanciti dalla Corte di Giustizia Europea la quale si era autorevolmente espressa in favore del consumatore riconoscendo in questi casi il diritto di procedere contro il finanziatore in caso di mancata o inesatta esecuzione delle obbligazioni da parte del fornitore del bene o del servizio (ovviamente quando l’importo finanziato viene erogato direttamente al venditore) al fine di ottenere la risoluzione del contratto di credito. Nei giorni scorsi, la Corte di Appello di Catania, ha fatto proprio il suddetto principio, nel frattempo confermato in Italia anche dalla Corte di Cassazione ritenendo “indubbia l’interdipendenza tra il predetto contratto e quello di compravendita […] non può che costituire la causa dell’intera operazione, tanto vero che Aiazzone S.p.A. è direttamente intervenuta nella stesura del contratto …”.

IL PRINCIPIO FISSATO IN APPELLO – Il contratto di vendita e quello di finanziamento sono intrinsecamente collegati e danno luogo ad un unico rapporto (stanno e cadono insieme). Se il venditore e il finanziatore vanno “a braccetto” quando vengono proposti allettanti acquisti in comode rate, devono sopportare insieme anche le conseguenze quando qualcosa va storto. Ciò si verifica anche quando il bene venduto presenta dei vizi o difformità. L’applicazione dei suddetti principi, oltre al profilo economico, tutela il consumatore per quanto riguarda l’iscrizione negli elenchi dei cattivi pagatori o nei confronti dei famigerati “recupero crediti”.

«Si vanno consolidando, mediante il riconoscimento di importanti pronunce come quella della Corte di Appello di Catania, le tutele in favore dei consumatori, in una materia cioè giuridicamente di recente formazione – hanno dichiarato l’avv. Maurizio Mariani, che ha difeso il consumatore catanese, e l’avv. Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia – Questi importanti precedenti sono di conforto e di enorme soddisfazione perché mettono dei punti fermi e fanno ben sperare per il futuro».

  • Febbraio, 19
  • 4811
  • Acquisti e Garanzie, Sicilia
  • More

Alzheimer: grande vittoria per Confconsumatori Una sentenza fondamentale che dà speranza a tante famiglie alle prese con le rette delle RSA per i parenti malati. «Ora intervengano le Regioni»

Monza, 7 marzo 2017 – Il malato di Alzheimer ricoverato in RSA che necessita di prestazioni sanitarie non deve pagare la retta che dev’essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale e non più dei parenti. A conferma di questo principio, Confconsumatori, da tempo impegnata a fianco delle famiglie con malati e anziani non autosufficienti, ha ottenuto un’importantissima sentenza relativa alle rette di ricovero nelle RSA e strutture convenzionate.

IL CASO – La figlia di una donna malata di Alzheimer (deceduta nel corso del giudizio) aveva ricevuto un decreto ingiuntivo chiesto dalla RSA di Monza, presso la quale la paziente era stata ricoverata, con il quale le si intimava di pagare ben 39.274,66 € a saldo della retta di ricovero, oltre interessi e spese. Ciò anche sulla base di una dichiarazione scritta con la quale la figlia si era impegnata a corrispondere gli importi mensili dovuti dalla madre, qualora fossero venute meno le risorse di quest’ultima.

Il Tribunale di Monza, con sentenza pubblicata 1 marzo scorso, non solo ha revocato il decreto ingiuntivo ma ha anche condannato la RSA a restituire quanto era stato in precedenza versato (2.327,70 €) ritenendo che nulla sia dovuto per i malati di Alzheimer ricoverati, quando necessitano oltre che di prestazioni assistenziali, quali il vitto e l’alloggio, anche di quelle sanitarie. Il Tribunale ha chiarito anche che, in questi casi, un impegno come quello assunto dalla figlia deve ritenersi nullo, non avendo ragion d’essere farsi carico dell’obbligo di pagare ciò che non è dovuto.

LA CASSAZIONE – Secondo l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato madre e figlia in giudizio la sentenza ha grande rilevanza: «Il Tribunale si è uniformato alle sentenze della Cassazione (in particolare alla sentenza n. 22776 del 2016) per le quali quando vi sia stretta correlazione tra prestazioni assistenziali e quelle sanitarie, anche le prime sono a carico del servizio Sanitario e non possono, invece, essere fatte pagare ai malati e ai loro parenti. La sentenza del Tribunale di Monza, inoltre, fa chiarezza sul fatto che anche il nuovo DPCM 14.2.11 non ha modificato la disciplina, avendo lasciato a carico del Servizio Sanitario le “prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria”, come quelle di regola necessarie ai malati di Alzheimer».

UNA BATTAGLIA ISTITUZIONALE – Al di là delle battaglie in tribunale, Confconsumatori sta sollecitando le Istituzioni affinché si uniformino a quanto statuito dalla Suprema Corte e, più in generale, affrontino il problema degli anziani malati con politiche adeguate alla gravità della situazione. Lo scopo della Confconsumatori, infatti, non è incentivare le cause ma piuttosto stimolare la nascita di una efficace nuova politica socio-assistenziale.

Scarica la sentenza del Tribunale di Monza.

LA BATTAGLIA DI CONFCONSUMATORI NELLA PUNTATA DI PRESA DIRETTA DEL 6 MARZO 2017

  • Marzo, 7
  • 15497
  • Lombardia, Progetti e Attività, Rapporti con Pubblica Amministrazione, Salute, Servizi e Società
  • More

“Salva Banche”: continua la battaglia Dalle analisi delle singole posizioni degli azionisti emergono aspetti inquietanti del comportamento della banca verso gli azionisti

Parma, 29 gennaio 2016 – Confconsumatori sta proseguendo la tutela dei propria associati che hanno perduto i loro risparmi in obbligazioni subordinate delle quattro banche interessate dall’operazione “Salva Banche”. In particolare, a Grosseto entro una decina di giorni sarà notificato anche il primo atto di citazione contro la Nuova Banca Etruria.

“Lo sportello di Grosseto  – commenta l’avvocato Marco Festelli, che sta coordinando la battaglia a livello nazionale – ha ricevuto anche decine di azionisti e i comportamenti che emergono, da parte della Banca e dei suoi operatori, sono aberranti. La concessione di prestiti, come per l’acquisto della prima casa, veniva subordinato all’acquisto di un pacchetto azionario della stessa Banca (non di poco valore) e se il cliente non aveva i soldi necessari per l’acquisto, questi venivano mutuati dalla Banca stessa. Addirittura emergono atti pubblici dai quali si ricava che la Banca avrebbe pre determinato di concedere prestiti in ragione di 15 mila euro ogni 100 azioni possedute”

In merito al comportamento scorretto nei confronti degli azionisti Festelli cita la Cassazione: “Per fortuna con gli azionisti si è schierata la Suprema Corte di Cassazione  – spiega l’avvocato – che con la sentenza n. 19559 del 30.9.2015 ha dichiarato la nullità dei mutui o finanziamenti bancari destinati all’acquisto di prodotti finanziari emessi dalla stessa banca di scarsa redditività. In tali casi pertanto gli azionisti, ferma restando l’analisi della situazione personale e contrattuale, potrebbero agire contro la Nuova Banca per vedere dichiarata la nullità parziale del contratto di mutuo, quindi rimborsare esclusivamente la parte di prestito finalizzata all’acquisto dell’abitazione”.

  • Gennaio, 29
  • 3299
  • Risparmio e Investimenti, Toscana
  • More

Alzheimer: prima vittoria a Milano Il giudice lo ha confermato «La retta dei malati di Alzheimer non è dovuta»; Confconsumatori accoglie con entusiasmo la notizia

Parma, 10 luglio 2015 – Dopo che la Corte di Cassazione, con sentenza n. 4558 del 22 marzo 2012, aveva statuito che nulla, assolutamente nulla può essere chiesto ai malati di Alzheimer e ai loro parenti per il ricovero in RSA o in cliniche private convenzionare, oggi anche la giurisprudenza di merito ha iniziato ad uniformarsi al dettato della Suprema Corte. Confconsumatori, che da tempo si occupa del tema e che ha in corso cause analoghe in diverse città d’Italia, ha accolto con entusiasmo la notizia.

Il primo ad essersi pronunciato in materia, proprio in queste settimane, è stato il Tribunale di Milano con sentenza n. 7020/15. Il caso è quello del fratello di una malata di Alzheimer, che aveva proposto opposizione avverso una cartella esattoriale di 118.245,12€ emessa da Equitalia Nord S.p.a., la quale pretendeva dall’uomo, in qualità di unico erede della malata, il credito vantato dal Comune di Milano nei confronti della sorella, deceduta, in condizioni di non autosufficienza perché affetta da Alzheimer. Tale credito derivava dal pagamento, effettuato dall’ente territoriale, della retta di ricovero presso la RSA Istituto Geriatrico.

Il giudice ha, come detto, seguito la pronuncia della Cassazione, affermando che: «Le ragioni del ricovero sono da ravvisare nella grave patologia diagnosticata e dalla necessità per la signora di prestazioni di natura sanitaria, rispetto alle quali quelle di natura socio-assistenziale hanno assunto un carattere marginale e accessorio. […] La Corte – si legge nella sentenza – ha concluso che in presenza di una stretta correlazione fra prestazioni sanitarie e assistenziali con prevalenza degli aspetti di natura sanitaria (come nella fattispecie in esame) si determina la totale competenza del Servizio sanitario nazionale, con conseguente non recuperabilità mediante azione di rivalsa nei confronti dei parenti delle prestazioni erogate dal Comune».

L’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori che sta seguendo diverse cause analoghe ancora in via di definizione, ha accolto con entusiasmo la notizia della prima sentenza favorevole al consumatore in tema di Alzheimer: «Era ora che anche i Tribunali dicessero la loro e si uniformassero alla Corte di Cassazione – ha commentato Franchi – Le Regioni e i Comuni continuano a comportarsi come se quella sentenza non vi fosse mai stata, chiedendo rette di ricovero a malati e parenti».

Oltre alle battaglie in Tribunale, Confconsumatori ha scritto nei mesi scorsi a tutte le Regioni chiedendo di conoscere se la normativa regionale si è adeguata alla sentenza della Cassazione del 2012. Mara Colla, presidente di Confconsumatori, segnala che gli uffici dell’associazione su tutto il territorio nazionale sono a disposizione dei consumatori per chiarimenti in materia.

Scarica la sentenza n. 7020/15

  • Luglio, 10
  • 7198
  • Salute, Servizi e Società
  • More

Alzheimer, incontro a Modena: non lasciamo sole le famiglie Confconsumatori Modena, Cupla e il Coordinamento delle Associazioni dei pensionati del lavoro autonomo hanno organizzato un incontro su RSA e Alzheimer

Modena, 13 febbraio 2015 – Nei giorni scorsi Confconsumatori Modena, Cupla e il Coordinamento delle Associazioni dei pensionati del lavoro autonomo hanno organizzato un incontro sul delicato tema della retta di ricovero dei malati affetti dal morbo di Alzheimer. Da tempo infatti, Confconsumatori si batte perchè venga stabilito il ricovero in RSA gratuito (come riconosciuto anche dalla Cassazione) per i malati di Alzheimer. Al convegno "Anziani e Alzheimer: chi paga la retta?" erano presenti (nelle foto seduti da sinistra): Rino Costa Zaccarelli, presidente di Confconsumatori Modena; Giovanni Franchi, legale Confconsumatori; Adriano Camurri presidente del coordinamento Cupla e Domenico Pernice coordinatore Cupla Modena.

Modena - convegno Alzheimer 13_2_15Modena - convegno Alzheimer 13_2_15 6 Modena - convegno Alzheimer 13_2_15 5 Modena - convegno Alzheimer 13_2_15 4 Modena - convegno Alzheimer 13_2_15 3 Modena - convegno Alzheimer 13_2_15 2 Modena - convegno Alzheimer 13_2_15 1

Adriano Camurri di Cupla ha introdotto l'incontro: <Abbiamo organizzato questo convegno per fornire risposte e sostegno alle famiglie dei soci delle associazioni dei pensionati del lavoro autonomo  che sono costrette a ricoverare nei luoghi di cura malati del morbo di Alzheimer>. Rino Costa di Confconsumatori ha ricordato che a Modena fra Confconsumatori e associazioni dei pensionati esiste una collaborazione ormai collaudata da oltre un decennio. <Alla luce di questa collaborazione – ha spiegato Costa – l'iniziativa promossa vuole sollevare soprattutto un problema che sta veramente mettendo in crisi le famiglie e sollecitare le Istituzioni ad intervenire facendosi carico di costi che devono essere a carico dell'intera comunità>.

L'avvocato Giovanni Franchi di Confconsumatori ha esposto i termini legali del problema facendo riferimento alle diverse sentenze (in particolare quella della Corte di Cassazione n. 4558 del 22 marzo 2012) che ormai consentono di sostenere che <è consolidato nella giurisprudenza italiana l'orientamento che pone a carico del Servizio Sanitario Regionale i costi della cura del morbo di alzheimer e quindi la retta delle case di cura pubbliche o convenzionate con le regioni non essendo possibile distinguere i costi della cura da quelli del ricovero. Dunque i malati di Alzheimer e parenti non devono pagare alcunché per il ricovero a RSA o Case di Cura convenzionate. E possono chiedere in restituzione ciò che hanno versato>.  Domenico Pernice di Cupla, infine, ha evidenziato nel suo intervento la necessità di <non lasciare sole le famiglie di questi malati. Occorre chiamare le Istituzioni ad un confronto che parta dal riconoscimento di questo come di un problema sociale da affrontare sia dal punto di vista economico che sociale>.

Al convegno erano stati invitati gli assessori ai servizi sociali dei principali Comuni del modenese che però hanno scelto di non partecipare o di partecipare senza prendere la parola. E', invece, intervenuto il Ennio Concari presidente dell'associazione malati di Alzheimer di Modena, che si è soffermato sulla crescente rilevanza quantitativa del fenomeno concordando sulla necessità di intraprendere iniziative adeguate ad alleviare i costi finanziari a carico delle famiglie

Vedi altri articoli sul tema Alzheimer.

Vedi la lettera che Confconsumatori ha inviato a tutte le Regioni d'Italia.

  • Febbraio, 17
  • 3349
  • Emilia Romagna, Salute, Servizi e Società, sitoer
  • More
Pagina 1 di 212»

SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
Via Mazzini 43 - 43121 - PARMA
CF 80025080344
Cerca lo sportello a te più vicino nell'area
DOVE SIAMO
APPROFONDIMENTI
Diritti del Consumatore
Il reclamo: i 10 errori più frequenti
Come non rovinarsi la vacanza
LINK UTILI
Condizioni Generali del servizio
Privacy Policy
Cookie Policy
Confconsumatori APS
Riconosciuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Iscritta al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}