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MATERA

MATERA
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Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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Telefono: 328.1984943
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Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: criptovalute

La trappola del guadagno facile: come difendere i propri risparmi dalle truffe finanziarie online Dalle promesse sui social ai tranelli delle monete digitali. Una guida pratica per capire quando un investimento online è solo un imbroglio e come usare i controlli ufficiali dello Stato.

31 agosto 2026 – La formula è spesso identica. Mentre navighi sui social network compare un video: sullo schermo c’è un giovane ragazzo, spigliato, vestito con abiti firmati, magari alla guida di un’auto di lusso o sullo sfondo di una località esotica. Brillante e sorridente, ti guarda dritto negli occhi e dice una frase tipo: “Ho guadagnato 10.000 euro in un mese partendo da zero. C’è un segreto che le banche ti nascondono, ma se clicchi qui ti spiego come fare”.

È una scena che si ripete milioni di volte ogni giorno, capace di catturare l’attenzione di chiunque: dal pensionato che vorrebbe integrare la minima, al giovane che sogna un futuro migliore, fino al professionista attirato dall’idea di una rendita extra. La promessa è sempre la stessa: svoltare la propria vita economica con un piccolo sforzo. Ma dietro questi schermi dorati, purtroppo, il più delle volte non ci sono esperti di finanza, ma veri e propri professionisti del raggiro.

Oggi le truffe non arrivano più con lettere anonime o strane e-mail piene di errori ortografici. Parlano la nostra lingua, usano facce pulite e sfruttano i meccanismi dei social network per apparire credibili e vicini a noi.

Chi sono i “finti guru” dei social e come smascherarli

Fino a qualche anno fa il truffatore si muoveva nell’ombra. Oggi si mostra in pubblico e si definisce un “mentore” o un finfluencer (unione delle parole finanza e influencer, cioè persone che usano la propria notorietà sui social per dare consigli sui soldi). I follower, cioè le persone che li seguono, non sono affatto una garanzia di onestà: i numeri sul web si possono comprare con pochi euro.

Un divulgatore serio parla di progetti a lungo termine, spiega che investire comporta sempre dei costi e, soprattutto, parla apertamente dei rischi di perdere il capitale. Il finto esperto, invece, si riconosce da cinque comportamenti precisi:

  1. Ostenta una ricchezza esagerata: usa ville, yacht o tante banconote per ipnotizzarti. Vuole farti desiderare la sua stessa vita per spegnere la tua capacità di ragionare.
  2. Promette guadagni certi e senza rischi: nel mondo reale il rischio zero non esiste. Chiunque garantisca una rendita fissa mensile sta mentendo.
  3. Ti mette fretta: usa frasi come “L’offerta scade oggi”, “Ci sono solo tre posti rimasti” o “Devi decidere entro un’ora”. La fretta impedisce di riflettere e di chiedere consiglio a familiari o esperti veri.
  4. Usa una parlantina motivazionale, non tecnica: parla di “libertà finanziaria” e di “cambiare vita”, ma non spiega mai nel dettaglio i meccanismi economici e non mostra qualifiche professionali verificabili.
  5. Ti spinge verso un sito specifico: insiste affinché tu ti iscriva a una determinata piattaforma web, spesso fornendoti un codice personale.

Il teatro del falso investimento: la psicologia della truffa

Se decidi di seguire uno di questi annunci o un finto consulente che ti contatta in modo gentile e convincente su WhatsApp o Telegram, entri in una vera e propria messinscena teatrale, studiata appositamente per conquistare la tua fiducia.

Lo schema segue quasi sempre queste tappe:

  • L’esca. Ti viene chiesto un piccolo investimento iniziale, solitamente tra i 250 e i 300 euro. Una cifra che molti sono disposti a rischiare.
  • L’illusione. Ti fanno accedere a un sito internet o a un’applicazione che sembra professionale. Dopo pochi giorni, guardando lo schermo, vedrai che i tuoi 250 euro sono diventati magicamente 1.000 o 2.000. Ti senti subito meglio e si accende la speranza.
  • La trappola. Il finto consulente ti telefona, si complimenta con te e ti spiega che, investendo cifre molto più grandi (5.000, 10.000 euro o tutti i tuoi risparmi), i guadagni diventeranno stellari. Spinte dall’entusiasmo della vincita facile, molte persone versano tutto ciò che hanno.
  • Il dramma. I problemi iniziano quando decidi di riprendere i tuoi soldi. In quel momento la piattaforma si blocca, il consulente sparisce oppure, peggio ancora, ti dicono che per sbloccare il denaro devi prima pagare una “tassa di prelievo” o una commissione di alcune migliaia di euro. Se paghi, perderai anche quelli.

Il punto chiave da capire è che quel grafico che saliva sul computer era finto. Il denaro non è mai stato investito in borsa, ma è finito direttamente nei conti dei truffatori all’estero.

I tre segnali fondamentali che fanno scattare l’allarme 

Prima di spostare anche solo un euro dal tuo conto corrente, fermati se noti una di queste tre anomalie:

  1. Il contatto improvviso: nessuna banca o società d’investimento seria e legale ti contatterà mai dal nulla sui social, al telefono o sulle applicazioni di messaggistica per proporti un affare.
  2. La richiesta di pagamenti insoliti: se ti chiedono di fare bonifici verso conti intestati a singole persone fisiche, su banche con sede in paradisi fiscali o effettuando ricariche di carte prepagate, è una truffa al 100%.
  3. La mancanza di dati chiari: se sul sito web dove dovresti investire non ci sono scritte chiaramente la sede legale della società, la partita IVA e le autorizzazioni dello Stato, chiudi la pagina immediatamente.

Il labirinto delle monete digitali

Un discorso a parte merita il mondo delle criptovalute (le monete digitali nate sulla scia del famoso Bitcoin). Si tratta di tecnologie reali e innovative, ma proprio la loro complessità e la mancanza di regole rigide le hanno rese terreno fertile dei malintenzionati. Nel mondo delle monete digitali, recuperare i soldi persi è quasi impossibile.

Vediamo le quattro trappole più diffuse in circolazione:

  • Il tappeto strappato (in gergo chiamato Rug pull): alcuni programmatori inventano una nuova valuta elettronica, la pubblicizzano tantissimo per farne salire il prezzo grazie agli acquisti degli utenti e poi, da un momento all’altro, spariscono azzerando il valore di quel gettone.
  • I siti copia (o Fake exchange): sono piattaforme di scambio che imitano alla perfezione i siti famosi. Tu pensi di comprare monete digitali, ma stai solo regalando i dati della tua carta di credito ai criminali.
  • Pompa e sgonfia (noto come Pump & dump): si tratta di gruppi organizzati che si mettono d’accordo per comprare una moneta sconosciuta e farne schizzare il prezzo per poche ore. Quando i piccoli risparmiatori vedono il rialzo e corrono a comprare attirati dal guadagno, i truffatori vendono tutto in blocco, incassano e lasciano gli altri a mani vuote.
  • I portafogli fantasma (Falsi wallet): sono delle applicazioni da scaricare sul telefono che promettono di custodire le tue monete digitali in sicurezza, ma servono solo a rubarti le password d’accesso per svuotarti il conto corrente.

I tuoi salvagenti ufficiali: le liste di controllo CONSOB e IVASS

Fortunatamente i cittadini non sono lasciati soli. Le autorità dello Stato italiano vigilano costantemente per scovare le truffe e oscurare i siti abusivi. Esistono due strumenti gratuiti, semplici e accessibili a tutti che dovremmo consultare sempre prima di fare qualunque operazione finanziaria:

  • La lista nera della CONSOB. La CONSOB è l’organo pubblico che vigila sui mercati finanziari in Italia. Sul suo sito ufficiale esiste la sezione “Occhio alle truffe!” che contiene un elenco, aggiornato ogni settimana, di tutti i siti internet e le società che offrono servizi finanziari in modo abusivo, senza averne il diritto. Se il sito che stai controllando è in quella lista, fermati subito.
  • I controlli dell’IVASS. A volte i truffatori si mascherano da compagnie assicurative, proponendo polizze sulla vita false a rendimento garantito. L’IVASS è l’istituto dello Stato che vigila sulle assicurazioni e pubblica regolarmente l’elenco dei siti internet irregolari.

La regola d’oro: Prima di investire, fai una verifica. Cerca il nome della piattaforma sui motori di ricerca affiancando le parole “truffa” o “opinioni”, e poi controlla se la società è presente nei registri ufficiali di CONSOB o IVASS. Bastano cinque minuti per mettere al sicuro i risparmi di una vita intera.

In sintesi, per non sbagliare:

  • Non esistono guadagni facili, veloci e senza rischi.
  • Se qualcuno ti mette fretta per avere i tuoi soldi, rifiuta.
  • Verifica sempre la reputazione e le autorizzazioni dei siti.
  • Nel dubbio, non muovere il tuo denaro: fermarsi è spesso il miglior investimento possibile.

Questo contenuto fa parte di Smacco alla Truffa, il progetto di Confconsumatori che aiuta i cittadini a riconoscere le insidie del web e a difendersi dalle truffe digitali con strumenti semplici, concreti e alla portata di tutti.

Per informazioni e assistenza rivolgiti al nostro sportello online:

SPORTELLO ONLINE

Finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025
  • Agosto, 31
  • 630
  • Risparmio e Investimenti, Smacco alla Truffa
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Criptovalute: aperte inchieste per frode nei confronti di The Rock Trading Confconsumatori a fianco degli investitori impossibilitati a prelevare sulla piattaforma di exchange di criptovalute, ferma da febbraio

Parma, 8 marzo 2023 – L’allarme è scattato intorno al 21 febbraio, quando The Rock Trading – nota piattaforma exchange di bitcoin e criptovalute – ha comunicato ai propri utenti che era possibile accedere agli account personali unicamente “in modalità sola lettura, per consultare il proprio saldo, la lista movimentazioni e per il download dei relativi report”. Dunque, per i clienti della piattaforma diventava impossibile prelevare le proprie somme. L’annuncio ha subito fatto tremare gli oltre 30 mila risparmiatori stimati tra i clienti di The Rock Trading, che temono giustamente per le sorti dei propri investimenti, e ha spinto le Procure di Milano e di Firenze ad aprire due inchieste per chiarire la vicenda.

L’INDAGINE

Nei giorni scorsi le Procure della Repubblica di Milano e di Firenze hanno avviato un’indagine nei confronti dei vertici della società, che risultano indagati per appropriazione indebita e truffa, in seguito alle denunce pervenute dai clienti che hanno lamentato l’interruzione dell’operatività della piattaforma e la conseguente impossibilità di accedere ai propri asset digitali per compiere operazioni di prelievo. Al momento è noto che The Rock Trading è stata titolare di un conto corrente d’appoggio aperto presso un istituto di credito italiano fino a quando quest’ultimo, ai primi di febbraio 2023, ne ha chiesto la chiusura, determinando lo spostamento del conto corrente d’appoggio verso un istituto di credito inglese.

PRONTI AD ASSISTERE

“Confconsumatori ha già avuto modo di assistere cittadini vittime di truffe e che hanno visto sfumare ingiustamente i propri investimenti – si veda ad esempio la nostra campagna “risparmio tradito”. Siamo pronti fin da queste prime fasi di indagini ad accogliere le richieste di informazioni dei tanti risparmiatori coinvolti”, commenta l’avvocato Grazia Ferdenzi, consulente di Confconsumatori in materia bancaria e finanziaria. In particolare l’Associazione, pur invitando i risparmiatori alla calma e a non compiere passi avventati, sta fin da ora cercando di individuare gli elementi critici e gli eventuali profili di responsabilità di ogni soggetto coinvolto nella vicenda che, come ricorda invece l’avvocato Luca Baj, consulente di Confconsumatori in materia di diritto penale, “risulta di particolare complessità anche in ragione del fatto che il settore delle cripto-attività è ancora in larga parte privo di regolamentazione giuridica, seppur vi siano in corso lavori per definire regole e controlli a livello europeo ed internazionale”.

ACQUISIRE LA DOCUMENTAZIONE

In questo scenario, Confconsumatori, prima di intraprendere qualsiasi azione ulteriore, sia da un punto di vista penalistico – in attesa dell’esito dell’indagine penale appena iniziata – sia sotto il profilo civilistico della responsabilità della piattaforma di criptovalute – attualmente resasi inadempiente rispetto alle obbligazioni assunte verso i risparmiatori –, e considerando inoltre l’eventualità di individuare una responsabilità anche da parte degli istituti di credito di appoggio, suggerisce agli interessati di acquisire tutta documentazione utile a dimostrare il rapporto in corso tra il risparmiatore e The Rock Trading (come ad esempio: conferma di registrazione alla piattaforma; ogni dato di riferimento del singolo account; proprio saldo; la lista movimentazioni; download dei relativi report, etc.).

Secondo Confconsumatori, per l’individuazione di un’eventuale responsabilità degli istituti di credito di appoggio sarà da considerare come tutte le cripto-attività, per loro propria natura, siano molto rischiose: dunque ogni istituto dovrà dimostrare di aver posto particolare attenzione nell’informare la clientela circa i pericoli sottesi a queste operazioni.

“In quest’occasione invitiamo di nuovo i cittadini a stare in guardia dalle criptovalute: si tratta di investimenti altamente rischiosi, poco regolamentati e spesso incontrollabili: una vera e propria scommessa”, ricorda il presidente di Confconsumatori Marco Festelli. “Non si tratta di una moneta reale, e non è certamente uno strumento destinato al consumatore/risparmiatore medio”.

Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi alle sedi di Confconsumatori elencate QUI.

 

  • Marzo, 8
  • 4087
  • Risparmio e Investimenti
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Fallimento FTX: cosa insegna ai risparmiatori Attualmente le piattaforme di criptovalute sono giungle senza regole dove occorre anche proteggersi dal rischio di furti: ecco i consigli di Confconsumatori

Parma, 22 novembre 2022 – Dopo il crack della piattaforma di criptovalute, l’exchange crypto FTX, occorre che i consumatori interessati a questo tipo di investimenti siano consapevoli dei rischi e adottino alcuni accorgimenti per proteggere il più possibile il proprio portafoglio virtuale. Ecco il commento e i consigli dell’avvocato Antonio Pinto, esperto di Confconsumatori.

BOMBE A OROLOGERIA – I numeri fotografano uno dei più grandi disastri finanziari della finanza mondiale. Circa un milione di investitori che hanno perso oltre 30 miliardi di euro e, solo in Italia, vi sarebbero oltre centomila creditori. La piattaforma di criptovalute l’exchange crypto FTX ha chiesto negli Stati Uniti di essere ammessa al Chapter 11, ossia alla bancarotta assistita. Arriva dopo tanti altri crack, come ad esempio MTGox, l’exchange giapponese di criptovalute, la stablecoin Terra-Luna e vari altri. FTX era la seconda piattaforma di scambio di valute digitali al mondo (per volumi), e questo è la prova che i criptoasset poggiano su basi davvero molto fragili. L’economista Nouriel Roubini non a caso ha definito società come FTX “una bomba a orologeria” che potrebbe esplodere in qualsiasi momento. Banca d’Italia e Consob ripetutamente hanno segnalato ai risparmiatori i gravissimi rischi di questo segmento di mercato virtuale.

MERCATI NON REGOLAMENTATI – Il “fallimento” della piattaforma di criptovalute, l’exchange FTX, ci insegna che i risparmiatori dovrebbero usare enorme cautela se proprio decidono di investire denaro in queste piattaforme, poiché si tratta di mercati non regolamentati, senza nessuna tutela per i risparmiatori. In attesa della nuova normativa Ue che arriverà con il regolamento Mica, la compravendita di criptovalute è una giungla senza regole e senza difese effettive. In Italia è obbligatorio da luglio un registro per le società attive nell’intermediazione di valute digitali, gestito dall’Oam, l’organismo di agenti e mediatori. Tuttavia, non si tratta di un sistema autorizzativo, ma di una semplice registrazione ai fini dell’antiriciclaggio. L’attività di trading di questo tipo di criptoasset al momento, infatti, non è soggetta ad autorizzazione. Si deve tenere conto che nella finanza tradizionale i soggetti almeno sono vigilati e sottoposti a stringenti regole, mentre nel settore dei bitcoin ed analoghi asset non trovano applicazione le regole di condotta e i presidi a tutela di investitori o depositanti.

CHIAVETTE PER I SOLDI VIRTUALI – Per chi vuole proprio “investire” in questi prodotti è meglio non lasciare i soldi virtuali in un “portafoglio” messo a disposizione dalla piattaforma (exchange). Sono infatti piattaforme virtuali private, non regolamentate, dove spesso si sono verificati, oltre ai fallimenti, anche problemi legati a furti ed hackeraggi. In linea di principio sono società che non offrono garanzie e non sono assicurate, con il rischio potenziale di poter perdere tutti i soldi depositati. Meglio usare la chiavetta Usb: vale a dire su un supporto non connesso a Internet, e quindi non soggetto a furti da parte di hacker o ad altre variabili. Unica avvertenza: occorre non perdere la chiavetta, altrimenti i soldi virtuali non sono più recuperabili. In gergo si chiama cold wallet, al contrario degli hot wallet che si trovano sul pc o sullo smartphone.

I RISPARMIATORI TRADITI – Per quanto riguarda cosa fare in concreto per i risparmiatori traditi per adesso occorre studiare e approfondire se davvero esiste un percorso che possa dare qualche realistica possibilità di recupero, tenendo conto che FTX aveva sede nel Delaware ed è lì che si è aperta la procedura. Ad esempio, anche per l’insinuazione al passivo vi è il problema dei costi, da rapportare a quanto potrà esser effettivamente recuperato da eventuali attivi che si dovranno recuperare. Per il momento, comunque, non esistono prospettive realistiche per ottenere ristoro. I risparmiatori interessati a ricevere aggiornamenti sul tema possono contattare le sedi di Confconsumatori: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Novembre, 22
  • 4037
  • Internet, Risparmio e Investimenti
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