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MATERA

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Telefono: 0835.1766729
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Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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Telefono: 328.1984943
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presso Confederazione Italiana Agricoltori
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TURSI (MT)
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Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: crisi energetica

Modifica unilaterale del contratto: l’Agcm interviene anche nei confronti di Acea Dopo la segnalazione di Confconsumatori Lazio, l’Autorità ha emanato un provvedimento cautelare confermando la linea a tutela dei cittadini

Parma, 23 dicembre 2022 – Lo scorso agosto il Decreto Aiuti bis ha sospeso, per le società fornitrici di energia elettrica e gas, la possibilità di disporre modifiche unilaterali dei contratti. Nonostante questo, alcuni operatori del settore hanno continuato a inviare ai propri clienti comunicazioni che, di fatto, ignoravano quanto stabilito dal Decreto. Per questo lo scorso 12 dicembre l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), su segnalazione di Confconsumatori Lazio, ha emanato nei confronti dell’azienda Acea un provvedimento cautelare, ribadendo l’illegittimità delle comunicazioni di variazione unilaterale dei contratti di luce e gas.

LE COMUNICAZIONI CONTESTATE – Una associata di Confconsumatori aveva ricevuto da Acea Energia S.p.A, tra i mesi di settembre e ottobre, l’avviso di modifica delle proprie condizioni contrattuali relativamente alla fornitura sia del gas sia dell’energia elettrica. Ma, come ricordato, il Decreto Aiuti bis ha disposto che “fino al 30 aprile 2023 è sospesa l’efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consente all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo ancorché sia contrattualmente riconosciuto il diritto di recesso alla controparte”. E, inoltre, sono diventati inefficaci anche i preavvisi comunicati di modifica unilaterale inviati prima della data di entrata in vigore del presente decreto. Ignorando la norma, Acea ha inviato le comunicazioni di proposta di modifica unilaterale, presentando nuove condizioni economiche applicabili con decorrenza compresa tra settembre e dicembre 2022 e dichiarando che l’offerta sottoscritta era “in scadenza”. Come ha rilevato l’Agcm, però, la società non ha indicato, nelle lettere, quale fosse la data di scadenza. L’Autorità, a cui si era rivolta Confconsumatori Lazio, ha poi accertato che la presunta scadenza delle offerte era artificiosamente prospettata da Acea ai propri clienti con l’obiettivo di aggirare la sospensione delle modifiche unilaterali. Non solo: la condotta dell’azienda è particolarmente grave in quanto, oltre a vanificare un intervento normativo concepito per tutelare i consumatori dai rincari, appare aggressiva nei confronti dei cittadini e del loro esercizio dei diritti contrattuali.

IL COMMENTO DI CONFCONSUMATORI – “Il recente provvedimento cautelare dell’Autorità – afferma l’avvocato Barbara D’Agostino, presidente di Confconsumatori Lazio – conferma (come accaduto nelle ultime settimane in relazione ad altre società venditrici di energia) una linea di azione importante a tutela del cittadino mai come in questo momento particolarmente colpito da incertezza e poca trasparenza quando si tratti consumi e spese per energia, gas e luce”.

“Confconsumatori, – aggiunge l’avvocato Carmen Agnello, responsabile Energia di Confconsumatori – con animo cauto e propositivo, invita dunque tutte le società operanti nel settore energia ma anche l’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambienti) ad avviare un tavolo di concertazione e confronto con le associazioni che possa ridurre il contenzioso, valorizzando i protocolli di conciliazione esistenti, con buona soddisfazione di tutte le parti in causa, evitando al contempo inutili esborsi economici”.

  • Dicembre, 23
  • 3829
  • Casa e Utenze, Lazio, Pratiche commerciali scorrette
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Bollette: rimborsare chi indotto a cambiare contratto Bene i provvedimenti Antitrust, ma Confconsumatori invita le Società a rimborsare gli utenti indotti a cambiare contratto dopo le lettere illegittime di variazione

Parma, 15 dicembre 2022 – I sette provvedimenti cautelari dell’Antitrust annunciati lo scorso 13 dicembre sono un segnale importante di tutela dei consumatori, ma non possiamo dimenticare tutti gli utenti che, ricevuta l’illegittima lettera di variazione del contratto da parte del proprio gestore, sono “caduti nel tranello” e hanno sottoscritto nuovi contratti più onerosi. Per queste famiglie, secondo Confconsumatori, occorre ripristinare la tariffa precedente e rimborsare quanto versato in eccedenza. I consumatori in difficoltà possono rivolgersi all’associazione anche tramite il nuovo sportello online, da poco inaugurato.

I 7 PROVVEDIMENTI ANTITRUST – Con un comunicato del 13 dicembre scorso, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha reso noto di avere avviato ben sette procedimenti istruttori nei confronti delle principali società fornitrici di energia elettrica e di gas naturale sul mercato libero. Sono stati contestualmente adottati dall’Autorità sette provvedimenti cautelari. Alle società viene contestata la mancata sospensione delle comunicazioni di proposta di modifica unilaterale delle condizioni economiche, inviate prima del 10 agosto 2022 e, in seguito, le proposte di aggiornamento o di rinnovo dei prezzi di fornitura, di carattere peggiorativo, giustificate sulla base della asserita scadenza delle offerte a prezzo fisso. In sostanza, la condotta posta in essere dalle imprese è in contrasto con l’art. 3 del DL 9 agosto 2022 n. 115 (cd. Aiuti bis), convertito in Legge n. 142 del 21 settembre 22. Le società dovranno adesso sospendere l’applicazione delle nuove condizioni economiche, mantenendo o ripristinando i prezzi praticati prima del 10 agosto 2022 e, inoltre, dovranno comunicare all’Autorità le misure che adotteranno al riguardo.

IL COMMENTO DI CONFCONSUMATORI – «Esprimiamo soddisfazione per questi provvedimenti, come per i precedenti analoghi di ottobre – ha dichiarato l’avvocato Carmen Agnello, responsabile Energia di Confconsumatori – l’applicazione della misura cautelare da parte dell’Autorità è un segnale importante di tutela dei consumatori, in un settore, come quello dell’energia, allo stato attuale decisamente difficile da verificare. Tuttavia, dobbiamo ricordare che il danno maggiore lo hanno subito quei consumatori/utenti che, ricevuta l’illegittima lettera di variazione del contratto da parte del gestore, sono “caduti nel tranello” ed hanno sottoscritto nuovi contratti con la stessa società oppure con altro venditore».

RIMBORSARE CHI HA CAMBIATO CONTRATTO – Per quegli utenti che sono stati indotti a cambiare contratto accettando condizioni più onerose, Confconsumatori invita le Società energetiche al necessario ripristino della tariffa precedente al nuovo contratto, rimborsando anche quanto è stato pagato in eccedenza. In altre parole, occorre risarcire il danno per coloro che sono passati ad altri operatori dopo la ricezione dell’illegittima lettera di variazione delle condizioni contrattuali.

COME AVERE ASSISTENZA – L’associazione conferma il proprio sostegno a tutti gli utenti coinvolti (consumatori ma anche piccole imprese, profondamente colpite dalla crisi economica) e li invita a contattare i propri sportelli per ricevere informazioni e assistenza. È possibile contattare lo sportello online di Confconsumatori dal sito www.confconsumatori.it o le sedi territoriali elencate qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Dicembre, 15
  • 3561
  • Casa e Utenze, Pratiche commerciali scorrette
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“Prosumer Road” di Eni: le riflessioni di Confconsumatori Equità e sussidiarietà per una transizione energetica che coinvolga tutti i cittadini

Parma, 24 novembre 2022 – Si è tenuto lo scorso 22 novembre, a Matera, l’evento conclusivo di “Prosumer Road”, ciclo di incontri organizzato da Eni attorno ai temi della sostenibilità, della transizione energetica e dell’economia circolare. Mara Colla, presidente nazionale di Confconsumatori, ha preso parte all’appuntamento facendosi portavoce in particolare delle istanze di chi sta affrontando con maggiori difficoltà questo periodo di crisi energetica e inflazione da record.

“Bene l’aiuto economico, ma occorre passare a interventi strutturali nel nome dell’equità e dell’uguaglianza di trattamento dei cittadini”, commenta la presidente Mara Colla. “L’uguaglianza di trattamento dei cittadini è assicurata dalla Costituzione, mentre l’equità no, è compito della Politica – continua la presidente –. L’equità ha nell’etica il “modus cogitandi” – il modo di pensare – e nella sussidiarietà il “modus operandi”, inscindibili fra loro: se manca l’etica o la sussidiarietà l’equità non si raggiunge”.

LE MISURE – Ribadendo le posizioni promosse da mesi dall’Associazione, Mara Colla ha presentato alcune proposte per favorire le fasce a basso reddito e metterle in condizione di essere parte attiva della transizione ecologica: “Per l’energia, una, forse unica strada possibile potrebbe essere l’individuazione di una tariffa speciale per le utenze fino a una certa potenza installata (per esempio 3 Kwh) con una forte premialità per la riduzione di consumi rispetto a una media calcolata su quelli pregressi. Per la mobilità più sostenibile e per il risparmio delle famiglie dovremmo incentivare il trasporto pubblico, meglio dei bonus per l’acquisto di auto elettriche, il cui vantaggio complessivo non risulta ancora ben definito. Per gli elettrodomestici una proposta fattibile potrebbe essere quella di finanziare gli Enti che gestiscono l’edilizia popolare affinché dotino le abitazioni di elettrodomestici a basso consumo. Analoga misura per i percettori di bonus energetici. E – conclude Colla – la strada maestra per ridurre consumi e spese sta nelle Comunità Energetiche”.

  • Novembre, 24
  • 1200
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Bollette: due richieste di Confconsumatori al Governo Stop distacchi e rateizzazioni automatiche: Confconsumatori scrive al Premier Meloni chiedendo due interventi urgenti in materia di energia

Parma, 2 novembre 2022 – Da mesi Confconsumatori, unitamente ad altre associazioni dei consumatori, chiede provvedimenti al Governo per far fronte all’emergenza del caro-energia (per approfondire vedere i link in nota[1]). Oggi, in attesa del prossimo Consiglio dei Ministri, la Presidente di Confconsumatori, Mara Colla, ha scritto direttamente al Premier chiedendo di adottare un decreto col quale si escludono i distacchi e le sospensioni di energia elettrica e gas, nei prossimi 12 mesi, per famiglie ed imprese. In aggiunta, sempre come rimedio temporaneo ma indifferibile, Confconsumatori ha chiesto che il Governo decreti l’automatica rateizzazione delle bollette, anche quelle ancora non pagate, da un minimo di 24 mesi sino a 60 mesi.

Per la Presidente nazionale di Confconsumatori Mara Colla “Questi due provvedimenti aiuterebbero a restituire almeno un po’ di fiducia ai consumatori italiani. Inoltre, riteniamo che il Governo dovrebbe avviare velocemente una fase di costruttiva e seria consultazione, su queste tematiche, con tutte le associazioni dei consumatori presenti nel CNCU, formazioni sociali che dovrebbero essere gli interlocutori principali delle istituzioni in queste tematiche”.

IL CASO ALTAMURA – Recentemente anche il Consiglio comunale di Altamura, “adottando” la tesi di Confconsumatori presentata dal responsabile locale di Confconsumatori Michele Micunco, ha approvato una mozione, inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in cui chiede in primo luogo di bloccare i distacchi dei contatori.

 

[foto fonte Ansa]

[1] 1) https://www.confconsumatori.it/assemblea-dei-consumatori-5-punti-urgenti-per-lagenda-di-governo/

2) https://www.confconsumatori.it/protesta-delle-pentole-vuote-il-10-giugno-manifestiamo-contro-i-rincari/

  • Novembre, 2
  • 2585
  • Casa e Utenze, Progetti e Attività
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Modifiche contrattuali energia: Confconsumatori commenta il comunicato di Arera Le modifiche contrattuali, diversamente da quanto sostenuto da Arera e Agcm, non sono mai possibili per eccessiva onerosità, se non disposte dal giudice

Parma, 17 ottobre 2022 – A seguito del recente comunicato diffuso da Arera e Agcm – comunque positivo perché rassicura i consumatori e invita le aziende energetiche a comportamenti rispettosi nei confronti dei clienti – Confconsumatori desidera avanzare alcune riflessioni. Dal comunicato, infatti, parrebbe giustificata la possibilità, per i venditori, di ricorrere alla modifica unilaterale per eccessiva onerosità. L’art. 3 del d.l. 115/2022, però, non prevede in alcun modo la possibilità per i fornitori di energia di modificare le condizioni contrattuali dei contratti del mercato libero sino alla naturale scadenza dell’offerta commerciale sottoscritta con l’utente. Infatti, l’art. 3 citato, rubricato “Sospensione delle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di energia elettrica e gas naturale” prevede nello specifico che “fino al 30 aprile 2023 è sospesa l’efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consente all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo ancorché sia contrattualmente riconosciuto il diritto di recesso alla controparte”. Inoltre, restano inefficaci i preavvisi comunicati dai gestori prima della data di entrata in vigore del decreto legge 115/2022, salvo che le modifiche contrattuali si siano già perfezionate. Ricordiamo che il consumatore deve sempre opporsi formalmente, da solo o, meglio, affidandosi ai nostri sportelli, a qualsiasi proposta di aumento sia che la riceva per iscritto, sia che arrivi telefonicamente, perché è un suo diritto opporsi e chiedere il permanere delle condizioni contrattuali in corso sino alla scadenza del contratto.

I CONTRATTI ENERGIA – Esclusi i casi, dunque, in cui l’offerta commerciale sottoscritta dall’utente preveda già una indicizzazione del prezzo di fornitura con riferimento al PUN (prezzo unico nazionale), l’operatore non può mai modificare in aumento il prezzo previsto dal contratto se non in occasione della sua scadenza naturale. E nemmeno è sostenibile l’eventuale modifica unilaterale della offerta applicata giustificandola in funzione della eccessiva onerosità sopravvenuta. Il contratto di fornitura di energia elettrica, come quello del gas, è un contratto a prestazioni corrispettive e ad esecuzione continuata. In questi casi, se la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, come quelli d’altronde che stanno portando all’aumento vertiginoso delle bollette elettriche e di gas, la parte che deve tale prestazione può eventualmente chiedere la risoluzione del contratto ma appunto questa valutazione non può in nessun modo essere sostenuta unilateralmente, e per giunta dalla parte economicamente più forte, ai danni della parte più debole del rapporto, ovvero l’utente/consumatore. Un’eventuale modifica per eccessiva onerosità deve essere domandata al Giudice, che deciderà se disporla, senza che il fornitore di energia possa applicarla unilateralmente o addirittura sospendere la fornitura.

IL COMMENTO – Gli aumenti delle bollette, e le difficoltà che ne derivano per le famiglie, fanno crescere la platea dei soggetti che vanno incontro al fenomeno della “povertà energetica”. “Come associazione ribadiamo che servono aiuti che permettano alle famiglie di pagare le bollette e di arrivare a fine mese senza doversi ulteriormente indebitare; non soluzioni preconfezionate volte a giustificare eventuali aumenti unilaterali – afferma l’avvocato Franco Conte, responsabile Energia di Confconsumatori – ma moratorie delle sospensioni delle utenze in difficoltà economica con contestuale possibilità di poter accedere a rateizzazioni da un minimo di 24 mesi sino a 60 mesi per gli importi più elevati senza interessi. Auspichiamo, inoltre, che tale rateizzazione sia concessa anche per le fatture successive qualora di importi superiori alla media dell’utenza interessata ponendo le nuove rate in coda all’originario piano di rientro”.

E aggiunge Mara Colla, presidente di Confconsumatori: “Un altro intervento necessario è quello di prevedere un ulteriore aumento dei limiti reddituali per usufruire dei bonus sociali. Ma è ormai arrivato il momento di mettere mano a riforme strutturali e durature che riducano davvero il costo dell’energia e, soprattutto, aumentino la produzione e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”.

  • Ottobre, 17
  • 4642
  • Casa e Utenze, Pratiche commerciali scorrette
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Caro bollette: presentato al Governo il “manifesto” sulla crisi energetica Associazioni dei consumatori, dell'ambiente e dei venditori di energia hanno chiesto lo stato di emergenza e agire per controllare i prezzi

Bollette, crisi Energetica: associazioni di tutela dei consumatori, dell’ambiente e dei venditori di energia presentano a Governo “manifesto” su crisi energetica

Da rincaro tariffe impatto fino a 70 miliardi di euro su famiglie e imprese. Affrontare la crisi energetica come la pandemia: chiesto di dichiarare lo stato di emergenza, nominare una commissione di esperti e “vaccinare” i prezzi con nuovi meccanismi di calcolo che dimezzino la spinta rialzista

Premiare efficienza energetica e ricerca di nuove fonti rinnovabili, recuperare 14 miliardi di extra-profitti e finanziamenti pubblici non necessari

Parma, 20 gennaio 2022 – Le associazioni dei consumatori Assoutenti, Adusbef, Codacons, Confconsumatori, Casa del consumatore, Ctcu, Lega Consumatori, Movimento difesa del Cittadino, Associazione utenti servizi radiotelevisivi, unitamente a Legambiente e all’Associazione di Reseller e Trader dell’Energia (A.R.T.E.) hanno presentato oggi al Governo un documento sulla crisi energetica che investe il nostro paese, contenente una serie di proposte per arginare il caro-bollette, ridurre le tariffe in capo a famiglie e imprese anche riformando i meccanismi di prezzo e di fiscalità dell’energia  e soprattutto premiare l’efficienza energetica, la ricerca e realizzazione di nuove fonti e gas rinnovabili come l’idrogeno Un vero e proprio “manifesto” della crisi con cui le associazioni si fanno portavoce delle istanze di milioni di famiglie e attività produttive che rischiano di essere stremate dal caro-bollette e di pagare un conto salatissimo che potrebbe raggiungere, entro il 2022, quota 70 miliardi di euro.

Si legge nel documento presentato dalle 9 associazioni dei consumatori, dagli ambientalisti e dall’organizzazione dei trader al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai Ministri dello sviluppo economico, dell’Economia e della Transizione Ecologica:

Considerata l’attuale situazione di diffusa crisi internazionale energetica e i rischi per la ripresa economica e la sostenibilità dei costi energetici per famiglie e attività produttive, si impone l’assunzione immediata di iniziative di carattere straordinario ed urgente, per fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la collettività presente sul territorio nazionale mentre in parallelo si acceleri la spinta per le rinnovabili e le efficienza per ridurre la dipendenza dall’estero e dalle fonti fossili. Vista la stima di Terna del 21 ottobre 2021, con cui la Società ha dichiarato un maggior costo presunto per il paese nei 12 mesi del 2022 di 40 mld di € considerando un PUN di 150€/MWh; Viste le stime effettuate da molte autorevoli organizzazioni correggono questo valore verso l’alto, fino a 60/70 mld di € a seconda dei valori effettivi delle componenti, considerando anche il maggior costo del Gas; Ritenuto, quindi, che ricorrano, nella fattispecie, i presupposti emergenziali per la dichiarazione dello stato di emergenza; su proposta delle Scriventi associazioni di imprese e consumatori si propone di:

  1. dichiarare per un periodo non inferiore a 12 mesi, lo stato di crisi energetica nazionale, in conseguenza del rischio per il paese dovuto all’aumento delle materie prime energetiche;
  2. Istituire con urgenza, un comitato di esperti indipendenti di alto livello e di rappresentanti delle associazioni per supportare il Governo con dati scientifici nelle scelte più appropriate per riorganizzare mercato, infrastruttura e tariffe.
  3. Elaborare interventi urgenti mirati sulle seguenti direttrici:
    • riforma del meccanismo di prezzo basato sui costi di produzione;
    • riduzione generale e definitiva della componente parafiscale;
    • revisione dei meccanismi di sostegno per i casi difficoltà economica;
    • introduzione di un meccanismo di prelievo sugli extra-profitti dovuti dal prezzo marginale attualmente applicato indifferentemente a chi vende energia fossile e/o rinnovabile che consentirebbe di recuperare altri 12 miliardi di euro;
    • sospensione del “Capacity Market” fino al superamento dello Stato di crisi energetica” con recupero di altri 2 miliardi di euro;
    • avvio urgente di un piano nazionale di efficienza energetica che coinvolga le imprese, le abitazione, gli edifici e la mobilità pubblica;
    • avvio di un piano di efficientamento del patrimonio edilizio pubblico e privato, con particolare riguardo alle periferie, massimizzando e rivedendo il sistema di incentivi del settore e valorizzando il superbonus fino al 2030.

Al più presto va inoltre promosso il nuovo sistema energetico allo scopo di salvaguarda le tasche di famiglie attività delle imprese e per indirizzare la domanda e l’offerta di energia secondo nuovi principi e modelli, opposti a quelli fallimentari che hanno determinato l’attuale crisi – concludono le associazioni.

  • Gennaio, 20
  • 2587
  • Casa e Utenze, Progetti e Attività, Rapporti con Pubblica Amministrazione
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e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
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Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
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