Parma, 12 agosto 2019 – Sono molti i consumatori che si rivolgono agli sportelli di Confconsumatori per capire se e come si concluderà la vicenda della fatturazione a 28 giorni nella telefonia. Sono davvero in arrivo i rimborsi? Come funzioneranno? Da quando il Governo ha imposto il ritorno alla fatturazione mensile si attendono notizie certe sull’entità e i meccanismi di erogazione dei rimborsi, informazioni che probabilmente saranno chiarite nei prossimi mesi. Confconsumatori, nel frattempo, fa il punto della situazione e invita i consumatori a non accettare, per il momento, eventuali offerte alternative ai rimborsi economici.
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Tante segnalazioni su “Ricarica+” di Tim Per cinque associazioni di consumatori: "L’azienda persevera in una condotta poco trasparente che potrebbe trarre in inganno gli utenti più vulnerabili".
Parma, 28 giugno 2019 – Nelle scorse settimane si sono moltiplicate le segnalazioni degli utenti in merito alla “Ricarica+” di TIM, definita dall’azienda una “offerta” riservata alle sim ricaricabili e attivata sui tagli da 5 e 10 euro. Pur recandosi, come di consueto, dal tabaccaio, in edicola o al bar e chiedendo di ricaricare la sim con 5 o 10 euro, gli utenti hanno lamentato una diminuzione di credito, dovuta all’attivazione dell’offerta “Ricarica+” che, al costo di 1 euro, include un bonus di giga per la navigazione su internet e di minuti di conversazione nonché la partecipazione ad un concorso a premi. L’utente, quindi, convinto di ricaricare ed avere a disposizione l’importo per intero come sempre, si è ritrovato con un importo inferiore rispetto a quanto effettivamente pagato, proprio perché 1 euro è stato utilizzato in automatico per l’attivazione dell’offerta “Ricarica+”. E’ importante sottolineare che per alcuni canali di acquisto, come tabaccherie, edicole, bar e sito internet, non è possibile scegliere di eliminare l’attivazione dell’offerta “Ricarica+” e acquistare una ricarica standard intera”, pertanto l’utente non ha alternative e subisce, se non correttamente informato, l’attivazione di un servizio senza averlo scelto.
Nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra TIM e le nostre Associazioni, nel corso del quale abbiamo sottolineato la necessità di ripristinare il diritto di scelta degli utenti, lasciando che “Ricarica+” si configuri in tutto e per tutto come un’offerta, trasparente ed opzionale. Abbiamo anche chiesto all’azienda di affiancare ai tagli “classici” e conosciuti dai consumatori da 5 e 10 euro, i tagli “Ricarica +” da 6 e 11 euro, eliminando la possibilità di dar adito a spiacevoli equivoci. L’azienda, tuttavia, non ha fatto altro che modificare il nome del prodotto in “Offerta Ricarica+”, predisporre un’informativa più dettagliata destinata ai punti vendita e accordare la possibilità di chiedere un rimborso nel caso in cui il cliente non si accorga o non venga informato correttamente sull’offerta, attivata suo malgrado. Come dimostra anche il numero crescente del contenzioso gestito dalle Associazioni, TIM continua a portare avanti una condotta che risulta poco trasparente e poco attenta alla fiducia che i consumatori – per la maggior parte clienti storici dell’azienda – ripongono nell’azienda stessa. Se è vero che le ricariche standard sono presenti in altri canali di vendita, soprattutto digitali, è comunque innegabile che molti utenti preferiscano rivolgersi ai punti vendita fisici. Si tratta di una policy che si ripercuote sulla fascia più debole ed “abitudinaria” dei consumatori, in particolare quelli di età avanzata che spesso hanno scarsa dimestichezza con gli strumenti tecnologici. Da questa prospettiva la possibilità di chiedere un rimborso attraverso il Servizio Clienti appare non tanto come il riconoscimento di un diritto, quanto una sorta di “premio di consolazione” da parte dell’azienda.
Raccomandiamo dunque agli utenti di prestare la massima attenzione prima del pagamento, scegliendo con cura il prodotto e la ricarica che intendono acquistare e rivolgendosi sempre al servizio clienti o alle associazioni dei consumatori per far valere i propri diritti, prima attraverso un reclamo e poi – se necessario – con la conciliazione paritetica. In qualità di Associazioni che tutelano i consumatori, continueremo a portare avanti tutte le azioni possibili per garantire la trasparenza dei servizi e per impedire che le aziende applichino condotte scorrette e lesive dei diritti degli utenti.
Adiconsum – Largo Alessandro Vessella, 31 00199 Roma
Adoc – Via Castelfidardo, 43 00185 Roma
Cittadinanzattiva – Via Cereate, 6 00183 Roma
Confconsumatori – Via Mazzini, 43 43121 Parma
Federconsumatori – Via Palestro, 11 00185 Roma
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Tariffazione mensile: rincari inopportuni Confconsumatori ha già segnalato all’Antitrust il comportamento scorretto delle compagnie e invita i consumatori a fare altrettanto
Parma, 25 gennaio 2018 – Molti utenti si stanno rivolgendo in questi giorni agli sportelli di Confconsumatori lamentando gli aumenti annunciati dal proprio operatore telefonico coincidenti con il ritorno alla fatturazione mensile.
Infatti, in adempimento a quanto previsto dalla legge n. 172/2017 che ha imposto di abbandonare la fatturazione a 4 settimane per telefonia e Pay tv, gli operatori di telecomunicazioni dovranno ristabilire la pregressa tariffazione a ciclo mensile sia per la telefonia fissa sia per quella mobile entro il prossimo 5 aprile. Tuttavia questa ulteriore rimodulazione contrattuale sta arrecando agli utenti dei rincari in termini economici, già accertati almeno per le compagnie Vodafone e Tim, che nel comunicare ai clienti il ritorno alla fatturazione mensile delle offerte commerciali hanno contestualmente annunciato dei rincari sulla tariffa. «In sostanza – spiega l’avvocato Franco Conte responsabile Utenze per Confconsumatori – la tredicesima mensilità che le compagnie erano riuscite a inserire, sarà spalmata nelle 12 fatture. Non è ancora chiaro se altri operatori, ad esempio Wind, applicheranno tariffe maggiorate».
Confconsumatori ritiene gravemente scorretto il comportamento delle compagnie di telecomunicazioni: «Abbiamo già segnalato all’Antitrust – continua Conte – le modifiche unilaterali dei contratti e i costi aggiuntivi applicati che, a nostro avviso, non sono dovuti e risultano inopportuni specie considerata la coincidenza con l’adeguamento alle disposizioni di legge. Per gli associati che si sono rivolti ai nostri sportelli abbiamo predisposto un modello di reclamo, da utilizzare per manifestare il proprio scontento alla Compagnia. Peraltro esiste un concreto rischio che gli operatori decidano di “fare cartello” a seguito del ritorno alla fatturazione mensile».
Al momento è presto pensare a eventuali rimborsi: «Dobbiamo attendere l’esito del ricorso al Tar – conclude Conte – al momento consigliamo di reagire inviando massivamente reclami alle compagnie e segnalazioni all’Antitrust, anche tramite un’associazione di consumatori, in modo da stimolare l’intervento dell’Autorità».
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Telecomunicazioni: un seminario a Parma Confconsumatori ha organizzato un workshop sulle telecomunicazioni per i propri operatori che hanno potuto confrontarsi con l'azienda Vodafone
Parma, 1 marzo 2017 – Il 24 e 25 febbraio Confconsumatori ha incontrato i propri collaboratori in occasione dell’Assemblea generale dell’associazione prevista a Parma. In coda all’Assemblea, Confconsumatori ha organizzato un momento d’incontro e approfondimento riservato ai quadri dell’associazione e a chi opera allo sportello e si occupa, in particolare, di telecomunicazioni. Gli sportellisti, i collaboratori, i consulenti, i conciliatori e i responsabili delle sedi insieme a docenti/tutor hanno condiviso criticità e buone pratiche per una sana e utile gestione del conflitto. L’evento complessivo è ideato e sostenuto da Confconsumatori che per l’occasione ha creato un’opportunità di confronto con una delle Aziende leader del mercato, Vodafone, che ha risposto ai diversi quesiti degli operatori.
- Marzo, 1
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- Emilia Romagna, Internet, Progetti e Attività, sitoer, Telefonia
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